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“Opera tua” e i tesoretti di Lizzano e Maruggio

Iniziativa di Coop Alleanza 3.0 a sostegno del patrimonio artistico locale

“Opera tua” e i tesoretti di Lizzano e Maruggio
“Opera tua” e i tesoretti di Lizzano e Maruggio

LIZZANO – È stata presentata mercoledì scorso presso la sala incontri del MarTa l’iniziativa di Coop Alleanza 3.0 che intende restaurare due opere d’arte del patrimonio pugliese.

Il progetto rientra in quello di più ampio respiro a carattere na­zionale denominato “1 per tutti 4 per te”, in base al quale l’1% del prezzo di ogni prodotto a mar­chio Coop acquistato dai soci, concorre a sostenere il patrimo­nio artistico locale, affrontando 8 tappe, dalla Puglia all’Emilia-Romagna, dal Friuli-Venezia Giulia alla Sicilia. Nel caso della Puglia i soci della cooperativa potranno votare fino al 31 ago­sto, sul sito all.coop/operatua, alternativamente o La Pietà di Paolo De Maio, dipinto risalente al 1741 della Cattedrale di Fog­gia, o le collezioni numisma­tiche presenti presso il MarTa, meglio denominate tesoretti di Lizzano e Maruggio. Il museo di Taranto è diviso in quattro se­zioni: preistorica, greca, romana medioevale, avendo per ciascuna sezione un archeologo curatore.

“Opera tua” e i tesoretti di Lizzano e Maruggio
“Opera tua” e i tesoretti di Lizzano e Maruggio
“Opera tua” e i tesoretti di Lizzano e Maruggio
“Opera tua” e i tesoretti di Lizzano e Maruggio

Dal momento che il MarTa è an­che uno dei musei che conserva un gran numero di monete, ha per questo anche un responsabi­le delle collezioni numismatiche, l’archeologo Dott. Luca di Fran­co che mercoledì ha spiegato come il nostro museo abbia oltre 20.000 monete solo in piccola parte esposte rispetto a una gran parte conservata nei depositi, non perchè non sia importan­te ma perchè in cattivo stato di conservazione o perchè mancano spazi espositivi adeguati.

Due i tesoretti rinvenuti nella provincia della città di Taranto, precisamente a Lizzano e Ma­ruggio, comprendono il primo 44 monete, il secondo 36 e ri­salgono appunto alla “cora di Taranto”, ossía dal territorio do­minato dall’antica Taras.

Sono costituiti da molte monete della zecca di Taranto in cui è facilmente distinguibile dal tipi­co Taras a cavallo del delfino o il cavaliere. I tesoretti compren­dono inoltre molte monete pro­venienti delle città della Magna Grecia vicine a Taranto come Metaponto, Sibari, Turi, Cro­tone, Posidoni, Sibari, Thurli e Caulonia.

Qualora queste collezioni numi­smatiche risultassero le più vo­tate rispetto all’opera foggiana riporterebbero un restauro teso alla loro ripulitura, ripristino della patina e delle superfici.

Quanto alla loro datazione, dal momento che la zecca di Taran­to, si esaurì nel 209 a.C. con la conquista della città ad opera dei romani e non trovando più mo­nete del terzo secolo, i tesoretti sono ascrivibili verosimilmente al V e IV secolo a.C.

L’importanza dei tesoretti sta nella loro testimonianza di un contesto chiuso e quindi anche del loro raggio di diffusione, nonchè una seriazione dei coni e delle monete che ne permettono lo studio. Nelle condizioni in cui si trovano i tesoretti non possono essere studiati, ne documentati nel modo più corretto, ne tanto­meno esposti.

Il museo cerca di massimizzare la fruizione di questi attraverso risorse proprie interne ma anche con sponsorizzazioni per rendere fruibile la risorsa archeologica o fisicamente o laddove questo non sia possibile anche digitalmente. L’auspicio è che Opera tua riesca a far vincere la sfida e poter re­staurare i due tesoretti per resti­tuirli alla fruizione di tutti.

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