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Acquedotto del Triglio, arrivano 650.000 euro

L’annuncio del Ministero dei Beni Culturali. Nel novembre 2018 il crollo

Acquedotto del Triglio tra Taranto e Statte
Acquedotto del Triglio tra Taranto e Statte

Seicentocinquantamila euro per “lavori di messa in sicurezza, recupero e restauro” dell’Acquedotto del Triglio, tra Taranto e Statte. L’annuncio è del ‘Ministero per i beni e le attività culturali per la tutela del patrimonio culturale italiano’. In Puglia i progetti ammessi al finanziamento per le annualità 2019 – 2020 sono ventidue, per un importo complessivo di 5.459.800 euro. Complessivamente, a livello nazionale, le risorse previste ammontano a 180 milioni.

Di Acquedotto del Triglio si è tornati a parlare nel novembre dello scorso anno, a causa di un crollo che fece scalpore, vista l’importanza a livello storico di una testimonianza dell’epoca romana nel Tarantino, risalente all’anno 123 a.C. e che ha servito Taranto fino alla II Guerra Mondiale. Proprio a seguito di quel crollo ad intervenire fu Legambiente: «Non possiamo che provare sgomento nel rileggere quanto il nostro socio, Cataldo Portacci, scriveva nel 2016 in una lettera inviata al Ministro dei Beni Culturali, alla Regione Puglia, alla Soprintendenza Archeologica della Puglia, ai Sindaci di Taranto e Statte, e che Legambiente Taranto rilanciava pubblicamente il 3 maggio dello stesso anno» le parole di Lunetta Franco. «Fin da allora si metteva in risalto il permanere di una drammatica situazione di pericolo riguardante le arcate superstiti e il rischio che una storia, la nostra, si sgretolasse sotto l’incuria del tempo e dei tarantini. Se il nostro appello fosse stato accolto, i resti dell’Acquedotto del Triglio sarebbero stati messi in sicurezza ed il crollo forse evitato.

Le prime due proposte, infatti, erano quelle del monitoraggio ed inventario completo delle strutture e degli archi e della messa in sicurezza delle parti precarie ed usurate per evitare altri crolli». Continua Legambiente: «Per molti automobilisti attraversare la via che porta da Taranto al Comune di Statte, l’Antico Acquedotto del Triglio costituisce una presenza paesaggistica residua, immersa in un paesaggio industriale gigantesco. Eppure, quei resti hanno costituito per millenni il privilegio dei tarantini di ottenere risorse idriche preziose prima della costruzione dell’Acquedotto Pugliese. Una storia millenaria che inizia, secondo gli studiosi, nel 123 a.C., con un percorso che immergeva tra gli ulivi 174 archi. L’acqua arrivava nella Piazza Fontana di Taranto, attraversando il Canale di Porta Napoli e del suo antico ponte». «Una storia che rischia di sgretolarsi sotto l’incuria del tempo e dei tarantini. Nel seguito degli anni le numerose proposte e dichiarazioni di buona volontà sono rimaste promesse ingiallite nel tempo. Voglio ricordare che, durante gli anni ‘70 del secolo scorso, per aprire le strade di accesso alle aree industriali, lungo le arterie stradali, furono distrutti numerosi archi, tra il silenzio e il disinteresse delle componenti istituzionali e culturali della Città di Taranto». L’auspicio è che i 650.000 euro possano servire a tutelare questo pezzo di storia.

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