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“Il numero 1”, storia e aneddoti dei grandi portieri del XX Secolo

Il libro “Il numero 1”
Il libro “Il numero 1”

«Grandi giocatori si diventa, grandi portieri si na­sce».

Si terrà lunedì 12 agosto alle ore 17.30, presso il Lido “Conca del Sole” (contrada Bagnara – strada 5 – Lizzano), la presentazione del libro “Il numero 1 – Storia e aned­doti dei grandi portieri del XX secolo”. Sarà presente l’autore Leonardo Colapietro. Ospite Vit­torio Galigani, direttore sportivo di squadre come Taranto, Milan, Perugia, Pescara, Verona, Terna­na, Cagliari e altre.

Edito dalla casa editrice Porto Seguro, il libro è una pubblica­zione per appassionati che ricorda coloro che hanno fatto la storia di questo grande sport di massa, nel ruolo di guardiani della porta.

«Nel calcio è evidente una diver­sità di trattamento tra chi i gol li fa rispetto a chi i gol, invece, li evi­ta. Tra i grandi campioni rimasti impressi nella memoria dei più, sono gli attaccanti, indubbiamen­te, a farla da padrone. Del resto il calcio trova la sua sublimazione nella palla che gonfia la rete».

«Questo lavoro vuole, nel suo pic­colo, rendere giustizia e recupera­re il gap di memoria per un ruolo del tutto speciale, il portiere, ed i suoi più grandi interpreti. Esi­ste un momento in cui diventa il co-protagonista assoluto, il calcio di rigore. Che può regalargli una notte di gloria per sempre, come accadde a Helmut Duckadam, portiere della Steaua Bucarest che conquistò la Coppa dei Cam­pioni, parando quattro rigori su quattro. La leggenda narra che il dittatore Ceausescu, geloso della sua fama in patria, gli fece spez­zare tutte le dita delle mani. Per fare il mestiere di portiere serve una bella dose di coraggio, o di follia, un lavoro pericoloso per­chè a volte dove gli altri ci met­tono la scarpa, loro ci mettono la faccia. Solo, con quella maglia di­versa dagli altri, lui non può sba­gliare, perché dietro non c’è più nessuno a rimediare. Un gol sba­gliato rimane tale e dopo qualche giorno nessuno se lo ricorda più. Una papera, lo spauracchio dei numeri uno, si trasforma in un nome sul tabellino dei marcatori e vi rimane per sempre, a volte fa­cendo la storia. In pochi ne sono stati immuni, grandi campioni hanno vissuto drammi sportivi come Sarti, Zubizarreta, Zenga, giocandosi scudetti, coppe e titoli mondiali. Del resto, quando sei ragazzino chi è che vuole anda­re in porta nelle partitelle con gli amici? Nessuno. Toccava fare la conta o ci veniva spedito il più piccolo, o il più scarso. È così che spesso sono iniziate grandi car­riere di grandi portieri. Come di­ceva il grande giornalista Gianni Brera “grandi giocatori si diven­ta, grandi portieri si nasce”».

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