21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Aprile 2021 alle 09:30:12

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Due saggi su Spagnoletti e Carrieri

Maffia e Trevisani curano i profili sulla rivista “Sud. I Poeti”

Sud - I poeti
Sud - I poeti

Il quarto volume di “Sud. I Poeti”, enciclope­dica opera editoriale curata da Bonifacio Vincenzi per la sua casa editrice Macabor di Francavilla Marittima (Cs) propone una doppia, ampia pagina dedicata a Taranto e a due dei suoi figli più gran­di: Raffaele Carrieri e Gia­cinto Spagnoletti. Due sag­gi, rispettivamente curati da Dante Maffia, poeta e critico calabrese molto noto, e da Silvano Trevisani, giornalista e scrittore, oltre che poeta, arricchiscono la sezione del volume: “Voci dal silenzio: Poeti del Sud scomparsi da non dimenticare”, la cui par­te monografica è dedicata a Giammario Sgattoni, poeta abruzzese scomparso nel 2007, che ha lasciato tracce considerevoli del suo per­corso poetico nella letteratu­ra del Novecento, con quella che il sottotitolo del volume descrive come “la voce del cantore delicato”.

Quella di Giammario Sgat­toni è la fugura di un uomo di cultura a 360 gradi, inna­morato del suo ruolo di let­terato vissuto in funzione della sua terra e con dedi­zione totale ad essa. Nato a Teramo nel 1931, vi rimase assumendo varie funzioni, quella di operatore culturale e di custode del suo patrimo­nio, come ispettore onorario della soprintendenza, come giornalista, come poeta. Di lui e della sua poesia si oc­cupano, in questo volume, il fratello Marcello, che traccia un toccante ricordo, dieci tra critici e poeti, tra i quali Ot­taviano Giannangeli e Rena­to Parente. Secondo il quale si è spenta, con Sgattoni, una delle voci più rilevanti e sicure della poesia italia­na del secondo Novecento. “Egli è stato anche un ani­matore della vita letteraria regionale, punto di riferimen­to a Teramo di ogni manife­stazione culturale, critico di letteratura e d’arte, (…) stu­dioso di archeologia”.“Una delle figure più interessanti e più coinvolgenti della poesia italiana del Novecento”, così Dante Maffia definisce Raf­faele Carrieri, nato a Taranto nel 1905 e morto nel 1984 a Lombrici, in provincia di Luc­ca: “la sua effervescenza, il suo entusiasmo, il suo calore umano scrive nel suo saggio – erano una specie di epide­mia che coinvolgeva e trasci­nava.

Molti lo hanno definito un anarchico che giocava a scacchi con le stelle, un no­made che però si trascinava appresso come una lumaca gli archetipi che s’erano im­pressi in lui nell’infanzia ta­rantina: la libertà del mare, la misura greca, la fastosità dei colori dello Jonio, la bellezza movimentata del paesaggio”.

Numerosissime le sue rac­colte poetiche, molte delle quali dedicate ai grandi arti­sti del Novecento, dei quali si occupò come critico nei giornali nazionali, che spes­so le illustrarono con le loro preziose tavole.

Giacinto Spagnoletti è stato uno dei più importanti e pro­lifici critici letterari italiani del Novecento. Studioso attento e orgoglioso, fiero della sua indipendenza intellettuale, caratterialmente burbero ma tenace, osservatore lucido delle mode e delle correnti letterarie, scopritore di gio­vani talenti come Pier Paolo Pasolini e Alda Merini. Amico, collaboratore e interprete, fin dalla giovinezza, dei più ce­lebrati letterati e poeti del Novecento, ebbe con molti di loro un costante, ininterrotto rapporto epistolare.

Nato a Taranto nel 1920, si laureò giovanissimo a Roma, antifascista convinto e parti­giano, collaborò con nume­rosi giornali e case editrici, Ma Spagnoletti non fu solo un critico militante ma an­che un poeta e un narrato­re. Anzi, nella sua attività di letterato, non faceva alcuna distinzione tra i tre momen­ti: critica, poesia e narrativa. La sua produzione poetica fu molto apprezzata, basti ve­dere i pareri positivi di poeti come Pier Paolo Pasolini o di Giorgio Caproni. Pubblicò quattro volumi di poesia che poi furono riuniti in Poesie raccolte 1940-1990, edito da Garzanti nel 1990.

Si è spento a Roma nel 2003.

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