25 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Gennaio 2021 alle 06:51:29

Cronaca News

Scompare nel nulla operatore del 118, ore di angoscia

È un tarantino che lavora alla Asl di Lanciano

Angoscia per un operatore tarantino del 118
Angoscia per un operatore tarantino del 118

Un operatore del 118, di origini tarantine, è scomparso nel nulla, a Lancia­no, dopo una sofferta separa­zione dalla compagna.

“Addio mio dolce amore avrò cura di voi. Ti amo e per questo ho deciso di compiere questo gesto. Se puoi perdonarmi”.

Un post commovente, quello che M. C., quarantasei anni originario del capoluogo jonico ha scritto su Facebook prima di sparire nel nulla.

Mercoledì pomeriggio, vicino al ponte di San Clemente a Ca­sauria, è stata rinvenuta la sua macchina e un testimone, un automobilista di passaggio, ha lanciato l’allarme, riferendo di aver visto l’uomo accanto alla vettura ma solo per pochi istan­ti. Secondo una prima ricostru­zione, l’uomo potrebbe essersi lanciato nel vuoto a settanta metri di altezza.

Tutto è iniziato con un lungo biglietto d’addio scritto sul suo profilo Facebook alla ex compa­gna.

Alla fine della lunga lettera si è scusato con lei e con le figlio­lette della donna per il gesto estremo che di lì a poco avrebbe compiuto.

Poi di M. C. non si è saputo più nulla. L’uomo è stimato in tut­ta la comunità, la stessa che in queste ore non ha mai smesso di sperare.

Lo dimostrano i numerosi com­menti sotto il post di addio, messaggi e chiamate a cui però ancora non si è avuta una rispo­sta.

Carabinieri, vigili del fuoco, soccorritori del 118 i quali sono intervenuti con un elicottero, e tecnici del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico della stazione di Penne, che già da mercoledì hanno avviato le ricerche dell’uomo, continuano ad operare senza sosta.

Le ricerche risultano particolar­mente difficoltose a causa del­la zona impervia e della forte corrente in quel punto del fiume Pescara, che fra l’altro in questi giorni è caratterizzato da una imponente portata d’acqua.

Alla base del gesto, ci sarebbe la grande sofferenza per una storia d’amore finita: nel post dice alla sua ex, con cui condi­videva anche il posto di lavoro alla Azienda sanitaria locale di Lanciano, di aver cercato di rialzarsi dopo la fine del loro rapporto, ma di non esserci riu­scito perché lei era la sua “spina dorsale”.

Intanto familiari e amici non si arrendono e continuano a spe­rare.

“Vederti e non poterti salutare per me è straziante. Ho provato a rialzarmi ma, non riesco a stare in piedi perchè tu sei la mia spina dorsale -scrive l’operato­re del 118 di origini tarantine alla sua ex compagna- tutto mi ricorda di noi i nostri mo­menti belli trascorsi a lavoro io che con una scusa banale sba­gliavo reparto pur di vederti un solo minuto, quei baci strappa­ti e cercati ogni momento del­la giornata, quelle corse negli ascensori pur di vederti.

Tutti ci hanno ammirato per come eravamo uniti e allegri”. Davvero straziante.

Un’amica scrive sul profilo Fb: “nessuno può colmare il vuoto che lascia l’amore, non eravamo amici da molto tempo, ––ma mi mancherai e ci sarà sempre un posticino nel mio cuore per te…”. Intanto si cerca ancora e si spera che M.C. possa essere in vita.

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