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Tragedia ArcelorMittal, il Comune di Taranto proclamerà il lutto cittadino

Il sindaco Melucci: «Rispetto per il dolore dell’intera comunità»

Gru in mare di ArcelorMittal
Gru in mare di ArcelorMittal

«Si rispetti oggi il dolore di una intera comunità, nessuno violi e strumentalizzi un momento così dram­matico».

Il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, interviene in merito all’incidente avve­nuto mercoledì sera al quarto sporgente del porto, dove una gru del siderurgico è caduta in mare (nella foto) durante una tromba d’aria, portando con sè Cosimo Massaro, gruista di Fragagnano.

«L’Amministrazione comunale si strin­ge intorno alla famiglia ed ai colleghi del giovane Cosimo Massaro – si legge in una nota del primo cittadino del ca­poluogo jonico – Siamo sgomenti per un incidente che ha replicato esattamente la tragedia di alcuni anni fa, segno che qualcosa su quel pontile non funziona a dovere, segno che ancora tanto si deve fare all’interno delle aree dello stabi­limento siderurgico per tutelare la vita umana. Non c’è ancora nessuna ufficia­lità, ma abbiamo purtroppo abbandonato ogni speranza nella serata di mercoledì. Si rispetti oggi il dolore di una intera co­munità, nessuno violi e strumentalizzi un momento così drammatico. Taranto è stanca di soffrire e di essere usata, la terra ionica tutta merita risposte e atten­zione, a cominciare proprio dai luoghi di lavoro».

Il Comune di Taranto ha già fatto sapere che proclamerà il lutto cittadino. Intan­to, giovedì mattina, il sindaco Rinaldo Melucci ha portato un commosso salu­to al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, Sergio Prete, ed ha espresso «la solidarietà della città di Taranto a tutte le maestranze dello scalo ionico ed in particolare ai lavoratori dei pontili ex Ilva».

«Il porto – ha commentato il sindaco – è luogo di vita, di energia e di ricchezza, importantissimo per il futuro di Taranto, mi auguro che si torni presto a parlare delle sue eccellenze, ma oggi non possia­mo non sottolineare che occorre fare di tutto per garantire la sicurezza degli im­pianti e le misure di prevenzione a favore di tutte le categorie impegnate ogni gior­no sulle banchine. È una sfida di civiltà».

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