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Ctp: «Stop alle linee 4, 14 e 16». Autobus e autisti in bilico

Il provvedimento a partire dal 15 luglio. Annunciati 45 esuberi

Un mezzo del Ctp
Un mezzo del Ctp

«Sospendere l’e­sercizio delle autolinee 4, 14 e 16 e dichiarare in esubero 45 autisti».

La guerra di nervi tra Ctp e Amat è arrivata ad uno snodo cruciale. A rischiare sono gli utenti che utilizzano gli auto­bus per spostarsi tra Taranto, Statte e Leporano ed i lavora­tori. Martedì, l’amministratore unico del Consorzio Trasporti Pubblici, l’avv. Egidio Albane­se, nel corso di un incontro con le organizzazioni sindacali, ha comunicato «la volontà di re­cedere dal contratto di subaffi­damento delle linee Amat 4, 14 e 16, in quanto nessun positivo riscontro da parte della stessa è pervenuto alla richiesta di ade­guamento del corrispettivo». Il Ctp, dunque, sospenderà l’eser­cizio delle autolinee 4, 14 e 16 a partire dalle ore 24 del prossimo 14 luglio. Ma non basta. A com­plicare ulteriormente la vicenda c’è la questione occupazionale. L’avv. Albanese, infatti, ha co­municato formalmente che «Ctp dovrà dichiarare in esubero, sempre a far data dal 15 luglio, la forza lavoro di 45 operatori di esercizio, impiegati esclusi­vamente per l’espletamento del predetto servizio in subaffida­mento, con conseguente onere dell’assorbimento degli stessi in virtù dell’applicabile “clausola sociale”».

Per capire come si è arrivati a tanto è necessario tornare al 2013, quando l’Amat, il Ctp ed il Cotrap sottoscrissero un accor­do attraverso il quale l’azienda di trasporto provinciale si im­pegnava ad effettuare i percorsi suburbani relativi alle linee 4, 14 e 16 di competenza dell’A­mat. Lo scorso 21 giugno, poi, la richiesta di adeguamento del corrispettivo da parte del Ctp ed il “niet” dell’Amat.

«A distanza di sei anni il Ctp non è più disponibile a prose­guire il servizio alle medesime condizioni contrattuali definite “in perdita” nonostante la riva­lutazione già applicata al corri­spettivo così come previsto – ha dichiarato il presidente dell’A­mat, l’avv. Giorgia Gira – L’A­mat, da sempre al servizio della città, in questa fase di “passag­gio”, assicurerà la massima tu­tela delle esigenze dell’utenza e dei lavoratori interessati. In­fatti, con proprie risorse e nei tempi consentiti, si impegnerà a offrire il trasporto pubblico ri­chiesto dai cittadini, puntando al miglioramento degli standard attraverso l’efficienza ed una massiccia lotta all’evasione sulle linee interessate».

L’Amat, dunque, tornerà a ge­stire direttamente quelle linee. Ma c’è incertezza sui tempi (l’azienda dovrà ad esempio ac­quistare nuovi bus) e soprattutto sulla gestione degli “esuberi”. Lo scorso 5 luglio, il prefetto di Taranto, Antonia Bellomo, ha scritto al presidente della Pro­ vincia, Giovanni Gugliotti, ed al sindaco, Rinaldo Melucci. «Con una nota congiunta dello scorso 26 giugno le organizza­zioni sindacali rappresentano la problematica connessa alla dif­ficoltà di pervenire ad un accor­do economico tra le aziende di trasporto pubblico Amat e Ctp in relazione alla gestione delle linee 4, 14 e 16. La situazione di stallo – ha scritto il prefetto – ha determinato l’annuncio, da parte dell’amministratore unico di Ctp, di non poter protrarre il servizio, alle attuali condizioni economiche, oltre il 14 luglio prossimo. I sindacati, nell’espri­mere preoccupazione per le pos­sibili ricadute di tale decisione aziendale sia sui lavoratori che sull’utenza del trasporto pubbli­co, chiedono al riguardo un in­tervento risolutivo. Si richiama l’attenzione sulla questione deli­neata, con preghiera di far cono­scere le iniziative adottate».

