13 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Aprile 2021 alle 15:33:31

Cronaca News

L’organico differenziato finisce nell’indifferenziata per decreto di Emiliano

Si tratta del cosiddetto umido, scarti alimentari o di vegetazione

I cassonetti della raccolta differenziata
I cassonetti della raccolta differenziata

Rifiuti differenziati mandati nell’indifferenziata.

Accade questo in Puglia dal 21 giugno. E non per un ciambotto della ditta dei servizi, come spes­so qualche mistificatore della dif­ferenziata prova a insinuare per autoassolversi dal non farla. Ma proprio per scelta del governato­re. Scritto nero su bianco. Con ordinanza a suo nome del 21 giu­gno ordina il conferimento della Forsu presso gli impianti com­plessi di trattamento meccanico biologico e autorizza la deroga dei TBM ai permessi previsti nei rispettivi titoli autorizzativi, deroga dunque impianti che per legge possono ricevere solo in­differenziata.

In pratica la Forsu altro non è che la materia organica già differen­ziata, il cosiddetto umido, scarti alimentari o di vegetazione, che con grande sacrificio vengono ap­punto differenziati da residenti ed esercizi per essere destinati agli impianti di compostaggio dove vengono trasformati in concime agricolo. E che invece con questa ordinanza vanno a finire insieme ai rifiuti non differenziati, negli impianti cosi detti Tbm riservati al trattamento dell’indifferenzia­to. Questo perché gli impianti di compostaggio pugliesi non basta­no. E quindi tutto, anche l’umido gia differenziato, al momento del conferimento va nell’indifferen­ziato. Senza avvisare i cittadini che possono fare a meno di questi sacrifici. Anzi, l’ordinanza obbli­ga anche ai Comuni di non so­spendere le raccolte differenziate e attuare ogni utile iniziativa al fine di migliorare la qualità della FORSU raccolta in modo diffe­renziato. Quindi Emiliano nella stessa ordinanza obbliga Comuni e cittadini prima a fare la diffe­renziata dell’umido, e poi le ditte a conferirli tutti nell’indifferen­ziata.

Proprio ora che grazie a que­sti sforzi, dei cittadini come dei Comuni, in Puglia si era arrivati finalmente a oltre il 50 per cento di percentuale di raccolta diffe­renziata.

Sacrifici economici, perché il porta a porta costa tantissimo, oltre che domestici, poiché ogni massaia conosce le complicanze casalinghe di dover tenere in casa 4 bidoni, separare la spazzatura, e portarli giù all’orario dovuto tenendo spesso per due tre giorni lo scarto in balcone aspettando il giorno di ritiro.

Non è per nulla semplice dover differenziare, ma si fa per il bene del pianeta, cosi ci hanno detto, e per non pagare l’ecotassa che la Regione ha imposto a chi non dif­ferenzia. E cosi pian piano tutti i Comuni si stanno allineando, col servizio, l’educazione, e i relativi costi.

Però poi succede che con un se­gno di penna del governatore, neppure annunciato, tutti i sacri­fici fatti nelle case dei pugliesi vengono vanificati.

Tutto questo perché la Puglia non è riuscita a chiudere il ciclo dei rifiuti. In 4 anni, nonostante, toc­ca ripeterlo, gli sforzi di sindaci e cittadini per differenziare, non ha previsto gli impianti dove poi de­vono essere smaltiti. Se tutto va bene saranno pronti tra due anni. Ma la contrarietà dei residenti dei vari territori, ormai contrari a qualsiasi tipo di impianto nim­by, fa pensare che difficilmente in Puglia sarà possibile costruire quelli necessari. Anche perché con la nuova legge regionale la Puglia non ha neanche previsto il rispetto della distanza minima di sicurezza dei nuovi impianti dai centri abitati.

Nel frattempo ci affidiamo al mo­nopolio delle discariche, ovvero l’impianto più inquinante esisten­te, addirittura con ampliamento delle esistenti. E infatti siamo alla terza ordinanza di Emiliano in un mese: la prima par mandare i rifiuti fuori regione, la seconda per mandarli da tutta la Puglia nelle discariche di Taranto (Mas­safra e Manduria), la terza per mandare i differenziati all’am­masso.

Ovviamente, i ricorsi dei Comuni sono gia pronti, metodo Emilia­no. E siccome il Sindaco di Pog­giardo ha bloccato fisicamentee i tir, allora Emiliano li dirotta su Manduria, dove il Sindaco non c’è perché è commissariato, e il Presidente della Provincia non si scompone. Nel frattempo non avendo le ditte di raccolta nep­pure gli ecocompattatori idonei, vengono trasportati per la Puglia dai tir che portano gli altri rifiuti, con conseguente sversamento di percolato lungo il trasporto.

Si dirà è un’emergenza estiva. Come non sapere, ogni mese di giungo, da 4 anni a questa parte, che la corteccia delle angurie au­menterà la pattumiera per i pros­simi tre.

di Annarita Di Giorgio

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