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Dalle cene eleganti ai “cuori puri”, l’ex modella tra Taranto e Arcore

La storia di Ania Goledzinowska

L’ex modella Ania Goledzinowska
L’ex modella Ania Goledzinowska

Riscosse grande interesse a palazzo Galeota la testimonianza di con­versione dell’ex showgirl e top model Ania Goledzinowska, oggi 35enne, nell’ambito della rassegna di incontri “Parole di vita”, che ebbe luogo nel settembre del 2014 per i festeggiamenti in onore della Beata Vergine Addolorata, a cura della omonima confraternita (con l’allora priore Raffaele Vecchi). Delle sue vicende passate si oc­cuparono a lungo i settimanali di gossip, soprattutto per la partecipazione alle cene di Berlusconi di Arcore: per il suo 72mo compleanno, all’ora del dolce, Ania uscì di­rettamente dalla torta cantando “Tanti au­guri, signor presidente”. Inoltre la ragazza è stata anche la fidanzata del nipote, Paolo Enrico Beretta, «l’unico uomo – disse – che mi ha sempre rispettata».

Tanta gente affollò il salone di palazzo Pantaleo ad ascoltare il racconto della bellissima donna di origine polacca, per anni immancabile presenza nelle serate mondane dell’Italia che conta, fra soldi, ammiratori e successo ma con un grande dolore nell’anima.

Presentata dalla collega Gabriella Ressa, direttore di Radio Cittadella, così Ania raccontò:“Non è stata felice la mia infanzia, con la perdita prematura di mio padre, il di­sinteresse di mamma e la terribile violenza dell’ambiente in cui ero costretta a vivere. Volevo sfondare e mi ripetevo in continua­zione: ‘Anche se tu non sei nessuno, puoi arrivare avere tutto dalla vita’. Alla fine ce l’ho fatta, ma a che prezzo! Il sesso sfrenato e la droga erano diventati i miei padroni. In alcune occasioni, dopo dei ‘festini’, mi ridu­cevo a fiutare tra le fessure delle mattonelle del pavimento in cerca di residui di coca”. Una sera, ormai stanca di tutto, si ritrovò affianco un vecchio con la barba bianca che, guardandola silenziosamente, scuoteva la testa in segno di disapprovazione. “Non era un’allucinazione – raccontò – tant’è che quella persona rimase anche quando accesi la luce, per poi sparire. Anni dopo scoprii che si trattava di padre Pio, del quale ignoravo l’esistenza. Mi recai subito in chiesa e pregai per la mia situazione per capire cosa dovesse fare della sua vita”. Ania ebbe la forza di troncare subito con il suo ambiente e iniziò un cammino di con­versione, che voleva poi narrare in un libro (ne avrebbe poi scritti ben quattro: “Salvata dall’inferno”, “Dalle tenebre alla luce”, “Con occhi di bambina” e “Ti perdono”). Parlò del progetto con Paolo Brosio il quale le presentò l’editor Diego Manetti. Questi, ascoltatone il racconto, le raccomandò di recarsi subito a Medjugorje, dove la sua vita avrebbe avuto la svolta decisiva. Seguì rimase delusa, in quanto riteneva che fosse tutto falso. Dopo la visita alla collina delle apparizioni, che non la impressionò più di tanto, si accinse a salire sul Krizevac, la montagna sormontata da una grande croce, la cui cima è raggiungibile attraverso il sentiero di una Via Crucis.

“Iniziai a salire – proseguì nel racconto – ma ben presto mi stancai, tanto da voler tornare indietro, ma vidi le vecchiette che, a piedi scalzi, quasi correvano sulle rocce appuntite, come fossero ragazzine. Se lo facevano loro, perché io no?”. Da quel momento la fatica scomparve e in breve arrivò in cima. Inginocchiata davanti alla croce, Ania sentì chiaramente una voce che le chiedeva di perdonare coloro che le avevano fatto del male.

“Senza quel gesto – disse – sapevo che Dio non avrebbe potuto depositare le grazie nel mio cuore. E così feci, sentendomi fortemente risollevata”. Il rientro a Milano fu caratterizzato da altri segni e da un raf­forzarsi della vita di fede. “Non m’impor­tava più dell’apparire, del piacere ad ogni costo – spiegò – Buttai nella spazzatura le pillole per dimagrire che assumevano anche le mogli, amiche mie, di noti calcia­tori. Aumentai presto di 14 chili, ma non m’importava più”. Presa dalla nostalgia, la ragazza tornò a Medjugorje per risiedere nella comunità mariana dell’Oasi della Pace, dove (racconta) si sentì accolta come una figlia, sentendosi amata come mai pri­ma d’allora. “Ricordo – disse – che dovevo presto rientrare in Italia per un lavoro con il Billionaire, cui rinunciai. Il proprietario, Flavio Briatore, mi chiamò per chiedermi se fossi impazzita. Ma risposi che ero più felice nel pelare le patate, dare da mangiare alle galline e pregare. Lui rimase interdetto e non osò controbattere”. Ania rimase per diversi anni nel convento di Medjugorje, dove pensava di farsi suora. Poi, nel 2014, conobbe e sposò un imprenditore pugliese, Michele Doto. Disse: “Abbiamo vissuto in castità fino alle nozze e oggi posso dire che se non ci fosse stato quel periodo, dove ci siamo allenati nell’attesa, probabilmente ci saremo già lasciati”. Da questa sua esperienza è nato l’impegno in “Cuori Puri” (www.cuoripuri.it) “un’iniziativa per i giovani e le coppie che – scrive Ania sul sito – decidono di rispettare Dio, scegliendo la castità fino al matrimonio”. I coniugi adesso vivono a Deliceto, piccolo centro del Foggiano, dove c’è una comunità dell’Oasi della Pace, da dove Ania spesso si sposta in tutt’Italia per testimoniare la sua vita rinnovata grazie alla fede.

di Angelo Diofano

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