23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Aprile 2021 alle 12:23:14

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Sciopero e incontro, il giorno più lungo per l’ex Ilva

A Roma Di Maio a confronto con lo stato maggiore di Arcelormittal

Arcelor Mittal
Arcelor Mittal

TARANTO – Un’ora di colloquio, a Roma, in un clima di riservatezza assoluta. A Taranto lo sciopero, con la guerra di cifre tra organizzazioni sindacali ed azienda. Giornata campale, quella di oggi, giovedì, per l’ex Ilva di Taranto.

Al ministero del lavoro il ministro e vicepremier Di Maio ha incontrato lo stato maggiore di Arcelormittal in Europa ed in Italia. Sul tavolo, la fatidica data del sei settembre, giorno in cui – se non subentreranno ulteriori ‘innovazioni normative’, come un decreto – cesserà di avere efficacia l’immunità penale concessa agli attuali gestori dello stabilimento siderurgico tarantino. Senza quell’immunità, contestatissima dai Cinquestelle prima del loro avvento al governo, Arcelor ha però annunciato lo stop alla produzione a Taranto e la chiusura della fabbrica. Il vertice romano è stato caratterizzato da un totale riserbo.

In questo clima si inserisce l’aspro conflitto tra lo stesso gruppo siderurgico ed i sindacati per quanto concerne la cassa integrazione che l’azienda ritiene indispensabile, visto il momento vissuto dal mercato globale dell’acciaio.

I sindacati parlano di adesione massiccia, tanto tra i lavoratori diretti – dove, secondo la Fim Cisl, si è arrivati ad una partecipazione allo sciopero del 75%  – quanto tra i dipendenti dell’indotto. Nel primo turno di otto ore, secondo fonti aziendali invece, l’adesione allo sciopero è stata del 36%. L’astensione dal lavoro è articolata su tre turni, per un totale di 24 ore, in coincidenza con l’avvio proprio della cassa integrazione per 1395 dipendenti nell’arco di 13 settimane.

Sulla Cigo è in calendario un incontro al Mise per il prossimo 9 luglio.

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