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Arsenale, «Entro i prossimi 5 anni si rischia il collasso»

L’allarme della Flp Difesa: Serve una legge speciale

Arsenale Militare
Arsenale Militare

«Il tempo delle attese è ormai scaduto, adesso è tempo di rilancio. Chiediamo l’approvazione di una legge speciale per gli Arsenali, l’emanazione immediata di bandi di concorso e le assunzioni di personale civile». Il coordinatore provinciale Flp Difesa di Taranto, Pasquale Baldari, torna a lanciare l’allarme «sull’imminente e possibile rischio di un collasso per l’Arsenale di Taranto dovuto alla parziale attuazione del cosiddetto Piano “Brin”.

Questo progetto pluriennale – ricorda Baldari – iniziato nel 2007 e prorogato dal 2016 fino tutto il 2020, dopo lunghe ed oculate valutazioni, è scaturito da ben definite scelte politiche che portavano al riconoscimento del ruolo essenzialmente pubblico degli Arsenali ed alla decisione di rilanciarli, prevedendo un finanziamento iniziale totale di circa 300 milioni di euro, destinato non solo all’ammodernamento delle infrastrutture e degli impianti degli stabilimenti di lavoro ma anche al ripianamento delle tabelle organiche ordinative del personale civile previste per ogni singolo Arsenale, attraverso la realizzazione di un mirato e programmatico piano decennale di assunzioni di personale civile con professionalità evolute, accompagnato dalla contestuale e progressiva formazione specialistica degli stessi presso le industrie costruttrici delle nuove Unità Navali per il travaso delle competenze alle maestranze e con la riapertura delle Scuole Allievi Operai».

Di particolare rilievo, ad avviso di Pasquale Baldari, l’audizione dello scorso 2 luglio presso la commissione Difesa del Senato con il Comandante Logistico della Marina, amm. sq. Eduardo Serra, che nel relazionare sui tre Arsenali della Forza Armata, ha anche «richiamato le ricadute negative determinate dall’applicazione delle legge sulla revisione dello strumento militare (244/2012), e fornito dati estremamente preoccupanti sui suoi effetti: “Le stime al 2024 prevedono una contrazione di personale pari a circa il 59 per cento su Taranto, a circa il 51 per cento su La Spezia, a circa il 47 per cento su Augusta, al netto del personale ex militare transitato nei ruoli civili e di coloro che hanno già presentato domanda di uscita anticipata in virtù della cosiddetta quota 100”. Pervenendo infine a questa amara e drammatica considerazione “il 2025 costituirà pertanto, per gli Arsenali di Taranto e La Spezia, un punto di non ritorno in cui la marcata riduzione del personale civile determinerà di fatto il col lasso dell’attuale modello organizzativo”. L’amm. Sq. E. Serra – prosegue il coordinatore della Flp Difesa – ha poi riferito che per quanto attiene alle infrastrutture e agli impianti degli Arsenali, “I risultati derivanti dall’attuazione, ancorché parziale, del “Piano Brin” pongono comunque le condizioni ottimali per un rilancio degli arsenali dotati di assetti rinnovati ed in linea con le esigenze attuali e future della manutenzione navale. Il ritorno di investimento assunto dallo Stato su tali assetti rischia, però, di essere minimale se il loro adeguamento e ammodernamento non sarà completato e se non saranno pertanto pienamente impiegati, opportunamente valorizzati e manutenuti”».

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