14 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Aprile 2021 alle 15:33:27

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«Giochi del Mediterraneo, si può»

Parla Michelangelo Giusti, presidente del Comitato olimpico nazionale di Taranto

Michelangelo Giusti
Michelangelo Giusti

Michelangelo Giusti, presidente del Coni Taranto, in queste settimane affianca l’Amministrazione comunale nel sostenere la candidatura della città ai Giochi del Mediterraneo 2025. «L’Amministrazione comunale, nella persona del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, si era già attivata con il presidente Giovanni Malagò; condiviso l’indirizzo dato dal primo cittadino, la nostra organizzazione è entrata in gioco; in queste settimane, raccogliendo l’invito di sindaco, assessore allo Sport e alla Cultura, Fabiano Marti, e del maestro Piero Romano dell’Orchestra della Magna Grecia, insieme con atleti di spicco del nostro territorio, sto prendendo parte agli eventi del Magna Grecia Festival: ad ogni incontro, breve introduzione con i nostri campioni, il perché Taranto può candidarsi autorevolmente ai Giochi del mediterraneo, poi spazio alla musica».

Quanto è importante una partecipazione ai Giochi.
«Rientrano nel Piano strategico di sviluppo di Taranto, dunque i Giochi tornano utili nell’ambito di questo Piano per completare impianti, infrastrutture e quanto interessa la ricettività».

Il ruolo del Coni nazionale e quello locale?
«Istituzionalmente segue, promuove, gestisce, organizza tutta l’attività sportiva; a questa attività istituzionale, per delega del Governo, si è aggiunta anche un’attività sociale, in particolare allo sport di base e all’attività motoria nell’ambito delle scuole; istituzionalmente, il Coni si interessa di agonismo, in particolare in vista delle Olimpiadi»

Quanti gli atleti fra Taranto e provincia?
«Più di ventimila tesserati; fra questi atleti, numerose eccellenze. Fra le discipline più frequentate dai giovani e con il maggior numero di tesserati, calcio, basket, pallavolo e nuoto; ma anche gli sport “minori”, solo sulla carta, forniscono numeri importanti».

Il primo nome che le viene in mente.
«Detto con orgoglio l’elenco è lungo, menziono l’ultima campionessa: la tarantina Benedetta Pilato, enfant-prodige del nuoto che poche settimane fa, a Roma, ha stracciato il primato nazionale nella specialità “rana” sui cinquanta metri».

L’aspetto romantico, sport come il rugby, campetti di allenamento alle dieci di sera.
«Entriamo nel campo della passione; lo sport ha una funzione sociale importante, forma il ragazzo come individuo, ma anche come futuro cittadino. Le difficoltà non mancano, ma questo dimostra quanta passione ci sia nei ragazzi che si impegnano in sport simili. Il Coni rappresenta l’unità del mondo sportivo, posto che ogni federazione ha statuti, regole, autonomia ».

 

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