Cultura News

L’ultimo viaggio di Don Diego Marturano

I dodici rintocchi dell’orologio di piazza Fontana per l’estremo saluto all’indimenticato poeta e commediografo tarantino

Diego Marturano (proprietà di Ave e Aldo Marturano)
Diego Marturano (proprietà di Ave e Aldo Marturano)

23 novembre 1989, mancavano quindici minuti circa a mezzogiorno. Da poco, nella cripta della chiesa di Sant’Antonio, si erano conclusi i funerali del poeta e commediografo tarantino Diego Marturano. Non molta gente fra i banchi e, appena informato, lì era giunto l’allora sindaco Mario Guadagnolo per l’omaggio da parte della municipalità all’illustre concittadino. Da lì a poco don Diego avrebbe iniziato l’ultimo viaggio. Lo scrittore Nicola Caputo, allora collega al Corriere del Giorno, si raccomandò con i familiari e soprattutto con gli addetti al servizio funebre perché fossero rispettate le sue ultime volontà, riportate anche nella sua celeberrima poesia: “’U relogge d’a chiazze”.

Era molto affezionato a quel simbolo della tarantinità in piazza Fontana, luogo dei suoi giochi d’infanzia e non molto distante da vico Fanuzzi (che da via Garibaldi sbuca su via Cariati) dove il 23 dicembre 1899 egli vide la luce. Così recitano infatti quei versi carichi di pathos: “‘Nu giurne j’ vecchie, quanne vole Dije,/ D’addàne agghia passare, Frate buène,/Sindè no agghia putè l’ùlteme suène,/mendre pe sembe fazze quedda vije”. Grazie a un traffico non particolarmente intenso, il furgone funebre giunse appena in tempo per lo scoccare dei dodici rintocchi della campana: era l’ultimo saluto al poeta da parte della sua amatissima Taranto, prima dell’ultimo viaggio al San Brunone. Lacrime si videro scorrere sul viso dei presenti. Pare ieri che vedevamo quell’uomo, alto, magro e occhialuto, passeggiare, aiutandosi con i bastoni, in via D’Aquino. Lo conoscevano tutti, don Diego, cui Luigi Calabrese nel 2011 dedicò una bella pubblicazione per la Scorpione Editrice dal titolo “Don Diego e la città perduta”.

Il poeta e commediografo dialettale, cantore della nostra città, era un uomo molto schivo, alcuni a torto lo definivano un superbo, ma a chi riusciva a entrare nel suo cuore non lesinava consigli e delicatezze. Di certo (raccontano) aveva un brutto carattere. Ce l’aveva con i poeti cosiddetti dell’ultima ora, che improvvisavano, con pessimi risultati, a suo dire, un dialetto in cui non si riconosceva assolutamente. Il suo giudizio in questi casi era tagliente ma non sbagliava mai. Sapeva il fatto suo, si potrebbe dire. A scontrarsi, la domenica mattina in piazza Carmine, erano principalmente due gruppi: quello di Angelo Fanelli con Claudio De Cuia e quello di Peppino Cravero con Marturano, il quale pretendeva di avere sempre l’ultima parola sull’uso del dialetto. Guai a contraddirlo! Le sue litigate in pieno centro erano leggendarie. Così raccontava a tal proposito un altro poeta, Domenico Candelli, detto “Alèng Alòng”: “Per prendere le mie parti, Alfredo Majorano, mentre passeggiavano insieme in via D’Aquino, litigò con Marturano. ‘Quello – gli disse riferendosi a me – mò ha cominciato e già scrive meglio di te’. Don Diego si arrabbiò così tanto da volerlo picchiare con il bastone!”. I tarantini gli volevano bene per la commozione suscitata da quei componimenti che cantavano una Taranto andata distrutta per l’ignoranza e il disimpegno di tanti amministratori, con la “collaborazione” assidua di strafottenti cittadini. Le sue poesie andrebbero studiate a scuola, per aiutare i giovani a recuperare l’amore per una città che ha bisogno di risorgere. Ricordiamo, fra le tante, “Tarde vecchie mie”, “Buonanotte Nannaredde”, “Nu cammurriste de tand’anne arrète”, “A maskarate”, “A vije de mienze” e la divertentissima “F.u.c.i.”. I capolavori teatrali di Diego Marturano, fra i quali “Mastro Agostino Fragaglia, “L’ove de zia Cungette” e “’U cuèrne de Marje ‘a Canzirre” presentano invece difficoltà nella rappresentazione a causa di un dialetto che non esiste più. Proprio come la bella Taranto della sua gioventù!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche