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San Martino e Comasia, patroni di Martina Franca

La nostra rubrica sulla tarantinità

San Martino, patrono di Martina Franca
San Martino, patrono di Martina Franca

La settimana che va dal 7 al 13 luglio è incentrata sulla grande festa martinese in onore dei santi patroni Marti­no e Comasia, ma il prof. Antonio Fornaro ci informerà anche sul santo patrono dei malati oncologici e su un santo molto vene­rato a Taranto, San Giovanni Gualberto, il cui culto fu portato nel capoluogo ionico e, più precisamente, nelle chiese di San Fran­cesco di Paola e nel cappellone del Duomo di San Cataldo dalla famiglia Carducci. Per quanto riguarda le festività mariane questa settimana la Madonna viene ricordata con i titoli di Madonna della Misericordia, della Consolazione, della Pace, della Pergola e come Patrona della città di Lucera.

Questi i santi della settimana: Santa Vero­nica Giuliani che entrò a 17 anni nel Con­vento delle Clarisse. Ricevette le stimmate. Morì nel 1727 e fu canonizzata nel 1839.

Santa Vittoria fu martirizzata con la sorella Anatolia ed è patrona della città di Fermo.

San Benedetto da Norcia dopo un periodo ascetico fondò a Montecassino il primo monastero benedettino. Paolo VI lo nominò “Padre dell’Europa”.

Sant’Enrico sposò una donna che diventò anche lei santa, Santa Cunegonda. Promos­se l’introduzione del Credo nella Messa e morì a 52 anni.

San Giovanni Gualberto abate era un nobile fiorentino la cui mamma era imparentata con la famiglia Carducci che nei secoli successivi si trasferì anche nella città di Taranto.

Si fece monaco benedettino e fu fondatore dell’Ordine dei Vallombrosiani. Come si diceva il culto di San Giovanni Gualberto, patrono delle Guardie Forestali, è molto noto a Taranto per la devozione portata dalla famiglia Carducci. Nel Cappellone di San Cataldo la prima statua a destra in marmo dello scultore napoletano Giuseppe Sammartino raffigura San Giovanni Gual­berto. Fino al 1956 la quinta Cappella della navata di sinistra della Cattedrale era inti­tolata allo stesso Santo. Infine nella Chiesa di San Francesco di Paola uno degli altari della navata destra è intitolato fin dal 1676 a San Giovanni Gualberto del quale nella Cappella barocca a lui intitolata si trova una bella statua.

Fornaro ci informa anche che nella Chiesa martinese di San Domenico è possibile ammirare una bella statua di San Leopoldo Mandic, patrono dei malati oncologici che è stata realizzata con il contributo dei fedeli della Chiesa di San Domenico.

San Leopoldo si festeggia il 12 maggio e fu proclamato santo nel 1983.

Questi i detti della settimana: “A casa dei suonatori non ci vogliono serenate”, “A piangere questo morto sono lacrime per­se”, “A chi così tanto, a chi proprio nulla”, “A lavar la testa all’asino, si perde acqua, tempo e sapone”.

Due le effemeridi di questa settimana proposte da Giuseppe Cravero. Il primo fariferimento a grandi disordini avvenuti l’8 luglio 1919 a causa della grande disoccupa­zione e del carovita. Per due giorni furono presi d’assalto i negozi delle vie D’Aquino e Anfiteatro e fu imposto il ribasso del 50% delle merci. Ci furono scontri con la Polizia e il bilancio fu di quattro morti, trenta feriti e cento arresti. Anche nel 1647 il “Masa­niello” tarantino Matteo Diletto capeggiò una sanguinea rivolta nel corso della quale rimase ucciso. Anche il suo successore finì male perché fu impiccato.

Questo l’approfondimento del prof. Anto­nio Fornaro sulla festa estiva in onore dei Santi patroni martinesi Martino e Comasia. Tale festa risale a 265 anni fa. I festeggia­menti, calendarizzati dal 4 all’8 luglio, sono organizzati dalla Collegiata Martinese elevata alla dignità di Basilica da Giovanni Paolo II il 22 aprile 1998, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale.

I festeggiamenti si svolgeranno nella bella Basilica costruita tra il 1747 e il 1763.

Nel corso dell’anno Martina Franca fe­steggia San Martino con 3 feste: quella del 17 marzo conosciuta con il nome di “San Martino del Sacco”, questa di luglio, indi­cata con il nome di “San Martino dell’Aia” e quella dell’11 novembre, la più antica, conosciuta con il nome di “San Martino delle Sementi”. San Martino fu vescovo di Tours, in Francia, per 20 anni. Nella stessa nazione sono 500 fra paesi e città che portano il nome del Santo unitamente a 4 mila chiese. È patrono delle diocesi di Tours e di numerose città italiane. Il suo culto a Martina Franca è attestato fin dal 1260. La parola Martino significa “piccolo Marte”. San Martino è patrono dei viag­giatori, dei poveri, dei fuggitivi, dei mariti, dei prigionieri, dei pastori, dei soldati, dei cavalieri, degli armaioli, dei tessitori, dei commercianti di stoffa, dei cavalli e delle oche. È stato sempre invocato per la ferti­lità dei campi, contro le malattie infettive e contro il morso dei rettili. E’ tradizione per la festa di San Martino che gli uomini in Chiesa debbano sedere su un lato diver­so rispetto alle donne. Bellissime le due statue d’argento che vengono portate in processione come anche la statua del Santo posta sull’altare maggiore, opera del grande scultore pugliese Stefano da Putignano.

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