27 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Ottobre 2021 alle 22:44:00

Cronaca News

Amat, la Cgil pone il tema della sicurezza

«Oltre 16mila bolle di avaria in 6 mesi»

I nuovi mezzi Amat
I nuovi mezzi Amat

«Punirne uno per educarne cento». È questa la valutazione che il co­ordinamento Amat della Filt Cgil di Ta­ranto dà al provvedimento disciplinare di sospensione dal servizio di 15 giorni, com­minato dal vertice Amat al proprio rappre­sentante dei lavoratori della sicurezza (Rls) lo scorso 2 agosto.

Il coordinamento, riunitosi il 19 agosto alla presenza di Paolo Peluso, segretario gene­rale della Cgil Taranto, ha preso in esame il tema della ‘sicurezza’ in azienda, con par­ticolare attenzione allo stato di efficienza degli autobus e alle relative responsabilità poste in capo proprio agli autisti.

«Gli autisti, responsabili finali dell’effi­cienza e della sicurezza del mezzo anche nei riguardi dei cittadini/utenti, a fronte di un parco mezzi abbastanza vetusto, sono spesso costretti a emettere bolla di avaria del mezzo assegnato, nella quale segnalano le disfunzioni che possono rappresentare un rischio per la sicurezza e, di conseguen­za, lo stesso autobus viene fermato – spie­gano dalla Filt Cgil – Lo stato dell’arte è rappresentato dai numeri. Dal gennaio 2018 al luglio 2019, ad esempio, sono state emesse circa 16500 bolle di avaria, in me­dia 30 al giorno». «Una situazione che dovrebbe indurre i vertici aziendali – dichiara Paolo Peluso – ad un maggior lavoro di prevenzione e ad un confronto più serrato con gli Rls (ve ne sono 6 in azienda, uno per sigla sindacale) per individuare soluzioni che consentano un servizio in sicurezza e nello stesso tem­po più efficiente per gli utenti».

«Invece l’azienda ha deciso di usare la cla­va, contestando al Rls Cgil di aver messo in avaria, in modo – a dire dell’azienda – in­giustificato e, quindi, sanzionandolo».

«Ma un lavoratore che è anche Rls – ha so­stenuto Francesco Zotti – è un lavoratore necessariamente più sensibile ai temi della sicurezza. Colpirlo in questo modo, ha cer­tamente il fine di dare un ammonimento agli altri lavoratori».

Ma la Cgil non ci sta. «Oltre a tutelare nel­le opportune sedi il proprio dirigente sin­dacale» la stessa confederazione assumerà «il tema ‘sicurezza’ trattandosi di una par­tecipata pubblica con rilievo nei confronti di lavoratori e cittadini e, di conseguenza metterà in atto una serie di iniziative, an­che rivolte ad attori istituzionali, che sa­ranno presentate in una conferenza stampa di prossima convocazione».

«Non lasceremo soli né il nostro Rls né i lavoratori – ha dichiarato Paolo Peluso nel­le conclusioni al coordinamento aziendale del 19 agosto – e vogliamo rassicurarli che non accetteremo che su un tema così de­licato siano abbandonati a responsabilità individuali per il timore di atti sanzionato­ri ingiustificati. Gli autisti sono per forza di cose responsabili dell’efficienza e della sicurezza del mezzo. A loro le macchine dovrebbero essere consegnate in perfetto stato. Quindi, a monte qualcuno è respon­sabile, ma evidentemente non vengono ef­fettuati adeguati controlli prima della con­segna del mezzo all’autista».

«Per di più – ha aggiunto – il comportamen­to dei vertici aziendali rischia di vanificare il lavoro svolto dall’Amministrazione co­munale (l’Amat è un’azienda partecipata del Comune di Taranto), volto a dare effi­cienza e puntualità ad un servizio pubblico importantissimo in una città complicata dal punto di vista viario, anche con la pro­grammazione di risorse per l’acquisto di mezzi nuovi».

«Il coordinamento, infine, ha dato manda­to al Rls di avanzare formale richiesta al Rspp di Amat del Dvr (Documento Valuta­zione Rischi) che attende da anni di essere aggiornato».

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