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Ex Ilva, allarme sulle emissioni

La Fim Cisl allerta lo Spesal. Il Comune si rivolge al prefetto

L'ex Ilva di Taranto
L'ex Ilva di Taranto

Emissioni dall’ex Ilva, nuovo allarme. La Fim Cisl “ha fatto presente ad ArcelorMittal, ma anche allo Spesal, il servizio Asl sulla sicurezza sul lavoro, che oggi (ieri, giovedì 22 agosto, ndr) oltre che in tutti i giorni e settimane precedenti, con relative e consequenziali segnalazioni sull’impianto, si è verificata l’ennesima, massiccia emissione convogliata in ambiente senza aver ottenuto alcuna contromisura operativa concreta mirata alla soluzione del problema”. È quanto si legge in una nota dei metalmeccanici della Cisl.

Per la Fim Cisl, “questa sostanziale incapacità risolutiva dell’azienda è assolutamente inaccettabile rispetto all’estrema e delicata tematica di rilevante impatto ambientale. La situazione è aggravata da innumerevoli segnalazioni riportate e sistematicamente evase. Circa il verbale sottoscritto – sul punto specifico – lo scorso 22 luglio in sede di task force congiunta azienda e sindacati per la sicurezza sul lavoro (task force insediata dopo l’incontro al Mise del 15 luglio scorso) gli impegni di manutenzione intensiva, in quella occasione concordati, allo stato dell’arte si ritengono assolutamente inefficaci. La situazione è gravissima. Ammoniamo tutta la struttura aziendale rispetto alla pessima gestione del tema, contestualmente allertando gli enti di pertinenza esterni al fine di esaminare il monitoraggio ambientale e tutti i fenomeni, compresi gli ultimi eventi, per tracciare e contrapporre le adeguate contromisure tecniche finalizzate all’eliminazione definitiva della critica anomalia”. “Il camino E312 è il più alto di tutta la fabbrica, ben visibile da vari punti della città oltreché molto vicino al quartiere Tamburi, in prossimità della strada provinciale Taranto-Statte” ricorda la Fim.

«È vero che di questo camino è previsto un investimento di messa a norma ambientale che ha dei suoi tempi di attuazione – sostiene Biagio Prisciano, segretario generale aggiunto Fim Cisl Taranto Brindisi – ma non possiamo assolutamente accettare che sino a quando non si mettono i filtri, che non è proprio una operazione imminente, ci siano emissioni continue e del tipo a cui stiamo assistendo ripetutamente. È una situazione assolutamente inconcepibile per un’azienda, ArcelorMittal, che dichiara di aver fatto del rispetto ambientale e del piano ambientale una priorità di gestione». Quanto alle cokerie l’anomalia riguarderebbe la macchina caricatrice del fossile, ed è legata a un tempo di distillazione del coke inferiore al previsto. Per i camini, deve partire l’installazione dei filtri a manica Meros, investimento approvato in sede di conferenza al ministero per l’Ambiente, per un costo di circa 60 milioni. I filtri servono a rimuovere dal gas di scarico metalli pesanti e altri componenti nocivi senza generare fuoriuscite di vapore. Si ridurranno soprattutto diossine e polveri, assicura ArcelorMittal. La prima linea sarà completata a settembre 2021 mentre la seconda entro maggio 2023.

Una tempistica che la Fim Cisl, alla luce di quanto si sta verificando, “ritiene troppo in là per cui chiede all’azienda contromisure ponte più immediate”. Un allarme, quello del sindacato, che non è sfuggito a Palazzo di Città. “Si apprende da fonti sindacali di una situazione che, se confermata, sarebbe molto grave all’interno dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto. D’altronde una nube sul camino E312 è stata oggi (giovedì, ndr) ben visibile, anche per effetto delle condizioni climatiche, e vorremmo tutti conoscerne subito la composizione” si legge in una nota del Comune. L’amministrazione comunale “è in costante contatto con gli organismi tecnici che sovrintendono per legge ai controlli dentro e fuori del perimetro aziendale, si attendono gli esiti delle loro verifiche e le eventuali indicazioni dell’Asl”. Lo stesso sindaco, Rinaldo Melucci, esprime «profonda preoccupazione per l’attuale gestione degli impianti e ne sta valutando ogni aspetto con le Direzioni competenti di Palazzo di Città, tenendo nel contempo informati il Prefetto di Taranto e le altre Autorità».

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