Cronaca News

Masseria Solito, adesso la rinascita

Al via il recupero. Un anno di lavori per il Mudit

L’avvio dei lavori alla masseria solito
L’avvio dei lavori alla masseria solito

Si chiamerà Mu­dit, Museo degli illustri taran­tini. Come illustri sono Cesare Giulio Viola e Luigi Viola. In un anno rinascerà la Masseria Solito, che viene indicata come l’abitazione della famiglia Vio­la, e diventerà un polo culturale a 360 gradi, capace di cambiare faccia a questo angolo di Taran­to tra via Plateja e via Cesare Battisti. Mercoledì 31 luglio il via ai lavori, in una giornata che vuole essere uno spartiacque per la storia culturale di que­sta città. In cui molti non san­no cosa sia la Masseria Solito, la storia che porta con sè, il suo essere testimone del tempo che tante volte ha cambiato Taranto, e spesso non in meglio. Adesso si vuole cambiarla, questa sto­ria.

L’avvio dei lavori alla masseria solito
L’avvio dei lavori alla masseria solito
L’avvio dei lavori alla masseria solito
L’avvio dei lavori alla masseria solito
L’avvio dei lavori alla masseria solito
L’avvio dei lavori alla masseria solito

«Siamo sempre stati bra­vissimi a nascondere le nostre eccellenze. Questo vale per il nome di Viola e per questo luo­go, gravido di sovrapposizioni del tempo, che lo rende ancora più importante. Un luogo che sorge in un contesto molto an­tropizzato, e che potrà essere attrattore anche di attività eco­nomiche» ha detto il sindaco Rinaldo Melucci, che ha ricor­dato anche il rischio, sventato, che la masseria (o meglio, ciò che ne resta) fosse abbattuta. Melucci ha definito quello che verrà ultimato in 360 giorni «un progetto e innovativo», studiato dall’ex assessore all’Urbanisti­ca Ubaldo Occhinegro, presente insieme a, tra gli altri, Luigi Se­rafino e Mimmo Netti.

I fondi – un milione e seicen­tomila euro – provengono dal bando Community Library, bi­blioteche di comunità, della Re­gione Puglia: biblioteche aper­te, da mettere in rete, un polo culturale integrato con all’inter­no anche un’arena per concerti, ad esempio.

Una struttura destinata «ad es­sere vissuta», è stato detto, che preservi intatta la storia che ac­compagna questo immobile ma che lo apra finalmente alla cit­tadinanza. Uno dei cantieri che possono segnare la rinascita di questa città, nel segno della ri­scoperta del passato.

1 Commento
  1. colacione silvio 1 anno ago
    Reply

    cresciuto in quel cortile in quanto quella costruzione di proprieta’ di un mio amico di infanzia, alla notiia del recupero , il mio pensiero corre a quante scoribande in quella costruzione, osane sara’ dei suoi sotterranei? spero vengano recuperti!!!!

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