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Si fa festa a Leporano in onore di Sant’Emidio

Tra i leporanesi si è diffuso il suo nome dopo che il paese, nel 1710, fu risparmiato da un terremoto

Sant’Emidio
Sant’Emidio

Numerosi sono gli appun­tamenti tradizionali religiosi di cui ci parlerà il prof. Antonio Fornaro. Questi i santi della settimana: la Madonna della Neve, patrona di Crispiano, Sant’Emidio, patrono di Leporano, la Trasfigurazione di Cristo, San Gaetano, San Domenico, San Lorenzo e Santa Chiara.

In questa settimana la Madonna viene venerata sotto i titoli di Madonna della Neve, del Pane, delle Lacrime, della Buo­na Speranza e di Ogni Aiuto.

Questi i detti della settimana: “Volpe che dorme è sempre magra”, “Chi non risica non rosica”, “Chi cammina lecca, chi sta a casa secca”, “Vende il sole e compra l’o­lio”, “Chi ha gambe e lingua va in Sarde­gna”.

Giuseppe Cravero ci ricorda che l’11 ago­sto 1932 fu inaugurato il nuovo impianto di illuminazione del Lungomare con 126 lampade. La ringhiera con le 94 colonne si estende per oltre un chilometro. Il nostro Lungomare si trova a 12 metri sul livello del mare.

Sant’Emidio nacque in Germania tra il 273 e il 279, fu consacrato Vescovo e fu decapitato ad Ascoli Piceno il 5 agosto del 309 ad appena 30 anni. Nel 1710 Le­porano fu risparmiata da un terremoto e dal 1742 si diffuse tra i leporanesi il nome di Emidio, la cui pianta devozionale è il basilico.

Si racconta che, all’indomani dello scam­pato pericolo del terremoto, un pescatore di nome Arcangelo, vide nel porticciolo di Leporano, una bella statua di un San­to. Era quella di Sant’Emidio che fu mi­racolosamente strappata dallo scoglio da 4 giovani, pur essendo pesantissima. La statua fu portata nella Chiesa e sullo sco­glio rimasero, per ben 3 secoli, le orme del Santo.

San Gaetano è patrono di Lizzano dal 1656 e si festeggia anche a Massafra.

Oggi della antica Chiesa nella Città Anti­ca di Taranto sono rimaste soltanto le pa­reti esterne e la facciata risalenti al 1796. La Chiesa fu dismessa nel 1968.

Taranto conserva una statua miracolosa del Santo del 1600 di scuola napoletana. E’ miracolosa perché nel 1658, quando imperversava la peste, sotto l’occhio sini­stro della statua apparve un rigonfiamen­to, che poi scomparve, come segno che la peste si era allontanata da Taranto.

Anticamente la Chiesa di San Gaetano era di origine medievale ed era intitolata a San Nicola alla Cava.

Il nome di Gaetano è diffuso a Taranto dove è conosciuto con il nome di Tanino.

I tarantini legano il nome di San Do­menico alla trecentesca Chiesa da dove il Giovedì Santo esce la Processione dell’Addolorata.A Taranto al nome di San Domenico sono intitolati un arco e un pendio. Festeggiano il nome del Santo co­loro che si chiamano Mincuccio, Mimmo, Nico e Uccio.

San Lorenzo viene venerato a Roma come i Santi Pietro e Paolo. Secondo una erra­ta tradizione si dice che fu bruciato sulla graticola, invece fu decapitato.

La notte di San Lorenzo, il 10 di agosto, cadono le stelle che rappresentano le la­crime del Santo. Vedendo cadere una stel­la possiamo esprimere un desiderio.

A Taranto esiste l’ex Convento di Santa Chiara vicino alla Cattedrale di San Catal­do con i suoi 2 chiostri. In provincia con­venti di clausura delle clarisse si trovano a Grottaglie, Manduria e Castellaneta. Dal 1958 Santa Chiara è anche patrona della televisione. Auguriamo Buon Ferragosto ai nostri lettori perché il giornale non sarà in edicola dall’11 al 18 agosto. Ricordia­mo che di Ferragosto a Martina si svolge la tradizionale Processione dell’Assunta e che le nostre nonne di Ferragosto si face­vano 100 volte il segno della croce e reci­tavano altrettante Ave Maria.

La nostra Cattedrale prima di essere inti­tolata a San Cataldo era intitolata all’As­sunta la cui festa si celebra il 15 agosto.

Buon Ferragosto e arrivederci al 25 ago­sto!

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