22 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Giugno 2021 alle 16:09:36

Cronaca News

Palombella: la fabbrica è a rischio

Sos del sindacalista al Senato

ArcelorMittal
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«Vogliamo sapere cosa intendano fare il Parlamen­to e questa Commissione, ma soprattutto quali sono i provve­dimenti che il governo metterà in campo per salvaguardare la sicurezza e i livelli occupaziona­li dello stabilimento di Taranto e la salute dei cittadini all’esterno dell’acciaieria». Lo ha chiesto Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, nell’audi­zione avuta il 31 luglio al Sena­to, in Commissione Industria.

«A circa un anno dall’accordo del 6 settembre 2018 e a 9 mesi dall’inizio della gestione di Ar­celor Mittal – ha detto Palom­bella – la situazione rischia di precipitare. La gestione di que­sta multinazionale si è dimostra­ta fin da subito complicata per i gravi problemi ereditati ma la situazione nell’ultimo mese è di­ventata allarmante».

«La grave crisi del mercato dell’acciaio ha fatto assumere la decisione ad AM di ridurre la produzione negli stabilimenti europei e in Italia ha fatto ricor­so alla cigo per 1.400 lavoratori nel sito di Taranto. Accanto a questa decisione unilaterale da parte della multinazionale, c’è la decisione del Ministro dello sviluppo economico di elimi­nare l’immunità legale» e da qui la reazione di Am che con il ceo Geert Van Poolverde ha ipotizzato la chiusura dello sta­bilimento dal prossimo 6 set­tembre 2019. E poi, ha ricorda­to ancora Palombella, c’è stato l’intervento della magistratura che ha ordinato lo spegnimen­to dell’Afo 2 e ancora la tragica morte di Cosimo Massaro. «Ora nella fabbrica – ha avvertito il sindacalista – si è creata una si­tuazione di punto di non ritorno. All’insicurezza si è aggiunta una prospettiva occupazione e indu­striale drammatica, nonostante l’accordo del 15 luglio al Mise. Sono diminuiti notevolmente i livelli di produzione arrivando ad un dimezzamento dalle sei milioni di tonnellate previste dal piano industriale alle tre che si potranno produrre con gli attuali impianti in esercizio entro la fine dell’anno».

«La situazione – ha concluso il segretario della Uilm – rischia di arrivare a una condizione ingo­vernabile e per questo vogliamo sapere cosa intendano fare Par­lamento, Commissione e Gover­no».

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