Le colonne doriche
Le Colonne Doriche (VI sec. a. C.) superstiti del Tempio di Poseidone

MARTINA FRANCA – Il mito di Taras e altri racconti.

Taranto. Come da consuetudine dell’epoca per le città greche e non, Taranto esortò la creazione di miti e leggende circa le pro­prie origini e lo fece in maniera tale da rafforzare la percezione di essersi fatta da sé e senza l’ausilio della madre patria Spar­ta, sebbene da essa non si di­staccò mai del tutto.

Accanto al più gettonato mito fondativo che vede come prota­gonista il leader parteno Fàlanto, esistono diversi racconti volti a legittimare la potenza di Taranto, primo tra questi è il mito di Taras, figlio del dio del mare Poseido­ne e della ninfa Satyria, secondo cui il semidio assieme alla sua flotta salpò presso le rive di un canale d’acqua che prenderà il suo nome: il fiume Tara.

Un giorno Taras volto a sacrifi­care fiere in onore di suo padre vide emergere dalle acque un delfino, che egli interpretò come segno di esortazione e di buon auspicio del dio a fondare una nuova città e chiamò il primo insediamento Saturo in onore della madre. Dopo la fondazione, durante uno dei sacrifici Taras cadde nelle acque del fiume e il suo corpo non fu più ritrovato, allo­ra si pensò che proprio Poseidone lo prese con sé per dargli accoglienza nella cerchia degli eroi, infatti dai Ta­rantini egli fu venerato come un dio. Un altro mito ha come protagonista il citarista Airone, il quale partì dal­la Grecia per accrescere la propria fama approdando prima in Sicilia e, in seguito, stabilendosi a Taran­to dove raggiunse il picco massimo della propria fortuna, che una volta ottenuta lo portò a voler tornare in Grecia; proprio durante il viaggio di ritorno fu vittima di un complotto da parte dei marinai a bordo che, oltre a derubarlo, lo condannarono a morte, dandogli la possibilità di scegliere in quale modo morire: in terra ferma con degna sepoltura o gettato in mare.

Naturalmente, scelse la seconda op­zione, ma prima volle dedicare un ultimo canto ad Apollo, divinità mol­to venerata a Taranto, attirando nei pressi della nave molti delfini e scatu­rendo nel dio e nei delfini una profon­da compassione, tanto che fu salvato da un delfino che lo caricò sul dorso e lo portò in salvo presso il tempio di Poseidone.

Infine, un altro mito vuole che a Ta­ranto giunse proprio Eracle, che tra le numerose gesta compiute, abbia lot­tato contro i giganti e contribuito ad edificare la polis. Nell’antichità il mito era un modo per spiegare i fenomeni naturali e sociali, ma era anche uti­lizzato per fini politici o per dare le­gittimazione a credenze, convenzioni e valori di specifici popoli, quindi per istruirli, creando una memoria collet­tiva e senso di appartenenza, ed è proprio quest’ultimo aspetto a ren­derli così attuali.

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