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Benedetta Pilato d’oro, trionfo junior

La tarantina trionfa ai campionati mondiali in Ungheria nei “suoi” 50 metri Rana

Benedetta Pilato
Benedetta Pilato

Ancora Benedetta. E stavolta è oro. La giovanissima tarantina Pilato ha vinto i campionati mondiali giovanili in corso di svolgimento in Ungheria conquistando la medaglia d’oro nella finale di 50 Rana, la sua specialità. La quattordicenne tarantina, vice campionessa del mondo – tesserata per Fimco, allenata da Vito D’Onghia, primatista italiana (29’’98 in batteria a Gwangju nei mondiali senior) e prima anche agli europei juniores in Russia – tocca in 30’’60, distanziando di trentuno centesimi la britannica Kayla Van der Merwe argento in 30’’91, che precede d’un centesimo la statunitense Kaitlyn Dobler terza in 30’’92. Benedetta si conferma come il volto nuovo del nuoto – e dello sport – italiano, in una giornata, quella di mercoledì 21 agosto, che ha visto anche l’oro con record italiano juniores di Thomas Ceccon nei 100 dorso nella settima edizione dei mondiali junior, che come detto si svolgono in Ungheria, a Budapest.

Ceccon, oro agli eurojuniors di Kazan 2019, cinque medaglie agli Youth Olimpic di Buenos Aires 2018 – nuota in 53’’46 (26’’14), ha vonto abbassando di quattordici centesimi il 53’’60 che il talento veneto stabilì lo scorso 3 aprile agli Assoluti di Riccione. Dopo di lui, a scendere in acqua è stata Benedetta Pilato. Ed è stato un trionfo assoluto, in una finale vinta dominando, senza mai essere apparsa in difficoltà, confermandosi un talento purissimo, anche in una stagione lunga ed impegnativa per lei. L’oro di Budapest infatti arriva dopo l’argento di Gwangju, che ha un peso specifico maggiore perchè ottenuto ai mondiali senior, quelli dei ‘grandi’, non solo a livello anagrafico. Benedetta è l’atleta azzurra più giovane ad essere salita su un podio iridato, superando anche Federica Pellegrini. Nei giorni scorsi, Pilato è stata protagonista di un simpatico siparietto con il suo idolo, Jovanotti, nel concerto tenuto dal cantante a Policoro. È basta che qualcuno dicesse a Jovanotti che in mezzo a quella marea umana che lo ascoltava ci fosse Benedetta: «Mi dicono che in mezzo a voi c’è Benny, la nostra campionessa di nuoto che ci ha emozionato così tanto! E’ vero?». E il pubblico in coro, nemmeno a dirlo: «Siii!».

«E allora, Benny, salta su, vieni qui!». Il tempo di farsi largo, incassare affettuose pacche sulla schiena, baci al volo, e Benny è accanto al suo mito. «Non ci posso credere!», confesserà agli amici a fine sorpresa. In Corea invece Pilato aveva conquistato l’argento nei 50 rana mondiali in 30 secondi netti, 16 centesimi in più della 22enne statunitense Lilly King (campionessa in carica e primatista mondiale in 29”40, nonché iridata e olimpica nei 100) e 15 in meno della 27enne russa Yuliya Efimova (vice campionessa mondiale e campionessa europea, sul podio iridato della specialità dal 2009 e a Gwangju già oro nei 200 e argento nei 100). “La donna in un corpo da bambina”, come la definisce Martina Carraro, quinta in 30”49, ha compiuto un capolavoro e quasi sorpreso King che ha dovuto ricorrere a esperienza e forza per evitare la sconfitta Sempre in linea, la gara si decide al tocco dove prevale la struttura fisica chiaramente più formata dell’americana. All’esordio tra i grandi, la campionessa juniores, che in batteria aveva portato il record italiano sul 29”98, si mette alle spalle pure la 30enne giamaicana Alia Atkinson (vice campionessa mondiale a Kazan nel 2015), quarta in 30”34. La 14enne tarantina diventa la più giovane nuotatrice italiana medagliata ai mondiali della storia. Prima di Novella Calligaris, prima di Federica Pellegrini.

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