27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 13:00:00

Cronaca News

Porto di Taranto, la svolta: ecco i turchi di Yilport

Sottoscritta la concessione per il terminal container

Robert Yildrim
Robert Yildrim

Finisce con la bene­dizione dell’arcivescovo nel nome di San Cataldo. E non poteva esser­ci benedizione migliore, quella im­partita nel nome del santo patrono che la vulgata considera “amante dei forestieri”. A Robert Yildrim non poteva andare meglio questo battesimo ufficiale tarantino. Il numero uno del Gruppo che con la Yilport gestirà per 49 anni il molo container che, forse non a caso, si chiamerà proprio Terminal San Cataldo.

In un Castello Aragonese affolla­tissimo di autorità, è stata celebrata la sottoscrizione della concessione con la quale l’Autorità di Sistema Portuale ha affidato, appunto, un pezzo del porto alla multinazionale turca.

«Questo è un momento molto bel­lo», ha esordito Yildrim. «Quando mi proposero di scegliere tra Brin­disi, Bari e Taranto non ebbi dubbi: scelsi Taranto. Qui mi sono sentito accolto bene e non solo per questio­ni di business. Vogliamo instaura­re relazioni culturali con gli attori locali».

Il clima è formale il tanto che ba­sta. Si intuisce che c’è voglia di amicizia tra il colosso turco e una terra che vuole essere irrigata con acqua vivificante dopo anni di sof­ferta siccità economica e sociale. Ma non si potrà avere tutto e subi­to. Yildrim è stato chiaro: «Da oggi parte una nuova sfida, ma non ho la bacchetta magica. Partiamo da zero con un nuovo progetto opera­tivo. Lavoreremo step by step ma siamo qui per costruire insieme a voi una storia di successo». I tem­pi, allora: sei mesi per il revamping delle gru e per assumere il perso­nale («faremo assunzioni locali e vogliamo persone affamate di successo»). Presumibilmente Yil­port sarà quindi operativa a partire da gennaio. «Vi chiedo – è stata la richiesta di Robert Yildrim – sup­porto burocratico». Poi la promes­sa che è stata musica dolce per le orecchie degli imprenditori taran­tina: «Andremo a cercare le im­prese locali per stimolare l’import/export. Possiamo farcela».

Sergio Prete è stato il gran ceri­moniere. Il presidente dell’Autorità di Sistema ne ha soddisfazioni da vendere per la conclusione di que­sto accordo. Ne ha fatto mostra con apprezzabile sobrietà.

«Stiamo vivendo una fase strategi­ca per Taranto. L’insediamento di Yilport legittima la visione della Zona Economica Speciale. Senza operatore sarebbe stata mortificata.Il Terminal San Cataldo può davve­ ro essere uno strumento di crescita per le imprese locali, ma l’aspetta­tiva che è cresciuta intorno all’arri­vo del nuovo operatore deve essere vissuta con pazienza. A differenza di Evergreen, che aveva trasferito a Taranto un mercato già esistente, questa volta il mercato è tutto da costruire. Vorrei che si guardasse a questa opportunità come strumen­to di crescita che offre alle imprese locali la possibilità di entrare in un network internazionale». Prete ha poi ricordato gli altri interventi che col tempo dovrebbero far decol­lare il sistema porto, grazie anche all’approvazione del nuovo piano regolatore: la rivisitazione urbani­stica della cerniera tra porto e cit­tà, il centro servizi Falanto, l’avvio della piastra logistica.

«Oggi – ha concluso il presidente – celebriamo un punto di partenza, non un punto di arrivo».

Enzo Ferrari
Direttore responsabile

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