28 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Settembre 2021 alle 20:59:00

Cronaca News

«Crisi di governo? Una opportunità»

Per Giancarlo Turi (Uil) è un bene per Taranto che si sia conclusa l’esperienza gialloverde

Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica
Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica

«La crisi di governo va vissuta come una opportunità positiva per Taranto e per il Pae­se». Il segretario della Uil, Gian­carlo Turi, ritiene che questo sia il momento giusto «per ridiscutere tutte le questioni» rimaste in so­speso.

«Consideriamo positivo – commen­ta il sindacalista a TarantoBuona­sera – che si sia conclusa l’esperien­za del governo Lega-Cinquestelle, che nella sua evoluzione ci aveva lasciati profondamente insoddi­sfatti, anche per la cifra politica piuttosto bassa dei rappresentati di governo che sono stati espressi. Il cosiddetto contratto di governo si è rivelato carente sia dal punto di vista concettuale che come capaci­tà attuativa. Tirare avanti fino alla fine dei cinque anni di legislatura con questo governo avrebbe pro­dotto risultati davvero scarsi».

Meglio, allora, secondo Turi, pro­vare a dare una svolta. «Se ci sono le condizioni per dare vita ad un governo con intepreti autorevoli, di livello, allora va bene. Altrimen­ti sarebbe preferibile restituire la parola agli elettori. Non serve un governo di scopo, bisogna dare vita ad un esecutivo che abbia come orizzonte temporale l’intera legislatura. Se questi presupposti non ci sono, meglio nuove elezioni perché non possiamo permetter­ci il lusso di perdere altro tempo, considerando che c’è da fare una legge di bilancio che richiede mol­te risorse».

E Taranto? «Gli interessi della no­stra città sono quelli del Paese. Noi abbiamo bisogno di un luogo dove confrontarci. La complessità dei nodi da affrontare merita risposte importanti da interlocutori autore­voli. Il Tavolo per lo sviluppo? È al capolinea da almeno un anno. Il Tavolo del Cis si è ridotto ad un luogo della comunicazione e non del confronto».

Turi indica quale dovrebbe essere il punto di partenza di una nuova azione di intervento su Taranto: «Dobbiamo considerare che il Cis non ha fonti di finanziamento da circa un anno; l’accordo sindacati- Mittal del 6 settembre scorso è ri­masto largamente inattuato; l’area di crisi complessa ha una dotazione finanziaria utilizzata in toto. Que­sti sono tutti strumenti del passato, non c’è nulla di nuovo. Per questo abbiamo la necessità di andare ol­tre e discuterne con interlocutori autorevoli. L’unico aspetto positi­vo è stato lo sblocco della vicenda porto, anche se ci sono aspetti che vanno sicuramente messi in chia­ro».

Ma con quale compagine si potreb­be avviare un nuovo discorso per Taranto? «Un’ipotesi di alleanza tra Pd e M5S mi sembra difficile da realizzare perché su temi fon­damentali hanno posizioni molto distanti. Basti pensare proprio alla vicenda Ilva: da un parte avevamo un percorso costruito dai governi Pd e poi quello stesso percorso è stato largamente ignorato dal go­verno Lega-M5S. Certo, se oggi tra Pd e M5S dovesse nascere un ac­cordo di ampio respiro in grado di produrre effetti positivi per Taran­to e per il Paese, allora ci andrebbe bene. Mi sembra però difficile. A quel punto, meglio andare a nuove elezioni».

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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