21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Aprile 2021 alle 16:13:38

Cronaca News

Ex Ilva, la partita sul porto

Lo stop al IV Sporgente ed il “nodo navi”. Primo incontro nella sede dell’Autorità Portuale

Le gru cadute dopo la tromba d’aria di mercoledì 10 luglio
Le gru cadute dopo la tromba d’aria di mercoledì 10 luglio

Work in progress. È stato un primo incontro, in cui si è analizzata la richiesta di Arce­lorMittal, quello svoltosi venerdì presso la sede dell’Autorità por­tuale. Un vertice per verificare possibilità alternative agli spor­genti portuali della fabbrica per lo scarico delle materie prime.

Con il IV Sporgente sotto seque­stro, ArcelorMittal ha comuni­cato ai sindacati che verificherà la possibilità di approvvigionarsi delle materie prime e dei mine­rali che servono alla produzione anche da banchine esterne al centro siderurgico. Solo il IV (quello che è stato posto sotto chiave dalla magistratura) ha una profondità fondali di circa 25 metri, che consente l’attracco di navi di grandi dimensioni quali sono quelle che trasportano ciò che serve all’acciaieria per pro­durre. Due sporgenti servono per lo sbarco delle materie prime e dei minerali e due per l’imbarco dei semilavorati; ma il IV ha del­le caratteristiche che lo rendono fondamentale. Di qui l’esigenza di individuare delle alternative allo sbarco. Bisogna verificare quali disponibilità ci siano, te­nendo conto della particolarità dell’operazione, dell’agibilità degli spazi, delle gru e dei mezzi che devono essere usati.

Intanto, si riunirà lunedì prossi­mo la “task force” congiunta tra ArcelorMittal e sindacati metal­meccanici per l’analisi dello stato di sicurezza e degli impianti del siderurgico di Taranto dopo l’in­cidente mortale avvenuto mer­coledì della scorsa settimana al quarto sporgente portuale a causa di una tromba d’aria.

«Lunedì – spiega Biagio Priscia­no, segretario generale aggiunto della Fim Cisl Taranto Brindisi – ci confronteremo sulla situazione degli altiforni dopo aver esami­nato in questi giorni quella dello sbarco materie prime, dei parchi minerali e delle cokerie. Anche in questo caso faremo un punto della situazione e vedremo quali interventi di messa in sicurezza e di manutenzione sono stati fatti e quali altri ne restano da fare».

Prisciano aggiunge poi che per le gru «abbiamo il problema degli operatori che non intendono sali­re sulle gru se prima la situazio­ne non si chiarisce bene sotto il profilo della sicurezza. Ed è una preoccupazione assolutamente legittima e comprensibile, consi­derato che in sette anni abbiamo avuto due incidenti mortali alla stessa gru e con la stessa dinami­ca».

Sullo sfondo resta l’annuncia­to spegnimento dell’Altoforno 2, come disposto dalla Procu­ra della Repubblica di Taranto nell’ambito del procedimento seguito alla terribile morte, nel 2015, dell’operaio Alessandro Morricella. Un tema, quello dello stop ad Afo/2, di cui si è parla­to anche nel vertice di lunedì al Mise, e che è assolutamente cru­ciale nel fragile equilibrio che caratterizza oggi l’attività dello stabilimento siderurgico di Ta­ranto. La Procura, dando seguito al rigetto della istanza di disse­questro, ha disposto l’avvio delle operazioni di spegnimento. Senza Afo 2 oggi lo stabilimento non si regerebbe in piedi: dalle attuali 5 milioni di tonnellate si scendereb­be a non più di 3,5. Qui si gioca una partita tutta tecnica tra Am e Amministrazione Straordinaria, da una parte, e Procura dall’altra, per capire come questo altoforno possa funzionare senza mettere a rischio la vita dei lavoratori.

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