Cronaca News

Caso Arsenale, i sindacati al ministro: «Ora servono i fatti»

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa scrivono a Trenta

Arsenale Militare
Arsenale Militare

«Che alle parole ora seguano i fatti, anche con l’iniziativa dell’intera comunità e di chi è istitu­zionalmente deputato a rappresentarla, per arrestare un declino altrimenti irreversibile». È l’appello lanciato dai sindacati di categoria al ministro della Difesa Elisabetta Trenta.

«In oc­casione del recente incontro per il Cis (Contratto Istituzionale di Sviluppo) a Taranto, il Ministro della Difesa oltre a sottoscrivere accordi e protocolli di intesa tra Marina militare e Comune, su impegni e progetti risalenti al 2015, ha sottolineato, ancora una volta, i temi legati all’apparato produttivo degli insediamenti della Difesa, in particolare dell’Arsenale, e a quelli del personale civile – si legge nella nota fir­mata da Lorenzo Caldaralo (Fp Cgil); Massimo Ferri (Cisl Fp); Giuseppe Andrisano (Uil Pa) – I richiami alla ne­cessità di garantire le lavorazioni sulle nuove unità navali rischiano, però, di rimanere solo una mera dichiarazione di intenti se non seguiti da atti e fatti concreti. I dipendenti attualmente in servizio, infatti, non solo non hanno le conoscenze per in-tervenire sui nuovi e sofisticati apparati ma non avrebbero neppure il tempo per acquisir-le, visto che la maggior parte sarà presto in pensione, come precisato dalla stessa Marina militare alla Commissione Difesa del Senato nella recente audi­zione sulla condizione degli Arsenali. Il mantra del ricambio generazionale nella consapevolezza che c’è una legge che lo impedisce (la 244/12) appare, così – evidenziano i sindacati – solo un esercizio dialettico se non accompa­gnato da un provvedimento legislativo che ne sospenda l’efficacia. Dunque non si possono garantire le lavorazioni perché manca la formazione ed anche i lavoratori da formare.

Non si possono assumere i dipendenti necessari perché una legge sciagurata ritiene gli attuali numeri sufficienti. Se la classe poli­tica continuerà a raccontare che sono necessarie le assunzioni di giovani senza fare nulla in Parlamento per ren-derle concrete, si consegnerà alla storia delle tante promesse mancate, delle occasioni perdute e delle comunità tradite. Ma noi vogliamo credere che non sia così. Vogliamo avere fiducia che questa volta possa essere diverso. Per questo attendiamo – concludono i sindacati – come espressamente di­chiarato dal Ministro a Taranto, che siano immediatamente convocate le organizzazioni sindacali, dando ascolto alle istanze delle migliaia di la­voratori della Difesa che hanno prima manifestato il 30 maggio in tutta Italia e poi partecipato l’8 giugno alla straordinaria manifestazione di Roma».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche