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Rifiuti, la discarica di trasferenza

L’ordinanza di Emiliano e le ripercussioni sui comuni di Massafra, Manduria e Laterza

Discarica - archivio
Discarica - archivio

MASSAFRA – «La linea della fermezza ha pagato. I rifiuti non arriveranno qui. Da parte del Co­mune non vi è stato l’intento di scatenare una guerra tra Comuni, anche perché la linea era stata già tracciata nel Consiglio comunale aperto, alla presenza del presi­dente della Regione, di Ager e dei Sindaci dei Comuni. La linea concordata era quella di sottrarre e ridurre l’umido dai conferimen­ti per risolvere definitivamente il problema dei cattivi odori. Que­sto è l’accordo raggiunto in quella sede e non si poteva fare altro che farlo rispettare. Siamo dispiaciu­ti di aver preso provvedimenti duri e che possono aver creato difficoltà, ma la nostra comunità ha subito e sopportato per troppi anni. Intendiamo continuare a proteggere l’ambiente, la salute e il benessere dei cittadini e anche preservare da disagi le attività ri­cettive e di ristorazione della no­stra città e il territorio».

Non è un comunicato di uno dei Comuni della provincia di Taran­to, Laterza, Manduria e Massafra destinatari dell’ordinanza emer­genziale che ha destinato qui l’or­ganico dei rifiuti del Salento. Ma del sindaco di Poggiardo, desti­natario della stessa ordinanza. Il quale si è subito opposto insieme ai colleghi degli altri Comuni sa­lentini indicati come destinatari, Ugento e Cavallino.

Il sindaco Giuseppe Colafati lo aveva annunciato appena ricevu­ta la lettera di Emiliano: «Non verrà consentito il conferimento dell’organico per cui l’impianto di Poggiardo non è autorizzato, ciò anche alla luce della preva­lenza delle ordinanze sindacali di cui sopra rispetto alle altre dispo­sizioni anche regionali. Alle ore sei io sarò all’impianto e invito tutti i cittadini a essere con noi. Perché non è possibile continua­re a sottoporre i cittadini di Pog­giardo e Vaste alla sopportazione di emissioni odorigene intollera­bili. Non si può sempre pensare che l’impianto di Poggiardo pos­sa essere la soluzione dell’emer­genza rifiuti in Salento. Occorre realizzare nuovi impianti e la nostra comunità ha già dato per molti e troppi anni».

E lo ha fatto davvero: «A seguito della notifica delle disposizioni Ager pervenute sabato scorso al Comune di Poggiardo con cui si disponeva il conferimento dei ri­fiuti organici dell’Aro 6 raccolti dal 3 e fino al 10 di agosto, ab­biamo fatto presidiare l’impianto di biostabilizzazione a partire dalle 6 di questa mattina e fino alla chiusura, prima col supporto dei Carabinieri e poi della Polizia Locale. Durante la mattinata sono giunti presso l’impianto 4 auto-compattatori provenienti dall’Aro 6, precisamente da Nardò, conte­nenti Forsu, cioè rifiuto organico. La Polizia Locale ha provveduto a sanzionare gli auto-compattato­ri e a rispedirli indietro. Domani, e per i prossimi giorni, continue­ rà la vigilanza presso l’impianto sin dalle prime ore del mattino. E ciò nel rispetto e in ottemperanza delle ordinanze sindacali emesse dal Sindaco di Poggiardo, con le quali si disponeva il divieto di conferimento di rifiuti organici presso l’impianto di biostabiliz­zazione e il divieto di transito e di accesso degli auto-compattatori contenenti rifiuti organici sulla strada provinciale Giuggianello-Poggiardo in entrambi i sensi di marcia».

E cosi sono stati bloccati i pri­mi 4 tir. Al momento, circa 80 tonnellate di rifiuto organico giacciono da alcuni giorni ne­gli autocompattatori. Per evitare aumentassero, immediatamente nella giornata di ieri Grandalia­no ha emesso un’altra ordinanza indirizzandoli a Cavallino. Ma anche il sindaco di Cavallino ha negato il permesso.

E allora il presidente dell’Aro 6 Sindaco di Nardò Pippi Mellone ha scritto ad Ager: «se non vie­ne trovata una soluzione saremo costretti a sospendere a tempo indeterminato i servizi di raccol­ta con evidenti gravi ricadute di carattere socio-ambientale».

Diverso l’atteggiamento assunto in Provincia di Taranto dove in­vece a protestare contro l’ordi­nanza di Emiliano solo il consi­gliere regionale Franzoso. Dopo aver verificato con un sopralluogo presso Manduriambiente (nega­ta invece la richiesta per sopral­luogo da Cisa) che l’ordinanza regionale avveniva in violazione di Aia, il consigliere ha scritto al Prefetto il quale ha subito blocca­to il conferimento dell’organico presso l’impianto di Manduria.

Nonostante tentativi di smenti­ta, tutto è stato quindi trasferito presso l’impianto Cisa di Massa­fra. Dal 9 agosto arriverà qui l’or­ganico di 18 comuni brindisini. Fino al 9 la destinazione è ancora Manduria, per permettere a Cisa di ottemperare le necessità tecni­che e burocratiche, come scritto in una delibera Ager di martedì pomeriggio.

Cisa che, esattamente come Man­duriambiente, è un impianto tmb e discarica, quindi non può tratta­re Forsu. Per questa nuova tratta quindi diventa solo discarica di trasferenza: i tir dal Salento arri­vano qui, scaricano, e poi altri tir più grandi trasportano l’organico altrove.

Ma ad oggi dalle carte non è dato sapere quante tonnellate arriveranno, quanto tempo ci ri­marranno e dove andranno per il trattamento finale. Grandalia­no ha detto che andranno in un impianto di compostaggio a Giu­gliano in Campania. Ma la crona­ca di martedì racconta proprio di un’emergenza in atto a Giugliano, con 41 tir in fila che non riesco­no a conferire poiché l’impianto è saturo.

La fattispecie della stessa disca­rica di trasferenza inoltre, se pur di natura temporanea, non ridu­ce i problemi di inquinamento e gestione. Per i Comuni i costi di conferimento e trasporto rad­doppiano, come ci ha conferma­to Mario Saponaro, assessore all’ambiente di Cisternino colpito e preoccupato da questa ordinan­za: «a noi hanno detto solo che da cento euro a tonnellata il costo arriva a duecento, e che dovremo pagarli a Cisa, ma non sappiamo la destinazione finale dei rifiuti che facciamo differenziare dai nostri cittadini, perché il contrat­to con la discarica finale è ottem­peranza che spetta solo a Cisa».

Oltre ai costi poi aumentano il percolato e l’inquinamento nel traporto e nella giacenza.

Non essendo regolamentate espressamente le discariche di trasferenza per rientrare nell’am­bito di legge alla voce trasporto devono ospitare i rifiuti per non piu di 48 ore, altrimenti diventa stoccaggio.

Ma non è detto che accada. Per esempio in Puglia è appena stata chiusa la discarica di trasferen­za Cave Marra di Cavallino per esaurimento del sito: i rifiuti sono ancora tutti li.

 

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