23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Aprile 2021 alle 15:58:51

Incidente al Maf
Incidente al Maf

Un incidente, per frotiuna senza conseguenze per le persone, si è verificato la mat­tina di lunedì 15 luglio all’interno dello stabilimento Arcelor Mittal. L’incidente si è verificato nel re­parto Maf (magazzino spedizione a freddo).

Secondo quanto riferisce la stessa azienda, l’incidente si è verificato durante «l’attività di spostamento coil mediante carroponte. Men­tre si svolgevano le operazioni di discesa, il carico aumentava la sua velocità e quindi il gruista, nel tentativo di fermare la mano­vra, ha immediatamente inserito il comando di salita e quindi di emergenza. L’intero carico, data l’altezza limitata della caduta, si è adagiato al piano magazzino senza causare danni a persone e cose. Lo stesso rotolo non ha su­bito alcun danneggiamento. Sono in corso verifiche elettriche e mec­caniche».

Sull’accaduto si è subito levata la voce preoccupata delle organiz­zaizoni sindacali.

Biagio Prisciano (Fim Cisl): «Stop a rassicurazioni e promesse. Serve rimuovere ogni situazione di pericolo. ArcelorMittal e il Go­verno devono portare soluzioni. Serve un cambio netto, servono novità sostanziali, lo stiamo di­cendo e ribadendo da tempo, per­ché sia chiaro ed evidente a tutti: serve una svolta e un’accelerazio­ne su sicurezza e messa a norma ambientale».

«Solo per una casualità – affer­ma invece l’Usb – non sono stati coinvolti lavoratori perché pochi minuti prima la stessa gru carica­va i rotoli su un camion e succes­sivamente si apprestava a liberare la linea. Aree, queste, interessate dalle attività dei lavoratori, quindi tragedia sfiorata. A pochi giorni dal tragico episodio che ha coin­volto Cosimo Massaro l’Usb riba­disce che in queste condizioni gli impianti dello stabilimento Ar­celorMittal di Taranto vanno fer­mati. Non ci sono le condizioni di sicurezza necessarie affinché pos­sano svolgersi le normali attività dei lavoratori perché gli impianti versano in uno stato vetusto, fa­tiscente e non vengono sottoposti ad operazioni di manutenzione or­dinaria e straordinaria. La fabbri­ca che cade a pezzi va fermata al­trimenti piangeremo altri morti».

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