27 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 26 Novembre 2020 alle 15:39:01

Cronaca News

E a Taranto ci sono anche quasi 500 case all’asta

Presentato in Senato il Rapporto semestrale del Centro Studi Sogeea sulle aste immobiliari

Vendite all'asta
Vendite all'asta

Sono ben 492 le case della provincia jonica attual­mente in vendita forzata. Di que­ste, 6 hanno un valore compreso tra 400 mila euro ed 1 milione di euro. Lo riferisce il Rapporto semestrale sulle aste immobiliari del Centro Studi Sogeea, presen­tato in Senato.

«Il numero delle case all’asta in Italia è aumentato del 21,5% in sei mesi: le abitazioni attualmen­te in vendita forzata sono infatti 21.737 a fronte delle 17.899 rile­vate nel gennaio scorso. Si tratta del secondo incremento consecu­tivo dopo un biennio di costante calo: una tendenza preoccupante che conferma quanto si era potu­to osservare all’inizio dell’anno e che riporta il valore assoluto de­gli immobili residenziali finiti sul mercato praticamente ai livelli dell’estate 2017. Il dato è caratte­rizzato da marcate differenze a li­vello di aree: la situazione è netta­mente peggiorata al Centro, con il numero di case all’asta passato da 3.441 a 5.482 (un incremento del 59,4%), e al Sud, dove le procedu­re aperte sono attualmente 4.527 contro le 3.399 di sei mesi fa (+33,2%). Più contenuta l’impen­nata nelle isole maggiori (+15%), in cui si contano 2.537 abitazioni in vendita rispetto alle 2.207 di gennaio. Sostanzialmente stabile il Nord del Paese: le abitazioni all’asta sono 9.191, il dato più alto in termini assoluti ma di fatto in linea con quello registrato all’ini­zio dell’anno (erano 8.852)».

Le regioni. Poco meno di un quinto del totale delle case in vendita si trova in Lombardia (4.028), la regione che ne conta di più con ampio margine rispetto a Lazio (2.463), Sicilia (2.026), Toscana (1.872) e Veneto (1.728). Si attestano al di sopra del muro delle mille unità anche il Piemon­te (1.378), la Campania (1.277), la Puglia (1.248), le Marche (1.110), l’Emilia-Romagna (1.046) e l’A­bruzzo (1.021).

Le province. Le realtà meno colpite dal fenomeno si confer­mano Friuli-Venezia Giulia (85 gli immobili finiti all’asta), Valle d’Aosta (56) e Umbria (37). A li­vello di province, invece, spicca­no le 1.053 abitazioni in vendita di Catania, valore superato solo da quello di Roma (1.468). A se­guire Bergamo (880), Pavia (654), Ancona (627), Brescia (620), To­rino (535), Pistoia (530) e Taranto (492).

I prezzi. Un dato che si conferma stabile è quello relativo alle fasce di prezzo degli immobili finiti sul mercato. La maggioranza delle abitazioni all’asta ha un prezzo iniziale di vendita assai contenu­to: il 66,3% di esse non supera i 100.000 euro, quota che sale ad­dirittura fino all’88,6% se si pren­dono in esame anche quelle com­prese nell’intervallo tra 100.000 e 200.000 euro. Considerato che si tratta nella stragrande maggio­ranza di abitazioni appartenenti a cittadini che non sono riusciti a fare fronte a un impegno finanzia­rio, di solito il mutuo per l’acqui­sto della prima casa, si conferma come gli anni della crisi abbiano Sono ben 492 le case della provincia jonica attual­mente in vendita forzata. Di que­ste, 6 hanno un valore compreso tra 400 mila euro ed 1 milione di euro. Lo riferisce il Rapporto semestrale sulle aste immobiliari del Centro Studi Sogeea, presen­tato in Senato.

«Il numero delle case all’asta in Italia è aumentato del 21,5% in sei mesi: le abitazioni attualmen­te in vendita forzata sono infatti 21.737 a fronte delle 17.899 rile­vate nel gennaio scorso. Si tratta del secondo incremento consecu­tivo dopo un biennio di costante calo: una tendenza preoccupante che conferma quanto si era potu­to osservare all’inizio dell’anno e che riporta il valore assoluto de­gli immobili residenziali finiti sul mercato praticamente ai livelli dell’estate 2017. Il dato è caratte­rizzato da marcate differenze a li­vello di aree: la situazione è netta­mente peggiorata al Centro, con il numero di case all’asta passato da 3.441 a 5.482 (un incremento del 59,4%), e al Sud, dove le procedu­re aperte sono attualmente 4.527 contro le 3.399 di sei mesi fa (+33,2%). Più contenuta l’impen­nata nelle isole maggiori (+15%), in cui si contano 2.537 abitazioni in vendita rispetto alle 2.207 di gennaio. Sostanzialmente stabile il Nord del Paese: le abitazioni all’asta sono 9.191, il dato più alto in termini assoluti ma di fatto in linea con quello registrato all’ini­zio dell’anno (erano 8.852)».

Le regioni. Poco meno di un quinto del totale delle case in vendita si trova in Lombardia (4.028), la regione che ne conta di più con ampio margine rispetto a Lazio (2.463), Sicilia (2.026), Toscana (1.872) e Veneto (1.728). Si attestano al di sopra del muro delle mille unità anche il Piemon­te (1.378), la Campania (1.277), la Puglia (1.248), le Marche (1.110), l’Emilia-Romagna (1.046) e l’A­bruzzo (1.021).

Le province. Le realtà meno colpite dal fenomeno si confer­mano Friuli-Venezia Giulia (85 gli immobili finiti all’asta), Valle d’Aosta (56) e Umbria (37). A li­vello di province, invece, spicca­no le 1.053 abitazioni in vendita di Catania, valore superato solo da quello di Roma (1.468). A se­guire Bergamo (880), Pavia (654), Ancona (627), Brescia (620), To­rino (535), Pistoia (530) e Taranto (492).

I prezzi. Un dato che si conferma stabile è quello relativo alle fasce di prezzo degli immobili finiti sul mercato. La maggioranza delle abitazioni all’asta ha un prezzo iniziale di vendita assai contenu­to: il 66,3% di esse non supera i 100.000 euro, quota che sale ad­dirittura fino all’88,6% se si pren­dono in esame anche quelle com­prese nell’intervallo tra 100.000 e 200.000 euro. Considerato che si tratta nella stragrande maggio­ranza di abitazioni appartenenti a cittadini che non sono riusciti a fare fronte a un impegno finanzia­rio, di solito il mutuo per l’acqui­sto della prima casa, si conferma come gli anni della crisi abbiano

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