21 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 21 Ottobre 2020 alle 06:40:34

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Quando il castello s’innamora della luna

Successo a Palazzo Galeota per la coinvolgente fiaba il cui soggetto è stato scritto e diretto da Chicco Passaro

Quando il castello s’innamora della luna
Quando il castello s’innamora della luna

Quinto appun­tamento venerdì sera per la rassegna estiva curata dall’associazione Artava in città vecchia nell’inconsueta cornice dell’atrio di palazzo Galeota.

In scena “Il castello e la luna” un soggetto scritto e diretto da Chicco Passaro, regista e autore di teatro dall’espe­rienza trentennale di cui an­cora ricordiamo: Voci nella notte, Filomena Marturano, Ora d’aria, L’imperatore di Atlantide.

L’idea fu messa su carta precisamente nel 2015 – ci racconta – Passaro con l’in­tento di rappresentare un soggetto che celebrasse gli avvenuti restauri del castel­lo di Francavilla Fontana. La storia è stata poi ripresa re­centemente e portata sulle scene ancora a Francavil­la e a Taranto con il doppio appuntamento nella stessa giornata di venerdì scorso.

Sarà poi portata in scena il prossimo ottobre al ca­stello della Valletta a Malta in una serata per gli italiani all’estero. La trama, che ro­manza fatti realmente acca­duti, è molto interessante e lo spettacolo fruibile quanto ad attenzione dello spettato­re captata sia per le vicende dei personaggi a lui vicino, sia per la passione con cui gli attori danno vita al sog­getto. Idealmente la rappre­sentazione è divisibile in tre quadri: il primo è ambiantato nel 1400 ed ha come pro­tagonisti Maria d’Enghien e Raimondello del Balzo Orsi­ni che danno vita al castel­lo di Francavilla, il secondo racconta la storia del “prete brigante” che trovò la morte a Francavilla nell’800, l’ulti­mo quadro è invece contem­poraneo e si riferisce ad una prostituta francavillese che ha “svezzò” tanta gioventù e non solo del paese.

Contenitore e impalcatura di tutte le vicende il castello della “Città degli imperiali” che si innammora della luna che dall’alto lo osserva. Per conquistarla il castello le racconta tutto ciò che lui ha visto e vissuto nel corso del­la sua storia. Rivive così nei ricordi i suoi fasti e lo scor­rere del tempo, osservando con tristezza di non essere più oggetto di attenzione della gente, anche dopo es­sere stato rimesso a nuovo con i lavori di restauro.

Si vanta del suo glorioso passato con la luna onnipre­sente in cielo, e rivive così le tappe fondamentali che lo videro protagonista.

Un amore impossibile tra due soggetti che non pos­sono arrivare neppure a toc­carsi perchè l’uno infisso al suolo, l’altro nell’orbita gra­vitazionale, un amore la cui platonicità lo rende invece possibile, credibile e perse­guibile, perchè come si dice nell’incipit: “la fantasia ci permette di sognare” e noi aggiungiamo di star bene, di star meglio.

Una forma di teatro perfor­mativo, di microteatro di­rebbero oltreconfine, che avvicina e coinvolge lo spettatore. Molto bravi tutti gli attori dallo stesso Chic­co Passaro, Rosy Perrone, Marina Lupo, Annamaria Passaro, Roberto Grande e Costantino Schiavone, quest’ultimo splendida voce narrante dalla cristallina di­zione ma anche grande in­terprete dall’ottima presenza scenica.

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