24 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 23 Novembre 2020 alle 17:16:06

Cronaca News

Il caso Ilva preoccupa gli imprenditori locali

Luigi Sportelli (CdC) invita al dialogo grande impresa e istituzioni. Marinaro (Confindustria): clausola per gli appalti


Ex Ilva

Il mondo imprenditoriale preoccupato per le incertezze che regna­no sulle vicende dello stabilimento side­rurgico. Al durissmo attacco dle sindaco Rinaldo Melucci ad Arcelor Mittal per il ricorso presentato dall’azienda siderurgica contro la revisione dell’Aia, fanno seguito gli interventi del presidente della Camera di Commercio, Luigi Sportelli, e del presi­dente di Confindustria, Antonio Marinaro.

«Su ex Ilva – afferma Sportelli – non ri­nunciamo al dialogo e al confronto, senza mai abbassare la guardia. Imprese e citta­dini hanno bisogno di fiducia e prospettive certe».

«Il sistema socio – economico tarantino di chiara il presidente della Cdc – continua a vivere in uno stato di profonda incer­tezza nel suo rapporto con la grande in­dustria siderurgica. Gli avvenimenti degli ultimi mesi testimoniano che si è lontani dalla soluzione dei problemi del territorio e che, al massimo, si ottengono tempora­nei armistizi, senza alcuna rassicurazione per il futuro. Il Sindaco di Taranto dimo­stra una condivisibile attenzione su quanto accade, in questo momento cruciale non si può abbassare la guardia. La crisi del mercato, i lavoratori in cassa integrazio­ne, i drammatici incidenti all’interno del­lo stabilimento, la questione dell’esimente penale e, da ultimo, quella della revisione dell’Aia, con le opposte prese di posizione da parte dei soggetti coinvolti, sono i nodi principali sui quali si stanno confrontan­do i Ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente, le Parti sociali, le Istituzio­ni locali e regionali, le imprese dell’indotto – queste ultime, peraltro, in grande allarme per il possibile taglio delle commesse da parte di Arcelor Mittal, come giustamente continua ad evidenziare il Sen. Mario Tur­co nei suoi interventi. Le circostanze sono preoccupanti». Sportelli – una variabile fondamentale: lo stato di fiducia del sistema imprenditoriale e quello dei cittadini. Entrambi, imprese e cittadini, sempre più divisi e polarizzati e, spesso, neppure messi nelle condizioni di comprendere le conseguenze degli avve­nimenti che ormai si susseguono di ora in ora. Non andiamo oltre il brevissimo pe­riodo, ogni giorno una novità negativa, un cambio di passo che riaccende lo scontro, ancor prima del confronto».

«Io ho l’obbligo di ricordare -conclude il presidente della Camera di Commercio – che nell’ultimo trimestre, a fronte di au­mento delle iscrizioni di imprese rispetto allo stesso periodo del 2018 (+6,4%), le cancellazioni hanno registrato l’allarmante incremento del 20,1%. La base imprendi­toriale è nella migliore delle ipotesi ferma, statica. Riattivare i meccanismi di crescita, significa anche fare in modo che chi vuole avviare un’attività economica sappia che il sistema non crollerà da un momento all’al­tro. Oggi queste condizioni di garanzia non sembrano essersi ristabilite: ancora un’al­tra estate di conflitti, a tutto discapito della serenità di aziende e lavoratori. Io invito sempre al dialogo anche quando le posizio­ni appaiono antitetiche. È un dovere della grande impresa e delle Istituzioni tutte, nei confronti di un territorio sofferente e più volte tradito».

«Forte preoccupazione per gli scenari che potrebbero prefigurarsi a breve», vien espressa anche da Antonio Marinaro.

«Il riferimento – spiega il presidente degli industriali tarantini – non è riconducibile ad un singolo evento ma alla complessiva situazione di estrema confusione che a se­guito dell’incessante contrapposizione fra azienda e Governo investe sia la città sia il sistema delle imprese, messe entrambe in una condizione di estrema incertezza e conseguente criticità. Condizione supe­rabile solo, a nostro parere, attraverso un intervento chiarificatore del Mise, diretto interlocutore di Ami sulle diverse questio­ni che attengono il rapporto della grande industria con la città. Ben venga pertanto la richiesta del sindaco al Mise di convo­care gli enti locali».

«Con altrettanto favore – dichiara Marina­ro – accogliamo la proposta del senatore Mario Turco di intervenire con una clau­sola speciale da inserire nel Codice degli appalti che possa salvaguardare le imprese dell’indotto. Si tratta in entrambi i casi di azioni che rispondono ad un’unica necessi­tà: sgomberare il campo da illazioni, noti­zie non confermate e incertezze che stanno ulteriormente fiaccando un territorio già abbastanza martoriato. L’istanza che come Confindustria portiamo avanti va pertanto nella direzione di fare chiarezza, e di av­viare eventuali azioni conseguenti e condi­vise nel segno del bene comune dell’intero territorio».

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