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L’Orfeo di Porpora al Festival della Valle d’Itria

L’Opera torna in scena per la prima volta in tempi moderni il 2 agosto

L’Orfeo di Porpora al Festival della Valle d'Itria
L’Orfeo di Porpora al Festival della Valle d'Itria

MARTINA FRANCA – È un vero e proprio evento quello che venerdi, 2 agosto, vedrà tornare in scena, per la pri­ma volta in tempi moderni, l’Orfeo di Porpora. L’appunta­mento con l’Opera è a Palaz­zo Ducale, nel centro storico di Martina Franca, in occa­sione della 45a edizione del Festival della Valle d’Itria. Lo spettacolo sarà trasmesso in differita su Rai Radio3.

Il melodramma in tre atti su libretto di Paolo Antonio Rol­li sarà proposto nella nuova edizione critica allestita pro­prio in seguito a una fonte musicale inedita rintracciata in Svizzera dal musicologo Giovanni Andrea Sechi che, lo scorso anno, aveva prepa­rato per il Festival pugliese il materiale musicale del Rinal­do di Handel.

Per questa prima in età mo­derna della partitura di Por­pora sul celebre mito di Or­feo, la direzione musicale è affidata al greco George Pe­trou, specialista del reperto­rio barocco e recentemente impegnato anche sul podio del Festival di Pentecoste a Salisburgo con un’altra perla di Porpora, Polifemo.

Petrou sarà alla guida dell’Ar­monia Atenea, di cui è di­rettore musicale, orchestra che impiega anche strumenti d’epoca e che frequenta un vasto repertorio dal Barocco alla musica contemporanea. Firma regia, scene, costumi e luci Massimo Gasparon – storico collaboratore di Pier Luigi Pizzi – che per il Valle d’Itria ha realizzato in passato titoli come Roland di Piccin­ni, Ivanhoé e Robert Bruce di Rossini, Proserpine di Pai­siello e Romeo e Giulietta di Marchetti.

Il cast vocale è capitanato da un esperto dello stile esecu­tivo barocco, il controtenore Raffaele Pe nel ruolo del tito­lo e dal soprano Anna Maria Sarra nelle vesti di Euridice.

Con loro in scena ci saranno Rodrigo Sosa Dal Pozzo (Ari­steo), Davide Giangregorio (Plutone), Federica Carnevale (Autonoe), Giuseppina Bridelli (Proserpina) e alcuni interpreti più giovani impegnati a segui­re i corsi dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”.

Orfeo debuttò al King’s The­atre in the Haymarket di Lon­dra il 2 marzo 1736, riscuo­tendo grande successo di pubblico, come testimoniano le almeno undici repliche. Un manoscritto della partitura in­dica il cast originario che van­tava vere e proprie superstar dell’epoca provenienti dall’I­talia come Farinelli, il Senesi­no e Francesca Cuzzoni.

I recenti studi di Sechi hanno dimostrato che il pasticcio di Porpora accoglie al suo interno arie di Johann Adolf Hasse, Leonardo Vinci, Fran­cesco Araja, Francesco Maria Veracini e Geminiano Giaco­melli.

«In gergo attuale Orfeo è de­finito un pasticcio – spiega Sechi nel saggio per il libro di sala del Festival – termine che designa un’opera com­posta da musiche appronta­te ex novo e da altre preesi­stenti (generalmente di più autori). Questo sguardo nel retrobottega del compositore non deve intimorire il lettore odierno: in questa sede non ascolteremo un’accozzaglia di materiali di risulta o privi di coerenza. Tutt’altro. Il com­positore e il librettista crea­vano libretto e partitura come in un gioco di incastri: il gap stilistico tra brani musicali antichi e nuovi poteva essere accentuato oppure stempe­rato. Nell’Orfeo Porpora cer­co di stabilire un livello stilisti­co il più possibile omogeneo, ricorrendo alla riscrittura di parte dei brani esterni».

Sipario ore 21. Costo dei bi­glietti: da euro 50 a euro 20 euro (ridotto per under30 e over65). Ticket in vendita sia presso il box office del Festi­val, in Piazza Roma 10 (aper­to ogni giorno dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 21), sia sul sito www.festivaldellavalleditria.it.

1 Commento
  1. M. Teresa Sánchez Marcos 1 mese ago
    Reply

    Sono profundamente delusa delle condizioni in cui Ho dovuto assistere allá sua meravigliosa ópera Orfeo. Le persone che mi sedavano davanti erano Cosi alte da non permettermi di vedere la scena. Inoltre, sentivo il pericolo físico di venirte schiacciata da loro se le loro sedie ( pericolosamente inquinate un dietro) cedevano sotto il loro peso. Se non avessi Trovato una sedia libera altrove, Avrei dovuto assistere all’opera in piedi… Dopo un luego viaggio dalla Spagna
    Distinti saluti.

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