Cronaca News

I prestiti a strozzo erano un affare di famiglia

Operazione della Polizia: otto arresti

Operazione “Dirty Money”
Operazione “Dirty Money” @ Foto Francesco Manfuso

Una storia di soldi sporchi, come quelli dell’usura. Non si riesce a pagare e allora minacce, botte e la rapina della macchina. Il solito copione recitato a memoria dai cravattari in ogni angolo di mondo. Come quello messo in scena dai presunti strozzini arrestati dai poliziotti del Commissariato di Grottaglie nell’operazione “Dirty Money”.

L’usura era un affare di famiglia. In carcere il padre, Francesco Vitale, 57 anni, (detto Tiaulicchio) e due figli, Alessio e Riccardo, rispettivamente di 30 e 33 anni. Ai domiciliari, invece, gli altri due figli, Marco e Ciro di 25 e 35 anni. Arresti in casa anche per Ciro D’Angello 29 anni, Francesco Marinelli, 45 e Diego Vestita 48. Altre due persone indagate a piede libero negli ultimi tempi sono finite nei guai per armi: una pistola e un kalashnikov. Gli agenti del Commissariato di Grottaglie diretti da Andrea Rosato all’alba di ieri hanno eseguito i provvedimenti restrittivi firmati dal gip Benedetto Ruberto su richiesta del sostitiuto procuratore Remo Epifani. L’odissea per un imprenditore agricolo della cittadina delle ceramiche è iniziata nel 2015 per un prestito di 14mila euro. L’uomo, in serie difficoltà economiche, si è rivolto a Francesco Vitale e ha ottenuto i soldi in cambio di interessi da capogiro. Avrebbe dovuto pagare in sei mesi ventimila euro. La vittima è riuscita a restituire seimila euro nel febbraio del 2016 e quattromila un mese dopo. Successivamente fino ad agosto del 2016 ha versato ai figli di Vitale le somme di 1.500 e 2.000 euro.

Agli inizi del 2018 Francesco Vitale avrebbe preteso altri 10mila euro. Poi in un solo giorno di agosto del 2018 prima l’aggressione a pugni e poi la rapina della Smart che era di proprietà di un consoscente dell’imprenditore agricolo stritolato dal prestito a strozzo. All’alba di ieri durante il blitz gli agenti del Commissariuato di Grottaglie hanno eseguito delle perquisizioni domiciliari e sequestrato 30mila euro in contanti, monili in oro e Rolex. “L’usura è un reato odioso- ha detto ieri in conferenza stampa il questore Giuseppe Bellassai -purtroppo è un fenomeno molto diffiuso ed è difficile da contrastare perchè sono in pochi a denunciare. Le vittime devono avere fiducia nelle forze dell’ordine”. Intanto il deputato grottagliese di M5S, Gianpaolo Cassese, ha espresso gratitudine alle forze dell’ordine. “E’ stato ottenuto un importante risultato che infonde fiducia nella possibilità di riuscire a sconfiggere questi gravi fenomeni criminali- ha sottolineato- e che spero porti altre vittime a denunciare. Uno dei meriti non secondari che ha avuto il Commissariato di Grottaglie è sicuramente quello di aver saputo costruire una fruttuosa interlocuzione con il territorio, che ha favorito la testimonianza dell’imprenditore agricolo vittima di reati molto gravi. Purtroppo non è il solo, sapendo quanta omertà ci sia attorno a fenomeni simili. La provincia di Taranto purtroppo è tra le più colpite”.

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