Padre Claudio Lioi
Padre Claudio Lioi

Dopo circa 520 anni di presenza (sia pure non continuativa), i padri carmelitani lasciano la diocesi e in particolare la parrocchia-santuario del Santissimo Crocifisso, per i tarantini più anziani “San Giovanni di Dio”, loro affidata dal 1898. Padre Francesco Ciaccia è stato l’ultimo parroco appartenente a quell’ordine religioso, giunto quattro anni fa, che sarà sostituito da mons. Renato Pizzigallo, nominato dall’arcivescovo.

Parlando dei carmelitani a Taranto, non si può prescindere dalla figura di padre Claudio Lioi, dal 1959 al SS.Crocifisso, dove rimase, sia pure con brevi intervalli, fino al 26 marzo del 2013, giorno del suo decesso. “Era una persona dalla grande amabilità cui era impossibile non volere bene” – dice di lui il prof. Adolfo Viglione, già preside all’istituto professionale Archimede, che per tanti anni gli è stato molto vicino. Padre Claudio era considerato un po’ la memoria storica del Borgo, avendo vissuto gli anni di maggior lustro del quartiere e poi quelli della decadenza. Egli ricordava i tempi in cui non bastava una giornata per impartire la benedizione pasquale ad alcuni condomini popolari: per esempio, per quello denominato “trentacani” in via Berardi (ora alquanto spopolato) erano necessarie ben tre giorni.

Rimpiangeva gli anni in cui dai paesi venivano al Centro per le compere, soprattutto per l’abbigliamento all’ultima moda: i forestieri restavano incantati davanti alle eleganti vetrine dei grandi magazzini De Florio, in via Anfiteatro (nella Settimana Santa l’artista Franco Jaccarino vi allestiva le mini processioni mobili, una novità per quegli anni), e D’Ammacco, in via D’Aquino. E per un caffè o un pasticcino, non c’era che l’imbarazzo della scelta: c’erano i Gran Caffè “La Sem” e il “Principe”, ora malinconicamente chiusi? I fedeli ne evidenziavano il grande affetto paterno per i bambini, tanto da voler sempre celebrare la Messa domenicale loro dedicata (per i chierichetti conservava sempre le caramelle in sacrestia) e la passione con cui seguiva personalmente le classi di catechismo. Molti allievi, anche anni dopo i sacramenti, mantennero con lui rapporti amichevoli, tanto da andare a trovarlo di frequente con i figli. Ogni pomeriggio padre Claudio era solito sedersi all’ultimo banco, vicino all’ingresso, rendendosi disponibile per un consiglio o la confessione; tanti giungevano anche dai quartieri vicini, certi di trovarlo sempre disponibile a condividere il carico delle loro sofferenze. Padre Claudio Lioi era nato a Guardavalle (in provincia di Catanzaro) il 5 giugno del 1933 da Paolo (sarto) e Caterina (casalinga), che lo hanno allevato con tanto amore nella fede; aveva due fratelli, Antonio e Giuseppe, deceduti da tempo.

Fu ordinato sacerdote il 14 luglio del 1957 proprio al Santissimo Crocifisso. Poi tornò a Taranto nel 1959, quale collaboratore dell’allora parroco padre Ignazio Episcopo; vi rimase fino al 1965, per essere poi trasferito a Palmi (Reggio Calabria). Nel 1969 eccolo daccapo a Taranto, nominato parroco, incarico ricoperto fino al 1975. E da allora, salvo brevi intervalli, rimase nella parrocchia tarantina con altri incarichi. Dal 1986 fino al 2003 fu ancora parroco al Santissimo Crocifisso, restandovi per sempre e dove, nonostante i problemi di salute (e un’ischemia), si dedicava instancabilmente alla celebrazione della Santa Messa e alle confessioni anche nelle vicine chiese. La sera prima del decesso si intrattenne in parrocchia fino a tardi per assistere al concerto di musiche tradizionali della Settimana Santa eseguito dall’orchestra di fiati “Santa Cecilia” di Taranto, con la cerimonia del premio “’A Crone de spine” da parte del Comitato per la qualità della vita al Crocifisso miracoloso, cui era molto devoto. Poi, visibilmente stanco, il religioso chiese di essere accompagnato in camera, dove i confratelli, l’indomani mattina, martedì 26 marzo, lo rinvennero esanime. Centinaia furono i tarantini recatisi a rendere omaggio all’amato sacerdote, nella camera ardente allestita nella sala incontri parrocchiale, che poi gli fu intitolata.

Nonostante la pioggia incessante, mercoledì 27 marzo una grande folla assistette ai funerali, celebrati dall’arcivescovo monsignor Filippo Santoro e da quello emerito mons. Benigno Luigi Papa, assieme a tanti sacerdoti e confratelli carmelitani. In quella giornata diversi esercizi commerciali nelle vicinanze della parrocchia affissero alle saracinesche semiabbassate il manifesto di partecipazione al lutto, come fosse uno di famiglia. L’indomani la salma fu tumulata a Guardavalle, suo paese di origine. Padre Claudio avrebbe compiuto 80 anni nel giugno successivo.

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