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Sedotta e abbandonata in via Margherita

Sedotta e abbandonata in via Margherita
Sedotta e abbandonata in via Margherita

Si è materializzata così, alle prime luci dell’alba. Sguardo un po’ stranito, le mani e il velo a coprirsi le intimità. Si sarà chiesta come mai lei, donna di bellezza neoclassica, fosse finita proprio lì, accanto a monumenti che non sono propriamente un richiamo alla bellezza. Sedotta e abbandonata, è apparsa. Un po’ malconcia, come dopo una notte trascorsa all’addiaccio. Un reperto archeologico di raro valore messo lì per far clamore? Una provocazione artistica per richiamare l’attenzione sul rapporto, bistrattato, tra cultura e città? Come a dire, ecco che fine fa l’arte a queste latitudini? I vigili urbani, allertati dopo i primi avvistamenti, hanno subito montato la guardia a questa elegante signora.

Due vigilesse, per l’esattezza. Hanno provato a chiedere intorno: sarà sparita da qualche cortile del borgo umbertino? Rapita e poi improvvisamente scaricata perché donna troppo d’alta classe per essere accompagnata in giro per il mondo? Il dubbio è rimasto fino a quando non è arrivato il responso della Soprintendenza: patacca, più o meno. I misteri restano, la certezza anche: gentilmente presa in carico dall’Amiu. Destinazione: proprio lì, dove vanno a finire gli inquilini di quel cassonetto che per qualche ora è stato il suo compagno d’attesa. Non era arte, va bene. Ma quella elegante signora non è stata baciata neppure da una goccia di sentimento. L’amore finisce nella spazzatura, a volte.

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