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La Madonna del Carmine: sempre nel cuore dei tarantini

Il 16 luglio festeggiamenti solenni nel capoluogo e in diversi centri della provincia

La chiesa del Carmine in festa
La chiesa del Carmine in festa

Questa settimana il commento del prof. Antonio Fornaro sarà principalmente dedicato alla devozione dei tarantini verso la Madonna del Carmine. La Chiesa ricorda dal 14 al 20 luglio i santi Camillo de Lellis, Bonaventura, Marcellino, Federico, Simmaco, Elia, Aurelia, Giacinto ed Amalia e venera la Madonna sotto i titoli di Maria Ss. Del Monte Carmelo, come Madre del Redentore, dell’Umiltà e della Liberazione.

San Bonaventura fu l’autore della biografia di S. Francesco D’Assisi mentre i Santi Giacinto ed Amalia sono i protettori delle coppie tradite. Questi i detti della settimana: “Chi va a mare l’acqua deve imbarcare”, “Chi risparmia sudore, risparmia dolore”, “Vento di fessura, vento di sepoltura”, “Se presti i soldi agli amici perdi i soldi e ti fai i nemici”. Fornaro ricorda che San Camillo è patrono della Croce Rossa Italiana, degli ospedali, degli ammalati e degli infermieri. Il Santo nacque nel 1550 in provincia di Chieti, fu sacerdote e fondò l’Ordine dei Camilliani oggi presenti in tutti gli ospedali del mondo. Morì a Roma a 64 anni. I padri camilliani furono presenti a Taranto negli anni compresi tra il 1947 e il 1973 nella Parrocchia della Stella Maris, a Porta Napoli e come cappellani dell’Ospedale tarantino. Il 20 luglio Roccaforzata festeggia il profeta Elia come patrono principale. Nel passato, ci fa sapere Fornaro, anche i pescatori di Taranto si recavano in pellegrinaggio alla Chiesa di Santa Elia per ringraziarlo e donargli l’olio per il faro. Infatti, dal 1864 sul colle di Sant’Elia, nei pressi della Chiesa, si teneva perennemente accesa una lampada offerta dai naviganti ai quali serviva di notte come guida per entrare nel porto di Taranto. Il 16 si festeggia la Madonna del Carmine in modo solenne a Taranto, a Talsano, Faggiano, Fragagnano, Pulsano, Grottaglie, Mottola e Laterza.

La domenica successiva al 16, invece, come da tradizione, si festeggia a Martina Franca. Quella della Madonna del Carmine a Taranto è la processione estiva per eccellenza. Alla stessa partecipano circa 500 tra confratelli e consorelle che si stringono intorno alla bella statua lignea. Dal 1979 non si svolge più la “Gara” per l’aggiudicazione dei simboli e dal 1900 la processione fa una breve sosta nella Chiesa Carmelitana del SS. Crocifisso. Fino al 1900 la Processione si svolgeva la domenica successiva al giorno della festa e si raggiungeva anche la città antica. La parola Carmelo, di origine ebraica, significa “giardino”. La Madonna del Carmine si festeggia il 16 luglio perché in quel giorno del 1251 la Madonna apparve a Cambridge, a San Simone Stock e gli donò lo scapolare. In tale circostanza la Madonna promise che chiunque morirà con il suo scapolare, non patirà il fuoco eterno. Nel 1322 in una Bolla Giovanni XXII aggiungeva che il primo sabato dopo la morte l’anima dei fedeli carmelitani sarebbe stata liberata dal Purgatorio. Anche Giovanni Paolo II indossava l’abitino della Madonna del Carmine. Promuovono la devozione alla Madonna del Carmine i padri carmelitani, le Suore Carmelitane, il Terz’Ordine Carmelitano e le Confraternite intitolate alla Madonna del Carmine. Le nostre nonne nel passato avevano in casa l’immagine della Madonna del Carmine. La Confraternita del Carmine di Taranto, che oggi conta circa 2.500 iscritti, fu fondata il 10 agosto del 1675 mentre i Padri Carmelitani giunsero a Taranto la prima volta nel 1460. L’attuale Chiesa del Carmine fu costruita tra il 1500 e il 1600 e l’attuale facciata fu realizzata nel 1937

 

 

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