22 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Giugno 2021 alle 16:09:36

Cronaca News

Amaro l’elisir d’amore: arrestata

Finisce a Martina l’incubo del direttore d’orchestra Sesto Quatrini

Il direttore d’orchestra Sesto Quatrini
Il direttore d’orchestra Sesto Quatrini

L’incubo del di­rettore d’orchestra finisce a Marti­na Franca. È stata arrestata infatti, con l’accusa di “atti persecutori”, cioè stalking, la 29enne di nazio­nalità giapponese che tormentava Sesto Quatrini, direttore d’orche­stra di fama mondiale, in questi giorni impegnato nel “Festival della Valle d’Itria”.

Ad eseguire il provvedimento gli uomini del NOR – Sezione Ope­rativa della Compagnia di Mar­tina Franca, collaborati da quelli della locale Stazione Carabinieri.

I militari su disposizione dell’Au­torità Giudiziaria, hanno procedu­to all’arresto della donna, accom­pagnandola presso una Comunità Terapeutica del capoluogo, dove è stata posta ai domiciliari.

La donna è stata sorpresa nella tarda serata di martedì dai Cara­binieri di Martina Franca mentre tentava di avvicinarsi al 34enne Quatrini, in violazione della mi­sura cautelare del divieto di av­vicinamento cui era sottoposta. Un provvedimento emesso dal Tribunale di Piacenza a seguito di altri episodi che hanno visto vittima Quatrini, da nove mesi nel mirino della giovane giappo­nese, studentessa del Conservato­rio di Milano. «Vedremo adesso cosa farà la magistratura. Io spero solo che venga garantita la mia tranquillità, un po’ più di quanto è accaduto in questi mesi» dice a Taranto Buonasera il maestro Quatrini, il quale è anche diretto­re artistico dell’importante Teatro dell’Opera di Vilnius in Lituania, ed appare ancora scosso per quan­to accaduto. «Voglio ringraziare i Carabinieri, che si confermano ancora una volta un sostegno fon­damentale per i cittadini. Questa vicenda creava problemi di ordine pubblico anche per il Festival del­la Valle d’Itria. Spero che questa donna venga rimpatriata nel suo Paese, dove forse la sua famiglia non sa cosa sta facendo qui, in Ita­lia, dove è ospite».

Proprio a Martina Quatrini aveva conosciuto la ragazza «che faceva parte dell’Accademia di Belcanto ‘Rodolfo Celletti’ ed era cantante di riserva nell’opera ‘Giulietta e Romeo’ di Nicola Vaccaj che diri­gevo. In realtà non ha mai cantato dal momento che non ci sono state defezioni nel cast. Dopo qualche mese mi ha contattato dicendomi di essersi innamorata di me, che io l’avevo illusa e che tra noi c’e­ra un’energia speciale. Io non ho dato peso a queste affermazioni finché a gennaio scorso si è pre­sentata alla Fenice di Venezia, dove dirigevo ‘La traviata’, facen­domi una scenata, dicendo che io l’avevo illusa, che ero gay, che stavo con un mio collega e che la mia compagna era solo una coper­tura, minacciandomi e dicendomi: ‘O divento la tua assistente, o sarò la tua stalker’» aveva raccontato il maestro alla AdnKronos. «Una vicenda che ha peggiorato note­volmente la qualità della mia vita, sia privata, sia professionale» ha continuato il noto direttore d’or­chestra tornato in questi giorni in Puglia per dirigere l’’Ecuba’ di Nicola Manfroce. Il Festival – che ha consacrato Quatrini come artista di livello mondiale – aveva provveduto anche ad assegnargli delle guardie del corpo.

Dopo il primo contatto a Marti­na e l’apparizione a Venezia, la donna ha seguito Quatrini a Gran Canaria, a Piacenza (dove viene denunciata) a Tokyo. Proprio dopo quest’ultimo episodio il giudice di Piacenza contesta anche il reato di stalking ed emette il decreto che impedisce alla giovane giappone­se di avvicinarsi a Quatrini ed ai suoi familiari. Decreto però che non sarebbe stato notificato finché la donna decide di andare a Ron­ciglione, cittadina del viterbese dove vivono i genitori e la nonna di Quatrini. Quando arriva nel B&B, consegnando il passapor­to, viene identificata dal sistema di controllo e la Polizia locale si attiva per notificarle il decreto. «Appena gli agenti bussano alla porta della sua camera – racconta ancora Quatrini ad AdnKronos – lei prende un paio di forbici e tenta di colpirli, fortunatamente senza riuscirci. Immobilizzata e portata in caserma, viene arrestata, tenuta una notte e processata per direttis­sima, ma il giudice la rilascia con un foglio di via che le proibisce di avvicinarsi a Ronciglione.

«Questo è un problema di natura politica laddove si parla di sicu­rezza che io non ho garantita. Me la sta garantendo il Festival di Martina Franca e le forze dell’or­dine quando le chiamo, ma non la magistratura perché nessuno rimpatria questa signora, un’im­migrata che minaccia me, la mia compagna e tutte le persone che mi circondano, processata dal tribunale di Viterbo dopo avere aggredito due poliziotti con delle forbici, ma mai rimandata a casa». Anche Alberto Triola, direttore artistico del Festival della Valle d’Itria, ha denunciato la donna: «Nelle ultime due settimane c’è stata da parte sua una tale inten­sificazione della violenza verbale, un continuo postare sui social di foto di luoghi che io e Quatrini frequentiamo, accompagnate da appellativi poco edificanti riferiti a me che vengo definito assassi­no, criminale, etc. Per questo ho deciso di sporgere querela per diffamazione. Ma siamo costretti a muoverci con la scorta ed è dif­ficile lavorare così, senza serenità. C’è un dispendio di risorse pubbli­che per proteggere me e Quatrini, e noi non capiamo perché non si possa espellere e rimpatriare que­sta signora, nonostante lei disat­tenda le disposizioni del giudice. E’ una situazione sgradevole della quale fino a poco tempo fa ride­vo. Adesso ho smesso di ridere, mi sento inquieto e non tutelato perché sono in balia dei disturbi mentali di una cittadina straniera, ospite di un Paese che, dinnanzi a una serie di reati commessi, non è capace di metterla a bordo di un aereo e rimandarla a casa». Vedre­mo cosa accadrà ora.

 

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