06 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 05 Dicembre 2020 alle 16:02:00

Cronaca News

Turismo a Taranto in crescita

I dati riguardanti il primo semestre illustrati da Puglia Promozione

La Città Vecchia di Taranto vista dal mare
La Città Vecchia di Taranto vista dal mare

Prosegue la cresci­ta economica del turismo a Ta­ranto.

La conferma arriva da Puglia Promozione. Secondo l’Agenzia regionale del turismo si tratta di «una crescita tangibile e dati an­cora una volta positivi per il turi­smo pugliese nel primo semestre del 2019: +2% gli arrivi e le pre­senze da gennaio a giugno rispet­to allo stesso periodo dell’anno precedente (in valore assoluto 1,6 milioni di arrivi e 4,4 milioni di presenze/pernottamenti). Dopo un inizio anno partito a rilento, la rimonta arriva sin dal mese di aprile, a Pasqua, quando il trend ha raggiunto il +6% per arrivi e pernottamenti. Nonostante il maltempo, a maggio la variazio­ne è stata del +2% per gli arrivi a fronte di un andamento staziona­rio delle presenze (+0,5%), men­tre a giugno si registra il +2% e il +3%».

Dal 2013 al 2018, gli arrivi e le presenze in regione sono au­mentate del +27,5% e del +14%; la crescita dall’estero è stata del +71% e del +45%.

La distribuzione territoriale dei flussi vede crescere soprattutto le aree di Bari e la Costa, della Valle d’Itria e delle località della Magna Grecia, Murgia e Gravine trainate da Taranto – evidenzia Puglia Promozione – Per il mese di luglio, secondo una prima stima al 6 agosto 2019 ed effet­tuata dall’Osservatorio sui dati comunicati attraverso spot da un campione del 50% circa delle strutture, l’andamento si attesta sul +1,5% per gli arrivi e +2% per le presenze rispetto a un già lusinghiero luglio 2018. L’incre­mento provvisorio dall’estero da gennaio a giugno si attesta al +5% per arrivi e presenze. Alcuni mer­cati si mostrano più dinamici di altri, le crescite superiori al 10% le registrano, nell’ordine: Fran­cia, Stati Uniti, Australia, Russia, Spagna, Sud-Est asiatico, Roma­nia, Turchia, Irlanda, Canada e Brasile. Tali dati confermano il consolidato aumento della noto­rietà della Puglia al di là dei con­fini europei».

Secondo l’analisi della New Mer­cury Consulting per conto di Pugliapromozione, a partire dal 2008 alla crescita dei flussi turi­stici della Puglia si è affiancato il grande sviluppo della sharing hospitality.

«Generalmente definita “feno­meno Airbnb”, ha avuto in Ita­lia una forte crescita in pochi anni ed è aumentata a un tasso del 78,3% rispetto al 2016 (Fe­deralberghi, 2018) con distribu­zioni disomogenee sul territorio nazionale. La Puglia, assieme a Lombardia, Lazio, Sicilia e To­scana, è una delle regioni dove il fenomeno della sharing è mag­giormente diffuso: la regione è al quinto posto con più di 36 mila annunci attivi sui portali onli­ne. Occorre precisare che non tutti gli alloggi offerti on line sono identificabili come turismo sommerso: è possibile trova­re anche strutture ricettive i cui flussi sono intercettati dalle stati­stiche ufficiali Istat (come B&B, alberghi diffusi, etc.). In Puglia la maggior parte degli annunci (83,8%) risponde alla formula di case e appartamenti, senza spe­cifiche riguardo alla tipologia di gestione. La ricettività non uffi­ciale rappresenta circa un terzo (28,4%) dell’offerta ricettiva to­tale: i posti letto rilevati dall’Istat sono 278.170, mentre quelli non rilevati sono 110.361. La distri­buzione geografica è fortemen­te polarizzata verso il sud della regione: il 60,1% dei posti letto Airbnb è nella Provincia di Lec­ce, seguita da Brindisi (14,3%), Taranto (7,7%), Foggia (5,8%) e BAT (1,4%). Anche rapportando i posti letto non ufficiali con l’e­stensione chilometrica delle sin­gole Province, Lecce prevale con una concentrazione di 23,7 posti letto per km² insieme a Brindisi (8,5); seguono Taranto (3,4), Bari (3,1) BAT (1,0) e Foggia (0,9)».

«Lo sviluppo repentino di alcu­ne località turistiche – spiegano dall’Agenzia regionale – ha porta­to a un presente in cui in alcuni comuni la ricettività non ufficiale prevale su quella ufficiale, ossia vi sono località dove vi sono più posti letto Airbnb che posti letto ufficiali. Il mercato della ricet­tività si evolve spontaneamente determinando la reazione degli asset esistenti e la loro ricolloca­zione. La creazione di un com­parto ricettivo omnicomprensivo, pienamente competitivo e perfet­tamente regolamentato, rientra tra politiche turistiche nazionali e regionali per rendere possibi­le la coesistenza e l’integrazione delle varie componenti oltre che una maggiore fluidità ed equità di gestione. Secondo Travel Ap­peal – che raccoglie e monitora per conto di Pugliapromozione la reputazione digitale delle struttu­re pugliesi attraverso l’analisi dei siti di recensioni, delle Ota e dei social media più diffusi in Italia – il prezzo medio di una camera in Puglia nell’estate 2019 è di 142 euro nel comparto alberghiero e di 92 euro per l’extralberghie­ro2. Il successivo grafico indica i prezzi medi alberghieri nelle pro­vince pugliesi. Le strutture delle province di Bari e di Lecce mo­strano un andamento dei prezzi similare mentre a Brindisi, dove maggiormente si concentrano le strutture classificate come luxu­ry, i prezzi superano la media con picchi nel mese di agosto».

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