Cronaca News

Distretto urbano del Commercio, i Comuni ammessi al finanziamento

Presentazione dei primi progetti dei Duc
Presentazione dei primi progetti dei Duc

Realizzare attività di pro­mozione dei Distretti Urbani del Commer­cio. Questo l’obiettivo del “bando 2” che prosegue le politiche di valorizzazione e promozione del commercio già avviate con il “bando 1”, ormai giunto al termine per molti distretti. Mercoledì mattina, nella sede di Confcommercio, la presentazione dei progetti dei Comuni della provincia jo­nica ammessi al finanziamento. Alla con­ferenza stampa erano presenti: l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Mino Borraccino; i sindaci Dario Iaia (Sava); Francesco Lupoli (Pulsano); Alfredo Lon­go (Maruggio); gli assessori Bruno Maggi (Martina Franca); Giuseppe Angelillo (Ca­stellaneta); il vicepresidente di Confcom­mercio Taranto, Aldo Manzulli; il direttore di Confesercenti Taranto, Roberto Conte.

Il “bando 1” ha avuto come mission la costituzione e la promozione dei Distretti Urbani del Commercio. Tra le misure adot­tate: la redazione del piano di distretto, la formazione alle imprese, e la piattaforma tecnologica SmartDuc. In ogni distretto è stato redatto un piano operativo di svi­luppo dell’area Duc. Il piano contiene le azioni strutturali e di promozione che ogni distretto intende realizzare.

Presentazione dei primi progetti dei Duc
Presentazione dei primi progetti dei Duc

Il “bando 2”, invece, finanzia i progetti in­clusi nei piani operativi di distretto riguar­danti la riqualificazione e rivitalizzazione del sistema distributivo. I Comuni della provincia di Taranto che hanno partecipa­to al secondo bando Duc sono sedici. Ad oggi, sette Comuni sono stati ammessi a finanziamento (Castellaneta, Fragagna­no, Martina Franca, Maruggio, Massafra, Pulsano e Sava) per un contributo regio­nale di 1.160.000 euro. Gli altri 9 Comuni (Avetrana, Grottaglie, Laterza, Leporano, Manduria, Mottola, Palagianello, Palagia­no e Torricella) sono in fase di istruttoria in attesa di un contributo regionale poten­ziale di ulteriori 1.810.000 euro. «Finan­ziamo attività che provano a dare respriro al piccolo commercio in un momento di crisi – ha dichiarato l’assessore regionale – un momento in cui anche la grande di­stribuzione sconta la difficoltà derivante dalla sempre maggiore presenza del com­mercio online. Da questo punto di vista vogliamo garantire, innanzitutto al picco­lo commercio, la possibilità di continuare ad esistere. Allo stesso tempo con questo strumento vogliamo mettere i centri sto­rici delle nostre cittadine nelle condizioni di poter rivivere con una particolare attra­zione, anche dal punto di vista turistico, valorizzando gli antichi mestieri e quindi l’artigianato. Dunque, uno strumento orga­nico, di grande programmazione che mette nelle condizioni il piccolo commercio di poter resistere alla crisi del momento e tan­tissimi comuni della provincia di Taranto di aumentare la loro attrattività. Al termi­ne dell’iter – ha proseguito Borraccino – la provincia jonica conterà 16 Comuni che saranno finanziati. Abbiamo la capienza idonea per finanziare, entro settembre, tutti i 37 distretti pugliesi».

Per il vicepresidente della Confcommer­cio di Taranto, Aldo Manzulli «le risorse finanziate serviranno alla rivitalizzazione del sistema distributivo commerciale. Il primo bando ha inteso finanziare la costi­tuzione e l’avviamento delle prime attività di promozione dei distretti. Questo secon­do bando, invece, insiste sulle attività di riqualificazione dei luoghi, oltre che sulle attività di marketing territoriale e sulle azioni che i commercianti possono svolge­re con le amministrazioni comunali. Assi­stiamo ormai da anni ad uno svuotamento urbano, soprattutto per quanto riguarda la rete distributiva commerciale, circostanza dovuta a tanti fattori differenti. La Regione ha avuto la sensibilità di entrare nel meri­to di questo problema, cercando di capire dove agire e cosa finanziare per tentare di dare un po’ di sollievo a questo settore in sofferenza. Il co-finanziamento tra Comu­ni e Regione riguarda progetti che vanno dalla riqualificazione dei luoghi fino alle attività di “animazione” che possono ser­vire a rivitalizzare il commercio».

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