Cronaca News

The Ocean Race, la grande sfida

Una regata oceanica competitiva che è nota come “la prova più dura per una squadra sportiva”

The Ocean Race
The Ocean Race

Abu Dhabi, Auckland, Città del Capo, Lisbo­na, Alicante, Newport. Per dare un’idea di cosa sia la Ocean Race può essere utile partire da qui, dalle città che nell’ul­tima edizione hanno ospitato una delle tappe di questa stra­ordinaria manifestazione. Il giro del mondo. Letteralmente. Attraversando gli oceani, su barche a vela che rappresentano la massima espressione tecnologica negli sport del mare. Che la si chiami alla vecchia maniera, e cioè Volvo Ocean Race, oppu­re Tor (The Ocean Race), come è da quest’anno, dopo il cambia­mento di brand, resta il prestigio dell’evento che Taranto si prepara ad accogliere per le campagne 2021-2022, 2025-2026 e con ogni probabilità 2029-2030. Una regata oceanica competitiva, ‘sport’s toughest test of a team’, la ‘prova più dura per una squadra sportiva’, l’equivalente per la vela di ciò che è la coppa del mondo per il cal­cio, o il Tour de France per il ciclismo, con oltre due milioni di per­sone che hanno visitato i Race Village durante l’evento 2017-18. La prossima edizione partirà nell’autunno del 2021 da Alicante, una sorta di quartier generale della Tor, in Spagna; la prima edizione di quella che allora era la Whitbread Round the World Race spiegò le vele invece nel 1973 dall’Inghilterra, da Portsmouth, per toccare Città del Capo, Sydney, Rio de Janeiro e tornare in Gran Bretagna. Affianco all’aspetto sportivo, l’Ocean Race guarda al tema della sostenibilità ambientale con Cinque Ocean Race Summits che si svolgeranno prima della prossima edizione, il primo dei quali sarà a settembre a Genova dove si parlerà di “moda sostenibile” e “Co­struzione sostenibile della barca”.

Nel marzo scorso, Tor ha rivelato la sua nuova identità: «Questo è un grande momento per The Ocean Race» ha dichiarato l’ammi­nistratore delegato Johan Salén. L’edizione 2021 vedrà impegnate due classi di barche da corsa, IMOCA 60 (hi tech) e la flotta VO65. «L’apertura di The Ocean Race alla classe IMOCA Ci riporta alla ribalta della tecnologia e porta l’intero settore marino – dai proget­tisti e ingegneri, ai costruttori di barche e ai velisti – a partecipare nuovamente alla gara» ha dichiarato il direttore esecutivo Richard Mason. Tra i partecipanti a Tor/Volvo Ocean Race nelle passate edizioni ci sono alcuni autentici miti della vela, come sir Peter Bla­ke, o il campione olimpico Martin Grael.

Un «progetto di portata epocale per l’economia e la cultura dei tarantini» che «non poteva che poggiare le proprie fondamenta sul mare e su una filiera fatta di sport, intrattenimento, grandi eventi internazionali, socialità negli spazi pubblici, consape­volezza ambientale, servizi del terziario avanzato e in ultimo hi-tech» lo ha definito in consiglio comunale il sindaco Rinaldo Melucci. Un progetto, ha detto il primo cittadino, che avrà «la capacità di generare un vero e proprio indotto, stabile, articolato, un progetto che desse a Taranto la possibilità di trasformarsi in un polo di eccellenza nel panorama italiano e mediterraneo, attrattivo per categorie di visitatori cosiddetti alto spendenti. Questo era lo scenario al quale l’Amministrazione, col riserbo necessario ad una aspra e complessa competizione di questo tipo, ha dedicato grandi energie e passione sin dal mese di gennaio 2019, allorquando attraverso un prestigioso advisor ha potuto prendere contatto con l’organizzazione internazionale di “The Ocean Race”».

Nello scorso mese di giugno, il Consiglio comunale di Taranto ha approvato all’unanimità la delibera che consente all’amministra­zione di accendere un mutuo con il Credito Sportivo; la cifra è complessivamente attorno ai venti milioni di euro che potrebbero essere coperti dalle sponsorizzazioni e da partnership commer­ciali. «Un momento storico per Taranto» lo ha definito il primo cittadino parlando ai consiglieri comunali.

