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Dove finirà la “frazione organica” dei cittadini di Taranto?

L’intervento della consigliera De Gennaro

I cassonetti della raccolta differenziata
I cassonetti della raccolta differenziata

«Mentre a Taranto l’Amministrazione comunale spin­geva per approvare il Piano per la raccolta differenziata dei rifiuti elaborato dalla società Pmf, forse per evitare un Commissariamento dell’Amiu, in quello stesso periodo in Regione Puglia ci si è già resi conto che era in atto una vera e propria emergenza regionale per la Forsu, la Frazione Organica degli Rsu raccolta in maniera differen­ziata, cosa sicuramente nota agli “addetti ai lavori”, come i dirigenti dell’Amiu».

Lo afferma Floriana de Gennaro, consigliere comunale de La Scelta per Taranto, in riferimento al piano per la raccolta differenziata.

«Neanche un mese addietro, era il 19 giugno scorso, il Consiglio comunale di Taranto approvava di gran fretta il Piano per la raccolta differenziata dei rifiuti, sul quale in quella occasione espressi molte perplessità. Innanzitutto perché il sistema con cassoni “ingegneriz­zati” per la raccolta differenziata nel Borgo e in Città vecchia, non con il “porta a porta” come negli altri quartieri, nel primo anno ob­bligherà a un “investimento” di 9 nove milioni di euro per l’acquisto degli automezzi e di “soli” 935.532 euro per l’acquisto di 393 cassoni ingegnerizzati – evidenzia Floriana de Gennaro – Per il “poco felice” calendario della raccolta differen­ziata, inoltre, i commercianti do­vrebbero sostenere costi e disagi per realizzare magazzini interni per la gestione dei rifiuti fino al giorno della raccolta, mentre per altri motivi sarebbero penalizzati gli abitanti di condominii nume­rosi. Sono notevoli sacrifici, in termini economici e di impegno quotidiano per i cittadini, che tutta la nostra comunità deve comunque sopportare per realizzare quelle importanti percentuali della rac­colta differenziata che una città ci­vile e rispettosa dell’ambiente deve raggiungere».

«Già il 6 giugno, infatti, con una ordinanza il presidente Michele Emiliano aveva reso noto un “Pia­no per i rifiuti pugliesi” per fron­teggiare la chiusura anticipata del­le due discariche, Aseco di Ginosa e Maia Rigenera di Lucera, che trattavano il 40% della frazione organica prodotta in regione. Il 16 giugno Michele Emiliano emanava una seconda ordinanza con nuo­ve misure di sostegno al recupero della Forsu prodotta dai Comuni pugliesi».

«Il 21 giugno, infine, Michele Emi­liano emanava una terza ordinanza con cui ordinava all’Ager, l’agenzia regionale per la gestione dei rifiuti, fino al 31 luglio prossimo di “disci­plinare i flussi di Forsu prodotti dai Comuni pugliesi che non trovano collocazione sul mercato della fi­liera del compostaggio regionale ed extra regionale, verso gli im­pianti di trattamento meccanico biologico in esercizio sul territorio regionale, destinando tale frazione presso i Tmb che sono destinatari della frazione indifferenziata pro­dotta dai medesimi Comuni”, in provincia di Taranto sono la Cisa spa di Massafra e la Manduriam­biente spa di Manduria. In pratica – dice la consigliera comunale – la Forsu finirà in discarica come un qualsiasi rifiuto, con buona pace di chi si è impegnato nella differen­ziata dell’organico!».

«Cosa accadrà dopo il 31 luglio è fin troppo facile prevederlo: una nuova ordinanza che prolungherà tale periodo. Ora mi chiedo: prima di partire con il Piano per la raccol­ta differenziata dei rifiuti, che do­vrebbe essere operativo già dall’ot­tobre prossimo, spendendo milioni di euro dei cittadini, non sarebbe il caso di accertarsi prima se i Ri­fiuti organici dei Tarantini saranno conferiti in un impianto di compo­staggio, ovvero se l’emergenza re­gionale dei Forsu sarà cessata, o se invece finiranno nella solita disca­rica con tutti gli altri Rsu?».

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