Cronaca News

Una città educata al bello e al verde

Contro l’inciviltà e la bruttezza

Piazza della Vittoria
Piazza della Vittoria

Ogni settimana, il martedì mattina, attraverso Piazza della Vittoria per prendere un bus per la stazione e sono ogni volta fiducioso che i miei desideri si realizzino. Spero che cambi qualcosa, lo faranno domani, forse dopodomani: quei fazzoletti di prato che coronano il monumento sono finalmente diventati di un verde vivo, quasi tappeti vellutati! Quei pezzi di prato che dovrebbero costruire speranza attraverso il loro verde continuano imperterriti a rimanere – ahimè ma anche ahinoi – rachitici, secchi, a chiazze, e non già essere come quel soffice verde dei prati inglesi e di tante città italiane.

Penso al verde vellutato e intenso del teatro Carignano a Torino. Su cui lo sguardo e la mente si ravvivano. Spesso quei fazzoletti di prato sono anche, purtroppo, imbrattati di carte e di rifiuti. Il disadorno e lo sporco si diffondono. Il brutto contagia. Se si vede che carte e mozziconi imbrattano si è quasi “indotti” a fare altrettanto. E così fan tutti. O quasi. Atteggiamento, questo, nei cittadini assai deprecabile, ma “visto che è sporco”… Si alimenta così il non-bello: deformità, laidezza, sudiciume. Queste brutture del mondo sono sotto gli occhi di tutti, e sono anche la soglia della volgarità, della violenza, del prosciugamento della coscienza. E meno male che non sono poche le “mosche bianche” che amano Taranto e la sua bellezza, e che tutelano, anche con i piccoli gesti. Eppure basterebbe poco, anche economicamente, per ridare vita a quei piccoli spazi.

Cura quotidiana, vigilanza partecipata, difesa del bello. Si dice che “la bellezza salverà il mondo”! Non aspiro a tanto, ma a tentare di contribuire a schiudere un mondo nuovo nella nostra città certamente. Una città a dimensione verde? Perché no. Non mancano a Taranto i cittadini culturi del verde.Occorre moltiplicarli. Soprattutto come attesta il bel volume di Francesca Neonato, Francesco Tomasinelli e Barbara Collanninno (Oro verde. Quanto vale la natura in città, Il Verde Editoriale, Milano 2019) potenziando e affinando nelle nuove generazioni, già sensibili, la cultura del verde,che è poi una cultura dello stare bene. Un prato verde (o una semplice pianta o un solo fiore) è elemento fondamentale di ogni spazio a cui si voglia conferire valore estetico. Quei fazzolletti potrebbero rendere la piazza ornata da quattro tappeti che sanno d’incanto. Penso che, prima o poi, accadrà.

1 Commento
  1. Donato 3 mesi ago
    Reply

    Gentilissimo Cosimo Laneve sono convinto che la maggioranza dei tarantini sono attenti alla pulizia e alla bellezza per taranto, ma purtroppo per colpa di qualcuno abbiamo no una piazza della vittoria sporca ma la città sporca. Il problema è che non c’è controllo e poi chi deve pulire non pulisce.È mai possibile che l’operatore addetto alla pulizia si Vede una volta alla settimana.E poi come pulisce dato che si trova d’avanti una sporcizia immensa.Fa una pulizia fittizia. Venga a fare un giro presso il mercato Fadini (via principe amedeo via Otranto via capotagliata via fa la to) la gente cammina in mezzo alla sporcizia. E la sera si vedono gli scarafaggi che passeggiano lungo i marciapiedi.
    Vogliamo far capire al comune e all Amiu che bisogna investire di più in personale e attrezzature ed avere dei tecnici e manager capaci, Lecce Brindisi Bari Foggia città pulite Taranto da 20 anni sempre sporca.

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