18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 17:24:06

Cronaca News

Il Questore: la Polizia cambia restando se stessa

Agenti di polizia in piazza Maria Immacolata
Agenti di polizia in piazza Maria Immacolata

Nella centralissi­ma piazza Maria Immacolata. Per mostrare alla città una Po­lizia che cambia, rimanendo se stessa.

Una scelta importante quella della Questura di Taranto, che ha voluto presentare tra la gen­te i nuovi distintivi di qualifica della Polizia di Stato.

È stato lo stesso questore, Giu­seppe Bellassai, parlando con i giornalisti, a spiegare che la decisione di vivere un momen­to molto importante in piazza è nata «dalla volontà di conti­nuare ad essere, sempre di più, in mezzo alla gente. I nuovi di­stintivi – ha continuato il dottor Bellassai – sostanziano l’iden­tità della Polizia di stato, quale amministrazione civile ed ordi­namento speciale, per suggella­re il significato di una trasfor­mazione laboriosa e fortemente voluta».

Non una semplice questione di immagine. Dopo 38 anni infat­ti, in modo tangibile, si riaffer­ma nella forma e nella sostanza l’identità della Polizia di Stato, che ha come propria stella po­lare quei valori che si ritrovano nel motto “sub lege libertas”; fu la legge 121 del 1981 a ri­disegnarne lo status giuridi­co segnandone il distacco dal mondo militare. Una riforma con la quale la Polizia di Stato – in estrema sintesi – si apre alle donne, prevede una maggiore specializzazione attraverso se­lezioni sempre più rigorose e corsi di formazione prodromici a professionalità differenziate, cambia i nomi dei gradi che vengono ristrutturati ed arric­chiti dal ruolo ispettori anello di congiunzione tra dirigenti e collaboratori.

Il Decreto Legislativo n. 95 del 29 maggio 2017 ha dettato disposizioni in materia di re­visione dei ruoli delle Forze di Polizia in materia di riorganiz­zazione delle amministrazioni pubbliche, dettando una nuova successione gerarchica delle qualifiche. È stata attribuita la nuova denominazione di “co­ordinatore” al personale con qualifica apicale del ruolo degli agenti ed assistenti, dei sovrin­tendenti, degli ispettori e ruoli corrispondenti della Polizia di Stato. Ancora, è stata istituita la nuova qualifica di vice que­store e qualifiche equiparate, conseguente all’istituzione del­le nuove carriere dei funzionari della Polizia di Stato. Un cam­biamento, come ha ricordato anche il questore Bellassai, vo­luto fortemente e suggellato at­traverso un “segno visibile” che ricordasse a tutti, appartenenti e non, il significato profondo di una trasformazione lunga, labo­riosa, e come detto, fortemente voluta.Ed è proprio recuperando questo “spirito riformista” che l’uniforme di oltre 98.000 poli­ziotti cambia aspetto, vestendo i nuovi distintivi di qualifica, di­segnati dall’esperto di araldica professor Michele D’Andrea.

Ad accomunare passato e pre­sente l’immagine – rivisitata stilisticamente – dell’aquila, emblema dell’Istituzione, che quest’anno compie 100 anni dalla sua prima apparizione sul­le divise del Corpo della Regia Guardia di Pubblica Sicurez­za risalente al 1919. «L’aquila ha sempre incarnato l’idea del primato e della forza, divenuto emblema di tutti i grandi im­peri del passato, dal romano al bizantino, dal carolingio al ger­manico, dal russo all’austriaco, dal napoleonico al tedesco» ha voluto ricordare il questore di Taranto Bellassai nella corso dell’incontro in piazza Imma­colata con i giornalisti.

Ali spiegate, zampe libere e divaricate disposte ai lati della coda folta e stilizzata come il restante piumaggio, testa rivol­ta a sinistra ornata dalla corona murata di cinque torri, scudo sannito con il monogramma RI in petto. L’aquila continua ad esprime il legame identitario, il coraggio e la dedizione con cui quotidianamente ciascun poli­ziotto difende diritti e libertà.

Compaiono invece per la prima volta, a caratterizzare le diver­se qualifiche: il plinto araldi­co, costituito da una barretta orizzontale di colore rosso che rappresenta la struttura portan­te di un edificio, per gli agenti ed assistenti; il rombo dorato, con il suo profilo fusiforme che ricorda la punta di una lancia simbolo del dinamismo opera­tivo temperato dall’esperienza, per i sovrintendenti; la formel­la, alto esempio di architettura gotico-rinascimentale, richia­mo alla bellezza ed all’eleganza proprie del patrimonio di civiltà e cultura del nostro Paese, per i funzionari. I distintivi uguali per tutti i ruoli differenziano le funzioni tecnico-scientifiche, tecniche e le attività professio­nali attraverso il diverso colore delle mostreggiature.

«Cambiano i distintivi, ma non il lavoro incessante e continuo degli uomini e delle donne della Polizia di Stato, che continua­no a stare vicino al cittadino ed alla sua richiesta di sicurezza» ha voluto sottolineare il Que­store.

Nella giornata di giovedì 11 lu­glio, giornata nella quale ricor­re l’anniversario dell’istituzione della Polizia di Stato, prima forza di Polizia, si è tenuta a Roma, presso il Palazzo della Consulta alla presenza delle più alte cariche istituzionali la ceri­monia ufficiale di presentazione dei nuovi distintivi di qualifica. Presenti il presidente della Re­pubblica, Sergio Mattarella, ed il Capo della Polizia, Franco Gabrielli.

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