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Violenza su disabile, uno degli indagati: «Io non c’entro»

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“Non c’entro con la violenza . Quel giorno ero a fare una visita a un parente in ospedale”. Ha respinto le accuse il 46enne arrestato insieme ad un 29enne per violenza sessuale ai danni di una disabile. La difesa in una memoria scritta che il suo legale, l’avvocato Fabrizio Lamanna, ha presentato ai giudici del Tribunale del Riesame. L’avvocato Lamanna ha chiesto ai giudici la revoca del provvedimento restrittivo. La violenza sessuale su una disabile di 18 anni consumata tra Mesagne, Torre Santa Susanna e le campagne di Avetrana.

I due uomini sono stati arrestati dalla Polizia di Stato. Dal racconto è emerso che le violenze sessuali subite dalla ragazza, erano inflitte dal 29enne, convivente della sorella maggiore della vittima e dal cognato di quest’ultimo. Sconcertanti gli episodi confluiti nel fascicolo di indagini e sui quali i due indagati sono stati chiamati a fornire spiegazioni e la loro versione dei fatti. In una circostanza il 29enne, uscito per buttare la spazzatura, avrebbe convinto la vittima a seguirlo per poi appartarsi con lei in campagna alle porte di Avetrana, violentandola. In un’altra circostanza la violenza si sarebbe consumata vicino ad un’abitazione nelle campagne di Avetrana. E alle violenze avrebbe preso parte anche il 46enne, quando si trovava in Puglia per un breve soggiorno. Le indagini sono state condotte dagli agenti del Commissariato di Mesagne e sono partite a febbraio dopo la denuncia di una dirigente scolastica e un’insegnante di sostegno di un istituto secondario della provincia di Brindisi. I docenti hanno riferito che il giorno prima una loro studentessa, affetta da disabilità, aveva fatto rivelazioni di particolare gravità circa una possibile violenza sessuale subìta. La rivelazione fatta alle insegnanti era contenuta in un biglietto che la ragazza aveva scritto su un foglio di carta esibito in Commissariato e acquisito per consentire lo svolgimento delle indagini. Durante l’attività investigativa è stato ricostruito che i reati sono stati consumati ad Avetrana nel gennaio scorso e, pertanto, gli atti sono stati trasmessi alla Procura di Taranto per competenza territoriale. La vittima è stata ascoltata dagli inquirenti e con l’aiuto di una psicologa.

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