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Rifiuti, incontro con Grandagliano

A discutere con i cittadini in Piazza della Vittoria i tre massimi rappresentanti dell’Ager

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Rifiuti, incontro in piazza con Grandagliano. Importante dibattito mercoledì 24 luglio in piazza della Vittoria a Taranto sul ciclo dei rifiuti in Puglia. A discutere con i cittadini presenti i tre massimi rappresentanti dell’Ager, l’agenzia dei territori regionale delegata alla materia: il direttore Gianfranco Grandagliano, la presidente Fiorenza Pascazio, e il delegato per la Provincia di Taranto Ciro D’Alò. L’iniziativa, parecchio partecipata, organizzata dal progetto politico Sud in movimento di Grottaglie assieme a Partecipazione è cambiamento di Taranto e Idea Comune di San Marzano, è stata incentrata sulla gestione della raccolta differenziata, la necessità di utilizzare la materia prima seconda all’interno di un’economia circolare, e il contenimento del consumo della plastica.Ma il leit motiv degli interventi dei relatori è stato il ribadire che non serve solo fare la differenziata se poi non si chiude il ciclo, ovvero senza i necessari impianti di smaltimento per il riciclo.

Quindi la necessita di costruirli, secondo una logica industriale dice Grandagliano smontando quanti gli ripropongono i famigerati impianti di compostaggio di prossimità, a suo avviso inesistenti nonostante finanziamento regionale, e in ogni caso insufficienti per il ciclo completo nonché antieconomici. Il cuore del problema è che il piano dei rifiuti della Regione Puglia è ancora quello del 2013, e il nuovo ancora in corso di adozione e poi approvazione. E’ soprattutto da questo ritardo che nasce l’emergenza che stiamo vivendo in questi mesi. Poiché un piano del 2013, quando la differenziata era quasi inesistente, non risponde allo stato di oggi in cui i cittadini differenziano in percentuali molto più alte l’organico che la Regione Puglia poi porta a smaltire nelle discariche insieme all’indifferenziato. Questo infatti sta avvenendo per ordinanza del Presidente Emiliano e in violazione di Aia degli impianti tmb, anche se Grandagliano non ne ha fatto cenno limitandosi a dire che stanno andando al nord con notevole aumento, questo non ha potuto negarlo, dei costi e dell’inquinamento. E non basta un finanziamento extra ai Comuni per addolcirlo. In realtà gli impianti del Nord ce li hanno mandati indietro poiché troppo impuri per i loro standard di riciclo, e quindi adesso vengono mandati praticamente tutti in provincia di Taranto. Il provvedimento infatti ordina come primo step al gestore di trasferenza Ecodaunia, di derogare il limite quantitativo di ricezione giornaliero dell’organico consentendo l’accettazione di 490 tonnellate al giorno di Forsu; e al gestore Bio Energy di Brindisi di accettare 200 tonnellate.

Dopodichè l’organico viene portato alla Progeva di Laterza (per 90 giorni fino 120 tonnellate a settimana). Cio che resta, per un ammontare, secondo Ager, di 900 tonnellate alla settimana prodotti dai Comuni della provincia di Brindisi, vengono divisi secondo le ripartizione decise dall’Agenzia tra i gestori degli impianti Ambiente e Sviluppo di Cavallino, Progetto Ambiente di Poggiardo e Manduria Ambiente. Ma mentre tutti i Sindaci degli altri tre Comuni si sono opposti all’ordinanza regionale con proprie contrordinaze, di fatto bloccando i tir con l’organico poichè considerati pericolosi per l’incolumità e la salute pubblica dei cittadini nonché per la funzionalità dell’impianto stesso, Manduria che è commissariata, ha accettato silente, e né il Presidente della Provincia né il delegato Ciro D’alò hanno battuto ciglio. Secondo Grandagliano questa scelta presidenziale è dovuta alla chiusura imprevista degli impianti di Lucera e Ginosa. Ma in realtà sono mesi che cittadini e amministrazione di Ginosa (come pure di Deliceto le cui irregolarità sono state evidenziate nei servizi di Pinuccio a Striscia) e la stessa Arpa (che ha riscontrato 17 prescrizione violate) denunciano ad amministrazione regionale, media, e procura, le irregolarità dell’impianto ben prima che arrivasse la chiusura ad aprile da parte della magistratura, e che comunque sarebbe stato chiuso a Giugno per la messa in regola della copertura.

E infatti durante l’incontro a Piazza della Vittoria a Grandagliano che invita a visitare gli impianti di composaggio del nord, viene proprio risposto di visitare quello di Ginosa, che tra l’altro è pubblico della Regione e gestito direttamente dall’Acquedotto Pugliese, a dimostrazione che non è detto che quelli pubblici siano garanzia di buona gestione, salvaguardia dell’ambiente o mancanza di illeciti penali. E infatti i carabinieri forestali dopo aver verificato lo sversamento di percolato verso i terreni agricoli confinanti e i ristagni di liquami putrescenti e maleodoranti ne hanno messo i sigilli, e la procura indagato i dirigenti AQP per gestione illecita dei rifiuti e scarico illecito di reflui industriali, danneggiamento dei terreni agricoli e getto pericoloso di sostanze. Proprio per questo nel corso della serata diventa difficile per i tre relatori difendere l’impianto di compostaggio in corso di realizzazione a Pulsano, difronte ai diversi residenti del borgo giunti a Taranto per chiedere spiegazioni. Sostanzialmente i partecipanti lamentano il non coinvolgimento da parte delle amministrazioni che hanno pubblicizzato la decisione solo una volta che l’iter era gia avviato, nonchè il non rispetto della legge che prevede i 2 chilometri di distanza dai luoghi sensibili, la grandezza dell’impianto (60 tonnellate), la contrarietà a un impianto di tipo anaerobico, in un luogo dalla vocazione vinicola e turistica e in una Provincia in cui già insiste la maggior parte delle discariche e degli impianti di compostaggio di tutta la Puglia.

Grandagliano risponde che la Regione ha solo preso atto di una decisione del Comune, sia sulla localizzazione che sul tipo di impianto, che la distanza dai siti sensibili è una legge derogabile, che deve essere grande per essere economicamente sostenibile, che lui non è un tecnico a livello da capire la difficoltà ad avere un impianto di compostaggio in una zona di valorizzazione agricola (ma la stessa Aseco a Ginosa è in piena terra agricola, ed è questo che lamentano gli agricoltori avendo dimostrato che gli ha contaminato il terreno), e che un impianto anaerobico è anche migliore poiché non produce gas odorigeni ma biogas. Non a caso, aggiunge, l’impianto Progeva di Laterza è in fase di revamping con ampliamento della fabbrica e inserimento del processo anaerobico. Poi le domande storiche dei cittadini sulla mancata bonifica della discarica Vergine di Lizzano, l’ampliamento di Grottaglie e sulla differenziata inesistente al Comune di Taranto (fanno notare gli organizzatori che invitato il sindaco Melucci ha preferito non partecipare all’incontro), e le risposte che arrivano altrettanto storiche: “stiamo lavorando”. Mancano pochi mesi alla scadenza del mandato regionale, il ciclo dei rifiuti non è chiuso, il piano inesistente e l’emergenza in atto. Un’emergenza provvisoria, dice Grandagliano. Il 31 luglio scade l’ordinanza emergenziale che mischia l’organico in discarica con l’indifferenziata. Se invece verrà prorogata l’emergenza Puglia diventa sistema.

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