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Dipendenti comunali, «Contratto integrativo, così si evita il confronto»

Le accuse della Uil Fpl

Il Palazzo di Città
Il Palazzo di Città di Taranto

«Ormai è chiaro che ogni scusa sia buona per evitare il confronto. A questo punto ci attendiamo una convocazione urgente della delegazione trattante per iniziare a definire i nuovi percorsi contrattuali di cui questo Comune ha bisogno». È quanto chiede Claudio Capobianco, della segreteria territoriale Uil Fpl, illustrando gli esiti della delegazione trattante che si è riunita l’1 luglio per discutere del Contratto integrativo 2019 per il personale non dirigente.

«Tra richieste di rinvio e arbitrarie prese di posizione si è registrato un sostanziale nulla di fatto – esordisce Capobianco – Abbiamo ricevuto dalla ”parte pubblica” una proposta vecchia di contratto decentrato integrativo che abbiamo dichiarato, per alcune parti, irricevibile. Già dallo scorso marzo ci siamo resi disponibili al confronto sindacale, avendo presentato emendamenti alla proposta e chiedendo che la contrattazione si svolgesse ad oltranza proprio per recuperare i ritardi accumulati dall’amministrazione. Ci siamo, però, trovati di fronte a sbarramenti di ogni tipo e natura: la rsu – prosegue Capobianco – per voce del proprio coordinatore, ha chiesto il rinvio a trenta giorni (al 1° agosto) per l’inizio del confronto, peccato che nessun verbale di rsu con indicazione di rinvio è stato presentato poichè le rsu Uil Fpl non sono state informate e mai avrebbero dato il loro assenso. Ci pare fin troppo arbitrario il comportamento del coordinatore Rsu – sostiene il rappresentante della segreteria territoriale Uil Fpl – che con questa dichiarazione ha praticamente rinviato la discussione e la conclusione dei lavori per il rinnovo del contratto decentrato integrativo di almeno sei mesi.

Altro che trenta giorni. La Cgil, da parte sua, chiede un rinvio “sine die” fino a quando non avrà ottenuto la mappatura della macchina amministrativa e i carichi di lavoro per ogni dipendente. Rifiutando, di fatto, l’apertura sulla contrattazione del Cdi. La Cisl – prosegue Claudio Capobianco – ha di fatto, con le dichiarazioni rese a verbale, accettato di sottoscrivere la proposta dell’Amministrazione senza alcun emendamento fattivo. La parte pubblica, cogliendo al volo le richieste del coordinatore della Rsu della Cgil, nonchè l’assenso della Cisl, ha chiesto un immotivato rinvio al 23 luglio, subordinando la contrattazione all’approvazione della Giunta comunale e del Consiglio comunale del “Piano del fabbisogno occupazionale” dal quale dovrebbe discendere la possibilità di avviare le progressioni verticali di carriera, le quali sono strettamente correlate e subordinate a leggi dello Stato che ne prevedono la quantificazione e qualificazione (che nel caso del Comune di Taranto, si ridurrebbero a pochissime unità)».

«Ormai è chiaro che ogni scusa sia buona per evitare il confronto – rimarca – Non essendoci associati ad alcuna richiesta di rinvio, di subordinare la contrattazione decentrata e la sottoscrizione del Cdi a fasi amministrative che nulla hanno a che fare con l’oggetto della questione, poichè la declinazione della mappatura dei carichi di lavoro ed il fabbisogno del personale alla loro approvazione politica porterà lontano dalla materia qui in riferimento senza aver risolto nulla in favore dei lavoratori dell’Ente. Le nostre proposte, invece, vanno nell’ottica di una più efficace logica retributiva noncè sull’azzeramento di possibili errori di valutazione a salvaguardia di quanto fino ad oggi ottenuto. Il nostro senso di protesta – conclude Capobianco – non è fine a se stesso, rivendica di fatto modernità, equivalenza ed equità. A questo punto ci attendiamo una convocazione urgente della delegazione trattante per iniziare a definire i nuovi percorsi contrattuali di cui questo Comune ha bisogno».

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