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Carroccia: l’erede di Battisti a Taranto

Intervista al fenomeno musicale dell’anno con un padrino d’eccezione: Mogol. L’11 agosto il concerto

Carroccia: l’erede di Battisti a Taranto
Carroccia: l’erede di Battisti a Taranto

«Avevo solo quat­tro anni e un giorno, viaggian­do in auto con mio padre, dal suo mangianastri ascoltai un brano, peraltro poco noto, di Lucio Battisti che cominciai a canticchiare: era “Allettanti promesse” dall’album “Il no­stro caro angelo”.

Da allora mi sono appassio­nato sempre più al suo reper­torio e alla musica italiana in generale».

È cominciata così l’avventura artistica di Gianmarco Car­roccia, il fenomeno musica­le dell’anno, di cui si parla in tutta Italia grazie al progetto “Emozioni” che sarà propo­sto anche al Mon Reve di Ta­ranto il prossimo 11 agosto.

Nato a Fondi in provincia di Latina (laziale, quindi, come Battisti che era originario del­la provincia di Rieti), Carroc­cia viene considerato l’erede del grande cantautore, anche grazie a un’impressionante somiglianza somatica e ca­nora. Lo confermano il pub­blico e la critica che lo stanno apprezzando per la straordi­naria intensità del suo tour estivo, ma anche e soprattut­to Mogol, l’autore prediletto dello stesso Battisti, con cui Gianmarco collabora già da qualche tempo.

«L’ho conosciuto la prima vol­ta a Terracina, dove era stato invitato per il centenario di un istituto scolastico. Ne rimasi affascinato, a tal punto che decisi di iscrivermi alla sua scuola (il Centro Europeo di Toscolano), dove ho conse­guito il diploma nel corso per autori. Nel 2014, poi, l’ho in­vitato a un mio spettacolo a Sperlonga a da lì abbiamo avviato una bellissima colla­borazione».

Oltre ad “Emozioni” avete in cantiere altri progetti?
«Stiamo scrivendo qualcosa insieme che confluirà in un disco e che porterà le nostre due firme, ma ci sono altre idee interessanti a cui stiamo lavorando».

Non sei solo un interprete, ma anche un cantautore.
«Infatti. Ho cominciato a scri­vere canzoni già dall’età di 14 anni ed è questa la stra­da che intendo continuare a percorrere. Con l’amore per Battisti che porterò dentro di me per sempre».

Raccontaci qualcos’altro di te
«Prima di laurearmi, alla scuo­la superiore che frequentavo mi iscrissi a un laboratorio musicale, al termine del quale mi esibii per la prima volta in pubblico, davanti a ottocento persone tra studenti e docen­ti, eseguendo “Il mio canto li­bero”. Un’emozione che non dimenticherò mai»

Ora invece vengono ad ascoltarti migliaia di spet­tatori
«È vero e ne sono felicissimo, anche se mai avrei immagi­nato di esibirmi in pubblico, perché sono una persona molto riservata e prima ero ancora più timido. Ma riuscire a comunicare qualcosa a chi mi ascolta mi fa stare bene, mi arricchisce giorno dopo giorno».

A proposito di emozioni…
«Ho scelto questo titolo per lo spettacolo non tanto per quella straordinaria canzone, quanto per quello che io pro­vo nel momento in cui inizio a eseguire i brani di Battisti. Penso che siano nel cuore di tanta gente e ogni volta è uno scambio intensissimo di emozioni con il pubblico».

Emozioni da diffondere in tutta Italia con un tour di grande successo, a quanto pare
«Ho un bellissimo rappor­to con la gente e i consensi stanno crescendo sempre di più. E’ come una famiglia che si allarga tappa dopo tappa. Ad agosto sarò spesso al Sud e in Puglia in particolare, con Taranto, Otranto e Brin­disi. Poi Calabria, Sicilia e a seguire Veneto e Umbria. In autunno invece proporremo il concerto in diversi teatri ita­liani».

Per la prima volta in Puglia?
«Professionalmente sì. In passato c’ero stato solo da turista e devo dire che è una delle regioni che amo di più. La Puglia è bellissima e sono felice di tornarci quest’anno, perché oltre a proporre lo spettacolo, ne approfitterò per apprezzarne altri aspetti che non ho avuto modo di ve­dere in passato. E sono mol­to incuriosito da Taranto: mi dicono che è una città stra­ordinaria, di cui però, come purtroppo accade spesso anche per altre realtà, vengo­no messe in evidenza solo le criticità»

Ti aspettiamo, allora
«Non vedo l’ora di essere da voi. Ci vediamo domenica 11 agosto al Mon Reve. Con un invito agli amici ta­rantini (e non solo) a vivere insieme le “emozioni” delle canzoni di BattistI».

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