Intanto, i segretari generali Francesco Zotti (Filt Cgil); Vito Squicciarini (Fit Cisl); Carmelo Sasso (Uiltrasporti) e Piero Greco (Faisa Cisal), han­no chiesto un incontro urgente al presidente della Provincia ed al sindaco. «Il Ctp ha conferma­to la necessità inderogabile di interrompere il servizio erogato sulle linee 4, 14 e 16 dal pros­simo 15 luglio. A tal proposito, a tutela dei diritti individuali alla mobilità dei cittadini e dei diritti contrattuali dei lavorato­ri delle aziende, chiediamo un incontro urgente al presidente della Provincia e al sindaco di Taranto al fine di esaminare congiuntamente le possibili so­luzioni alla vertenza insorta e soprattutto al fine di tutelare la forza lavoro e scongiurare ogni possibilità di interruzione del servizio di trasporto pubblico».

E proprio in relazione al ri­schio occupazionale, si regi­stra l’intervento del segretario generale della Cgil di Taranto, Paolo Peluso. «Non temiamo la questione occupazionale. Quei 45 autisti dichiarati in esubero dal Ctp sono evitabili per una serie di ragioni. Non vi è una questione economica, perché il Consorzio Trasporti Pubblici di Taranto chiude in attivo i suoi bilanci. Non vi è una questione occupazionale, essendoci invece un problema di carenza di per­sonale e una clausola sociale a difesa di quei posti di lavoro. Il tema invece è ben più grave per i cittadini di Statte e Leporano che dall’oggi al domani saranno costretti ad una interruzione di pubblico servizio indispensabile e sancito dalla Costituzione».

Il segretario generale della Cgil di Taranto, quindi, chiede di sgomberare il campo dalle «fa­ziosità politiche» e invita a «tro­vare una soluzione immediata».

«Si usano i lavoratori e i cittadi­ni per un tiro alla fune che non può interessarci – dice Peluso – sappiamo solo che quel servizio per le linee 4, 14 e 16, da e per Leporano e Statte è il frutto di un accordo che oggi si tenta di rivedere. Tutto legittimo, ma i cittadini e quei 45 autisti non possono essere utilizzati come spauracchio per ragioni che at­tualmente ci sembrano franca­mente deboli, considerato, pe­raltro, che la stessa Amat si è resa disponibile a riprendersi i traffici per le tratte in questione entro i prossimi due mesi. Ser­ve un’opera di mediazione che stemperi le strumentali contrap­posizioni – continua il segreta­rio della Cgil – e che dopo la missiva informativa del prefet­to pensiamo possa essere atti­vata anche dal presidente della Provincia di Taranto, Giovanni Gugliotti, come referente del­la mobilità provinciale e come socio-fondatore del Consorzio. Per quanto riguarda gli annun­ciati esuberi ricordiamo inoltre – termina Peluso – che oltre alla clausola sociale che continuia­mo a considerare garanzia im­prescindibile per quei lavoratori, vi è un iter preciso, ben diverso dallo sbandierare nomi e cogno­mi nel corso di una riunione, che a tutt’oggi non ci risulta avviato con procedure e preliminari che vedono nel confronto sindacale l’unica strada riconoscibile e ri­conosciuta».

Per Carmelo Sasso, segretario generale Uiltrasporti Taranto, invece: «Si sta creando una que­stione politica per delle linee che saranno gestite dall’Amat sino al luglio 2020. Dopodichè, necessariamente, queste linee, come tutte quelle suburbane, dovranno andare a gara pub­blica. Dovranno, quindi, esse­re riassegnate sia le linee che i lavoratori su di esse impiegati. In pratica adesso li facciamo passare all’Amat, ove la clauso­la sociale dell’art. 19 sia appli­cabile a questa fattispecie (cosa della quale non siamo convinti) e tra 10 dieci mesi in una azien­da privata vincitrice della futura gara. Tutto questo solo per mo­tivi puramente politici e per una diatriba meramente tecnica. Noi rifuggiamo questo atteggiamen­to. Non devono essere intaccati i servizi e non accetteremo mai che alcun lavoratore sia danneg­giato».

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