«Discutere di Ocean Race alla stregua di una regata è assoluta­mente riduttivo e fuorviante» ha aggiunto Melucci; «differenti

esperienze veliche d’altura trovano una grandiosa sintesi, all’i­nizio degli anni settanta, in questa corsa intorno al globo, con imbarcazioni specifiche per questa competizione. Al di là del

fascino sportivo, si tratta di un grande circo di migliaia di atleti, tecnici, tifosi, giornalisti, ecc. paragonabile per giro di affari, diffusione planetaria del brand e ritorno di immagine e finanziario soltanto a network come quelli della Formula 1 o della più stanziale Coppa America. Ciò che poi, a parere dell’Amministrazione, rende TOR particolarmente idonea a questa fase di rinascita di Taranto è la sua ricca programmazione di eventi, addestramenti e test nautici che vengono organizzati tra una edi­zione e la successiva, eventi dal forte connotato di responsabilità sociale e di attenzione alle tematiche ambien­tali, climatiche e della salvaguardia della vita negli oceani, insomma dei rilevanti summit internazionali che assicurano un impegno verso le comunità ospitanti ben superiore a quello del mero risultato sportivo e finanche economico».

Disco verde dal credito sportivo

Il Comune di Taranto ha chiuso posi­tivamente il 26 giugno la due diligen­ce con l’Istituto per il Credito Spor­tivo volta ad un primo affidamento complessivo di 12 milioni di euro, nell’ambito dell’intervento totale di 20,8 milioni di euro già oggetto della Delibera del Consiglio Comunale n. 104/2019, necessario all’organizzazione della Ocean Race. Ora gli Uffici comunali lavorano alle condizioni dei relativi mutui e si attende il corso dell’istruttoria tecnico-legale del board internazionale, che potrebbe annunciare entro l’estate la scelta delle città selezionate in giro per il globo, tra le numerose e importanti al momento in competizione per ospitare gli eventi collegati alla quattordicesima e quindicesima edizione di Ocean Race a partire dal 2020-21.

«Siamo molto soddisfatti del lavoro portato a termine – ha commentato il Sindaco Rinaldo Melucci alla ricezione della deliberazione del Credito Sportivo, che dimostra quanto l’Am­ministrazione Comunale e Taranto siano ormai perfettamente in grado di misurarsi con sfide internazionali assai complesse, e direi epocali per le sorti stesse del nostro modello di sviluppo e per l’immagine nuova che vogliamo dare della città. È stato un percorso lungo sei mesi, molto impegnativo e di alto valore pro­fessionale ed amministrativo, per il quale desidero ringraziare a nome di tutti i miei concittadini il personale del Comune di Taranto, in particolare modo il direttore generale Ciro Imperio, il segretario generale Eugenio De Carlo e il dirigente Carmi­ne Pisano, nonché i nostri consulenti della Select Advisor di Tomassini Marketing di Matteo Tomassini. Ora incrociamo le dita e proviamo a spingere tutti insieme la nostra meravigliosa capitale di mare verso questo ulteriore storico traguardo, che ha la potenzialità di trasformare una parte significativa della nostra economia e della nostra cultura».

Prima volta in Italia

Taranto potrebbe essere quindi la prima città in Italia ad ospitare la Ocean Race, che si presenterà radicalmente rinnovata. Atlant Ocean Racing Spain, guidata da Richard Brisius, Johan Salén e Jan Litborn, ha acquisito la Volvo Ocean Race da Volvo Group e Volvo Cars, comproprietari dell’evento negli ultimi 20 anni. Il primo passo della nuova regata, che deve raccogliere l’eredità gloriosa di Whitbread Round The World Race e di Volvo Ocean Race è stato fatto nel quartier generale di Alicante, dal mana­ging director Johan Salén. Due campagne TOR con VO65 sono state annunciate ad Alicante il 21 marzo: una l’ha lanciata Paulo Mirpuri della Mirpuri Foundation che era partner di Turn The Tide on Plastic nell’ultima Volvo. Ha dichiarato in collegamento video da Lisbona che farà la TOR 2021-22: «La nostra intenzio­ne è costruire una campagna capace di veicolare il messaggio cui teniamo, la sostenibilità per il pianeta». Mirpuri si è detto anche “intrigato” dalla sfida tecnologica degli IMOCA 60, e non ha escluso la possibilità di lanciare una seconda barca iscritta anche in questa classe. «Sono estremamente interessato agli IMOCA – ha detto Mirpuri – perchè innovazione e progresso tecnologico, insieme alla sostenibilità sono i valo­ri chiave della Mirpuri Foundation. Stiamo considerando di fare anche una campagna IMOCA insieme a quella VO65, per creare una unica grande sfida a The Ocean Race». Il secondo annuncio è quello di un team neozelandese, con team mana­ger il veterano Tony Rae (sei edizioni del giro del mondo) e Bianca Cook, reduce di Turn The Tide On Plastic, anch’essa della partita. Anche il fuo­riclasse spagnolo Xabi Fernandez, che con Mapfre ha sfiorato la vittoria all’ultima edizione, sta lavorando per essere presente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche