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Lanciò la figlia dal balcone. Ora chiede il processo con lo sconto

Il luogo della tragedia in via XXV Aprile
Il luogo della tragedia in via XXV Aprile

Ha lanciato la figlia dal balcone provocandole lesioni gravissime: cinquantenne tarantino ora chiede il processo con il rito abbreviato . L’uomo risponde di tentato omicidio ai danni dei due figli, lesioni gravi, maltrattamenti e resistenza a pubblico ufficiale.

Il 7 ottobre del 2018 un ragazzino fu accompagnato da un parente al pronto soccorso dell’ospedale San Giuseppe Moscati con una ferita da arma da taglio al collo. Era stato il padre a colpirlo. I medici allertarono subito i carabinieri i quali raggiunsero un appartamento situato in uno stabile del quartiere Paolo VI. Una volta sul posto i militari notarono una bimba riversa sull’asfalto. Poco prima la bambina di sei anni era stata lanciata dal padre da un appartamento situato al terzo piano. Allertarono subito il 118 e con un’ambulanza la piccola fu trasportata all’ospedale Ss.Annunziata in gravissime condizioni. L’uomo aveva ferito i due figli dopo la separazione dalla compagna. Ad aprile del 2019 la bimba è stata dichiarata fuori pericolo. Le sue comdizioni sono migliorate dopo quasi sei mesi da quel tragico 7 ottobre 2018.

Quel giorno la situazione era apparsa subito molto grave: la caduta aveva causato un trauma cranico commotivo, un trauma facciale e gravi lesioni al torace e all’addome. Dopo un intervento eseguito in urgenza e ulteriori interventi eseguiti nei giorni successivi, che sono stati necessari per la risoluzione delle lesioni toracoaddominali e la stabilizzazione dell’emodinamica, e nonostante il lavoro incessante interdisciplinare dei medici e del personale sanitario del Presidio Ospedaliero Centrale “Ss.Annunziata”, le speranze di sopravvivenza erano apparse comunque molto basse. Dopo 10 giorni di cure incessanti ed altamente qualificate, con la bambina ancora in stato di coma profondo, era avvenuto il trasferimento presso la Terapia Intensiva Pediatrica del Policlinico Gemelli di Roma, centro di eccellenza. La piccola, accolta dalla eccezionale professionalità e dall’amore di tutto il personale,a veva trascorso quattro mesi in cui, dopo diversi interventi chirurgici, era stato possibile completare il magnifico lavoro iniziato fino all’uscita dal coma, avvenuta nel mese di novembre, e alla soluzione definitiva di tutte le lesioni che avevano offeso il corpicino. Successivamente era stata ricoverata presso una importante struttura riabilitativa pediatrica con il pieno recupero della coscienza e della funzionalità del suo organismo. Un miracolo che ha consentito alla bimba di tornare lentamente alla normalità

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