28 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Novembre 2021 alle 06:44:20

Cronaca News

Taranto si candida a capitale green

Dalla giunta ok al piano per la «transizione ecologica»

Una veduta aerea di Taranto
Una veduta aerea di Taranto

Il Comune prepa­ra la svolta green per la città. Il 24 luglio scorso, infatti, la giunta comunale ha deliberato il piano “Ecosistema Taranto – Strategia di transizione ecologica, econo­mica ed energetica di Taranto, resilient city”. Si tratta del primo importante passo per candidare la città a “European Green Capi­tal”.

Più in generale l’Ecosistema Ta­ras è un piano di riconversione economica di Taranto. Un piano, come spiega il sindaco Rinal­do Melucci, «punta a creare op­portunità e infrastrutture per le nuove economie, ad un cambio di paradigma senza soluzioni in­termedie, con un ecosistema abi­litante e resiliente».

«La città – sottolinea Melucci – può e deve trovare la capacità di trasformarsi, di usare la crisi come occasione di cambiamento radicale, per mettersi definitiva­mente alle spalle ogni mono­cultura che l’ha ingiuriata. Tutto questo implica una decisione po­litica affatto banale, perché guar­da a un orizzonte lungo, fissa una strategia e si dota di un sistema di governance per perseguirla. Ecosistema Taranto, come conce­pito dalla mia Amministrazione, non è solo un pacchetto di azioni e strumenti di programmazione, ma un quadro cognitivo che sfida il dibattito pubblico e istituziona­le asfissiante in cui si è impan­tanata la città ionica da alcuni anni».

«Ecosistema Taranto – viene spiegato da Palazzo di Città – in­dica, infatti, l’innovazione qua­le via principale per risolvere le problematiche ambientali – in­tese come pluralità di conflitti – spostando l’economia verso il capitale di conoscenza e di beni e servizi basati sulla smaterializ­zazione dei processi e sulle fonti di energia pulita, per riscrivere i cicli di produzione, distribu­zione e consumo delle risorse. Il fine è ricreare filiere di valore endogene, scommettendo sulla ricostruzione del rapporto con il territorio, trattando il tema delle ripetute astrazioni economiche, dall’arsenale al siderurgico, come interruzione di un ecosistema storicamente determinato, alzan­do sguardo e prospettiva, inqua­drando il problema storicamente e geograficamente nella sua di­ mensione multiscalare. In una tale prospettiva, anche i quartieri assumono un’altra dimensione, nel disegno di una struttura poli­centrica. Il cuore della transizio­ne, da città dell’acciaio a ecosiste­ma endogeno e autosostenibile, è dato dal superamento di un siste­ma urbano “per parti a sé stanti” verso un sistema di accessibilità e connessione, fatto di reti ambien­tali e strategiche, tagliato sulla reale domanda della città, così come emersa dal sistema delle conoscenze e dal processo par­tecipativo. Un processo che altre importanti metropoli del pianeta hanno deciso di sperimentare».

Per realizzare questopiano, il sin­daco Melucci ha deciso di puntare sull’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile «al fine di orientare la ricostruzione e dialogare con le esperienze di cambiamento in atto, per evitare ogni isolamento e la mancanza di interazione con i più moderni scenari, difetti che hanno caratterizzato molte delle proposte per Taranto sin ora mes­se in campo a tutti i livelli».

«Ecco perché – viene spiegato an­cora – Ecosistema Taranto mira a sintetizzare e rendere omogenei a questa prospettiva di transizione, per esempio, il Piano Strategico regionale e gli indirizzi attuali del CIS, diversamente destinati a rimanere esercizi puramente teo­rici. Da qui nasce anche la scelta di avere l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), che riunisce più di 230 soggetti della società civile italiana, come primo partner e parte attiva nel­la costruzione di un sistema di monitoraggio e valutazione della performance della Strategia che rafforzi la partecipazione de­mocratica alla vita collettiva e il dialogo con le rappresentanze dei diversi interessi, per concorrere a nuove forme di governance, di apprendimento e di competitività dei soggetti chiamati ad interagi­re con la Pubblica Amministra­zione».

«Questa partnership – afferma Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS – rappresenta un’otti­ma opportunità per mettere a ser­vizio di Taranto le riflessioni e le esperienze maturate, a livello in­ternazionale e nazionale, dall’Al­leanza e dai suoi esperti sul tema dello sviluppo sostenibile. Certo, la sfida è enorme, ma l’esperienza di questa città, simbolo di scel­te passate insostenibili da tutti i punti di vista, può rappresentare un modello da seguire anche per altri luoghi, secondo i principi dell’Agenda Urbana per lo svi­luppo sostenibile recentemente aggiornata a cura dell’ASviS e di Urban@it».
In questo quadro diventa impor­tante anche la riorganizzazione del Comune «di cui è parte inte­grante l’uscita dal lungo dissesto finanziario e il nuovo piano di as­sunzioni», con un approccio che ha già portato alla «normalizza­zione di elementi fondamentali quali servizi, sicurezza e decoro urbano, e dotandosi, allo stesso tempo degli indispensabili stru­menti di pianificazione, molti dei quali ormai operativi». compiti dell’ente locale.

«Dunque – si conclude da Palaz­zo di Città – innovazione istitu­zionale e sociale sono chiamate a guidare la transizione ecologica ed economica. Coraggiosamente, l’Amministrazione ha deciso di scardinare e ricostruire gli anel­li di interazione delle reti socio-economiche e istituzionali, a par­tire dalle politiche abitative per ricreare intorno ad esse i mec­canismi di resilienza dell’Ecosi­stema Taranto. Per cui saranno proprio le trasformazioni urbane il cuore della progettazione delle azioni di sviluppo».

Ecosistema Taranto fornirà la traccia per l’adesione al “Cove­nant of Mayors for Climate and Energy” e. come detto, la base progettuale per la prossima can­didatura di Taranto a “European Green Capital”. Nelle prossime settimane il piano verrà illustrato in dettaglio al Consiglio comuna­le, alle altre Istituzioni, ai cittadi­ni e al mondo accademico».

2 Commenti
  1. max 2 anni ago
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    MA QUALE GREEN E GREEN SI ADOPERASSE PER CHIUDERE PRIMA LE FONTI INQUINANTI ILVA ENI E MONNEZZA VARIA.
    DI CHIACCHIERE NE ABBIAMO SENTITE ABBASTANZA.

  2. Vito Domenico Maraglino 2 anni ago
    Reply

    Ma davvero?!
    Non ci posso credere.

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