25 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 25 Gennaio 2022 alle 20:54:00

Cronaca News

Il doppio dramma di Cosimo Cinieri

L’attore tarantino è gravemente ammalato e in difficoltà economiche

Cosimo Cinieri
Cosimo Cinieri

Il grande attore tarantino, Cosimo Cinieri, da circa un anno combatte con­tro una grave malattia che lo ha colpito e lo immobilizza a letto e contro la burocrazia che gli nega l’indennità di ac­compagnamento: la notizia, negli ultimi giorni, ha fatto il giro dei social. Ma già un mese fa a sollevare il caso su Facebook è stato Pascal Pezzuto, segretario nazio­nale Cisal Sacs, il sindacato arte, cultura e spettacolo.

In un post Pezzuto rende­va noto l’intervento del sin­dacato presso il ministro Di Maio e presso la presidenza dell’Inps affinchè all’artista fossero riconosciuti tutti i suoi diritti.

La vicenda, però, ancora oggi non sembra si sia risolta e la Cisal Sacs ha addirittu­ra annunciato la volontà di chiedere l’intervento della Guardia di Finanza.

Pezzuto non è il solo ad aver preso a cuore il caso del Ma­estro: anche Domenico Zam­paglione – padre di Federico dei Tiromancino – nel suo profilo facebook l’1 agosto ha scritto:

«Voglio segnalare agli amici un caso che mi sta a cuore. Da qualche anno mi onoro di essere amico di un gran­de attore pugliese, Cosimo Cinieri, la cui vita teatrale si è svolta insieme a quella di Carmelo Bene, del quale Co­simo era amico e stretto col­laboratore.

Dopo la morte di Carmelo lui ha continuato a lavorare in teatro fino a circa un anno fa, quando si è gravemente am­malato.

La sua compagna di tutta la vita, la regista Irma Immaco­lata Palazzo, lo ha assistito e lo assiste, cercando di attiva­re tutti i sussidi che lo stato normalmente offre in que­sti casi. Il medico incaricato della relazione non ha barra­to una casella nel modulo e quindi l’INPS gli ha negato il cosiddetto “accompagno” che sarebbe indispensabile per potersi procurare un aiu­to, dato che Cosimo è immo­bilizzato a letto.

Incredibilmente l’INPS con­tinua a frapporre cavilli no­nostante un’ingiunzione del tribunale.

Al tempo stesso occorre tempo per avere il contributo della legge Bacchelli (quel­la che garantisce un soste­gno economico agli italiani di “chiara fama” che si sono distinti per le loro attività nel campo delle arti, delle scien­ze o dello sport – ndr) e intan­to la situazione si sta facen­do insostenibile…».

Cinieri, dunque, vive il doppio dramma della malattia e di un momento difficile dal punto di vista economico. Ma come dimenticare il suo percorso artistico di così alto livello e così ricco di successi?

Lui, lo ricordiamo, è nipote del drammaturgo e scrittore Cesare Giulio Viola, fratello del regista e casting direc­tor Francesco Cinieri, padre del filmaker Leonardo Cinieri Lombroso.

Come attore teatrale e cine­matografico, drammaturgo e regista si è fatto apprezzare fin dagli esordi.

Alessandro Fersen, Carlo Quartucci e Carmelo Bene sono i registi e attori teatra­li al fianco dei quali inizia la sua carriera, sperimentando le forme più esteme e all’a­vanguardia.

Recita in due edizioni del Fe­stival dei Due Mondi di Spo­leto; numerosi i registi impor­tanti con i quali lavora fra cui Franco Indovina, Lucio Fulci, Fernando Arrabal, Massimo Troisi, Luigi Magni, Bernardo Bertolucci ed Edoardo Win­speare. Nel 1968 fa parte del gruppo di attori che sostenne, alla Mostra del Cinema di Ve­nezia, Carmelo Bene che pre­sentava “Nostra Signora dei Turchi”, a seguito delle pole­miche che la pellicola suscitò.

Sempre con Bene produrrà S.A.D.E e L’Otello o la defi­cienza della donna, scriven­done anche delle parti.

scherzato sulla sua cecità con ironia e leggerezza, facendosi persino bendare dal presiden­te di Mister Sorriso, per poi iniziare a suonare e incantare il pubblico passando disinvol­tamente da standard jazz a suoi arrangiamenti “jazzati” di brani del repertorio classico, come l’Habanera dalla Car­men di Bizet o l’Intermezzo della Cavalleria Rusticana di Mascagni. Il finale ha riservato due sorprese: prima Ivan Dalia ha chiamato sul palco la famo­sa cantante tarantina Patrizia Conte con cui ha improvvisato un trascinante blues e poi, sot­to gli occhi emozionati di Clau­dio Papa, il pianista si è esibito con il duo “Pancake Drawer”. A questi musicisti, così diversi come background e imposta­zione musicale, sono bastati pochi secondi per trovare una perfetta sintonia e suonare in­sieme armoniosamente, lan­ciando così al numeroso pub­blico un messaggio di vera inclusione a 360°: la musica è capace di abbattere qualsiasi barriera, anche quelle mentali.

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