Cronaca News

«Da Conte una grande lezione di civiltà»

Ilva e porto: preoccupazione per le incertezze prodotte dalla caduta dell’esecutivo

Il premier Giuseppe Conte
Il premier Giuseppe Conte

«Dal presidente Conte abbiamo avuto una grande lezione di civiltà democratica e parlamentare». Mario Turco (M5S) è l’unico senatore tarantino, l’unico quindi che ha assistito direttamente al dibattito sulla crisi di governo. «Il presidente Conte – dice il parlamentare pentastellato – ha confermato le sue qualità di presidente del consiglio e di avvocato del popolo. Ha gestito in modo ineccepibile e trasparente questa crisi che è stata voluta unicamente da Salvini».

La crisi di governo, però, lascia in un clima di pericolose incertezze anche le tante partite aperte a Taranto. Quasi tutte ruotano intorno alla madre di tutte le questioni: il destino dello stabilimento siderurgico Arcelor Mittal. «Ma in gioco – puntualizza il senatore Turco – c’è anche il destino dei 500 lavoratori del porto. C’era l’impegno del governo a tramutare in emendamento alla legge di bilancio il mio ordine del giorno per garantire la continuità della cassa integrazione anche nel 2020 utilizzando fondi non utilizzati nel 2017». Poi, appunto, c’è tutta la partita dell’ex Ilva. «Infatti. Abbiamo cercato – rivela Turco – di non cedere alle pressioni della Lega che già era contraria a togliere quel privilegio dell’immunità che noi abbiamo cancellato. Ora c’è una bozza “salvo intese”. Vediano se queste intese saranno raggiunte».

Quindi ci sarà da attendere per capire quale forma, eventualmente, assumerà l’esimente penale che, negli annunci prima della crisi, avrebbe dovuto avere un perimetro limitato all’attuazione del piano ambientale. «Sono preoccupato – dice il senatore Turco a TarantoBuonasera – perché in gioco c’è tutta la partita dell’indotto. Speravo che il mio ordine del giorno sulla tutela delle imprese locali venisse trasformato in emendamento per garantire le piccole e medie imprese locali nell’area di crisi complessa di Taranto, attraverso un particolare riconoscimento nel sistema degli appalti. Purtroppo ora tutto diventa incerto e questo, lo ripeto, perché Salvini ha voluto questa crisi». Adesso c’è da capire cosa accadrà allo stabilimento siderurgico. Resta tutta, come visto, l’incognita sull’esimente penale. Va ricordato che Arcelor Mittal proprio rispetto a questo punto aveva annunciato la chiusura dello sabilimento il 6 settembre, giorno in cui scadrà la vecchia norma sull’immunità. E poi ci sono al revisione dell’Aia e lo spegnimento dell’Afo 2 che renderebbe economicamente non sostenibile la gaestione della fabbrica. Un futuro colmo di incertezze, insomma. «Il mio auspicio – commenta il senatore Turco – è che si formi un nuovo governo, altrimenti Taranto rischia di perdere treni già avviati come il lavoro sulla riconversione economica e il Contratto di Sviluppo». Un nuovo governo, già. Ma di quale segno? «Mi auguro che a presiederlo sia ancora Giuseppe Conte. Noi siamo aperti al dialogo con tutte le forze politiche che vogliano condividere il nostro programma. Non dimentichiamo che il M5S è il partito che ha vinto le elezioni del 4 marzo. Senza un nuovo governo, meglio andare subito a elezioni».

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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